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9 aprile 2017

Rc auto: agente d’assicurazione bistrattato, che errore

 

No ai tagli sulla qualità

No ai tagli sulla qualità

Vuoi risparmiare sulla Rc auto? Fai fuori l’agente assicurativo. È questo il messaggio che passa sentendo diversi spot tv e radio. L’automobilista è libero di crederci. Attenti però: il giorno in cui serve un’informazione al volo, competenza, efficienza; e quando si vuole essere aiutati in caso di incidente, a chi si rivolge l’automobilista di cui sopra? Un agente si forma, partecipa a corsi per accrescere il bagaglio professionale, si aggiorna. Se elimini l’agente assicurativo, sposti il problema: l’obiettivo è far calare i prezzi Rca? Allora occorre stimolare il mercato a una sana concorrenza fra compagnie, con formule tariffarie tagliate su misura per il singolo automobilista.

Anche perché la Rca media oggi è di 350 euro annui circa. Non individuo un risparmio forte tagliando gli agenti. Anzi, le procedure interne alle compagnie potrebbero peggiorare, con aggravio di costi. È poi vero che parliamo di società (le compagnie), fatte per macinare profitti; ma se dai una sforbiciata agli agenti, la pagheranno anche gli impiegati, i collaboratori e tutto quanto di virtuoso ruota attorno a un agente.

E ancora: oggi non c’è più l’obbligo di dare disdetta della Rc auto. Con due effetti negativi. Anzitutto, esponi l’automobilista a un problema: se lui non dice niente, la Rca muore, e circola senza copertura assicurativa. Secondo: è un guaio per lo stesso agente. Che deve inviare invece avvisi di scadenza, telefonare ai clienti, consultare la banca dati Ania (l’Associazione che rappresenta quasi tutte le compagnie).

In generale, non gradisco tutta questa standardizzazione dei prodotti Rc auto e delle polizze accessorie auto, tutte uguali a se stesse senza l’intervento mirato dell’agente assicurativo che conosce alla perfezione il cliente e il lavoro, con le Rca vendute dai mille canali (banche, poste, supermercati, tabaccai): ritengo vada contro gli interessi dell’assicurato. È tutto da dimostrare che, senza agenti, l’automobilista risparmi. Vedo al contrario una Rc auto di cui il cliente viene poco informato.

Comunque, se io fossi un agente, comincerei a ribellarmi per prima cosa alla canalizzazione: l’automobilista incidentato che viene sempre indirizzato verso il carrozziere convenzionato con la compagnia. In realtà, l’assicurato è libero di andare dove vuole: c’è il carrozziere indipendente, di fiducia. È un primo passo per riaffermare la propria importanza, affinché i clienti ne siano consapevoli: conta la qualità, non la quantità.

di Ezio Notte @ 21:10


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