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8 luglio 2013

Rc auto: cara Ivass, di quale sconto parliamo?

Rca, mistero italiano

Gentile lettore, aiutami tu. Rc auto: ho letto la relazione del presidente Ivass (vigila sulle Assicurazioni) Salvatore Rossi. E ho diverse domande da porre. Ecco cosa dice Rossi, fra le altre cose (mi scuso se estrapolo, so che non si fa, ma sinceramente la relazione è scritta in un noioso politichese e non me la sento di farla bere tutta ai miei lettori).

1) Per contrastare le truffe sui falsi “colpi di frusta”, sono stati vara criteri più stringenti e oggettivi per la valutazione delle lesioni personali di minore gravità. Essi stanno producendo effetti positivi per le imprese e per il sistema: abbiamo svolto recentemente una verifica per misurarne gli effetti quantomeno del costo dei risarcimenti: nel secondo semestre del 2012, dopo l’introduzione dei nuovi criteri, il costo medio dei sinistri di fascia più bassa (1 cento di invalidità) è diminuito del 20 per cento circa; se il risparmio si d permanente, non potrà che tradursi in una riduzione dei premi pagati dai consumatori.

2) Fermo restando che l’Ivass si attiene nella sua azione al dettato della legge, pensiamo che le scatole nere se saranno efficacemente risolte le non banali questioni di tutela della esse pongono. Sarà essenziale la politica di prezzo praticata dalle compagnie. Gli sconti agli automobilisti disposti a montarla potranno essere calibrati anche in funzione della diversa sinistrosità attuale delle varie zone del Paese, quindi del beneficio atteso dall’utilizzo della scatola nera in chiave anti-frode.

3) Un’altra disposizione normativa, volta sia a prevenire le frodi sia a incidere sui costi dei risarcimenti, ha inteso riformare l’attuale criterio di compensazione tra compagnie nell’ambito del sistema del risarcimento della propria impresa assicuratrice; ha affidato all’Ivass la definizione di un nuovo criterio che incentivi l’efficienza delle imprese, il controllo dei costi e l’individuazione delle frodi. La procedura di risarcimento diretto fu introdotta nel 2007 per facilitare danneggiati, ma anche per incidere sui costi impropri dei risarcimenti, contribuendo per tale via al contenimento delle tariffe. Sotto quest’ultimo profilo il bilancio, a distanza di sei anni, non è positivo.

Benissimo. Questa è teoria. Dopodiché, la domanda è: di quali ribassi tariffari parliamo? Quali sono i poteri dell’Ivass per controllare i ribassi? Quali mezzi ha a disposizione l’Ivass per imporre Rca più basse per via della diminuzione del colpo di frusta, della introduzione della scatola nera e delle nuove regole nell’indennizzo diretto?

Ecco il punto debole del’Ivass. Tantissime parole, zero fatti. Manca, nella relazione Ivass di Rossi, un attacco diretto e preciso alle Assicurazioni, che macinano profitti, ma non abbassano in modo consistente le Rca. Addirittura, l’Ivass vuole la tabella unica del danno biologico per macrolesioni. L’ennesimo regalo alle Compagnie. Insaziabili. Perché non incontrano mai un no deciso. Continueranno a vincere per sempre?

di Ezio Notte @ 00:00


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