OmniAuto.it

20 maggio 2013

Rc auto, classe di merito e stanza di compensazione: l’attacco di Ombralunga al sistema

Rc auto: c'è del marcio

Scrive qui Renzo Fain Binda, intermediario assicurativo giovane ma esperto:

“Il Decreto liberalizzazioni 2012 prevede la variazione in diminuzione automatica del premio in assenza di sinistri. All’assicurato che non ha provocato sinistri è applicata, all’annualità successiva, una riduzione della tariffa, senza se e senza ma. Il meccanismo è biennale: la riduzione di premio, nel primo anno, non può essere compensata da eventuali aumenti di tariffa, e la riduzione va indicata nel contratto in termini percentuali, mentre eventuali possibilità di aumento vanno indicate per la seconda annualità.

Un esempio.

1. Tizio il 1° gennaio 2013 rinnova il contratto Rca pagando un premio di 500 euro, in classe di merito 5; l’impresa è tenuta a indicare nella polizza di rinnovo, in termini percentuali, la riduzione di premio di cui beneficerà l’assicurato alla scadenza del 1° gennaio 2014, in caso di assenza di sinistri, supponiamo che detta riduzione sia indicata nella misura del 5%.

2. Tizio il 1° gennaio 2014 non ha provocato sinistri e pagherà 475 euro (500 euro meno 25 euro di riduzione, pari al 5%); al momento del pagamento della nuova annualità, l’impresa dovrà indicare, se del caso, che alla successiva scadenza contrattuale (1° gennaio 2015) il premio potrà variare in relazione al mutato fabbisogno tariffario.

3. Tizio il 1° gennaio 2015 pagherà il nuovo premio (eventualmente maggiorato) e avrà diritto di conoscere in percentuale quale sarà la riduzione automatica del premio al 1° luglio 2016, riavviando il processo dal punto 1!”.

Interviene Ombralunga a commento:

1) “Le tariffe assicurative dipendono dalla famigerata stanza di compensazione, ossia il fondo creato dalle polizze, con il quale le Compagnie recuperano i soldi che anticipano nelle liquidazioni dei sinistri. Fino a un certo valore, chiamato forfait o costo medio, il sinistro viene rimborsato alla Compagnia che, di fatto, non lo paga. Alla fine, il costo dei sinistri viene ripartito su tutti gli assicurati, virtuosi o no, e n Italia un assicurato un sinistro lo paga 2 volte, la prima in stanza di compensazione, la seconda con il peggioramento della classe di merito”.

2) “Un altro fattore determinante l’aumento delle tariffe è l’ereditarietà della classe di merito. Con questo sistema, anche i costi derivati dal peggioramento della classe di merito vengono spalmati sugli assicurati che non hanno incidenti. L’Italia ha, contemporaneamente, la classe automobilistica più ignorante e la categoria assicurativa più disonesta al mondo. Ci meravigliamo ancora?”.

di Ezio Notte @ 00:00


10 commenti

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QUI 10 Commenti

  1. Punto 1.: il meccanismo della stanza di compensazione viene additato come resposnabile del pagamento pari a 2 volte in capo all’assicurato. innanzitutto il costo pagato in stanza è pari al costo medio dei sinistri pertanto la compagnia che agisce in nome e per conto su di un sinistro pagherà al proprio assicurato un po’ meno mentre per un altro sinistro magari un po’ di più…essendo costo medio qualche sinsitro costerà di meno qualcuno di più. Ed il peggioramento in malus per quanto antipatico è sempre esistito ed è una maniera per far pagare il responsabile del sinistro..oppure vogliamo una tariffa fissa in cui TUTTI pagano PIENAMENTE il sinistro altrui…
    2. l’ereditarietà della classe..che significa? In Italia una parte dei sinistri viene pagata col malus e l’altra ponderata su tutti con un aumento eventuale delle tariffe..possiamo optare per far pagare il sinsitro solo a chi lo commette..in tal caso chi incorre in sinistro con colpa avrebbe un rincaro del 300% dei premi per l’anno successivo..sono sicuro non sarebbe soddisfacente nemmeno questa soluzione, anche perchè a noi italiani le regole severe e restrittive calzano bene fin che valgono per gli altri.

    C’è da sperare in vece che:
    -lo Stato a vari livelli rinunci parzialmente al 25,50% (con punto del 29,50%) dell’imposizione dell’RCA
    -le compagnie vengano monitorate nei bilanci non come accaduto sinora (vedi scandalo gruppo Findiaria-Sai)
    -come già avvenuto col Decreto Sviluppo 2012 si comincino a ridurre i costi delle lesioni come nel resto dell’Europa…

    Commento by Renzo — 20 maggio 2013 @ 13:32

  2. -Punto 1.: il meccanismo della stanza di compensazione viene additato come resposnabile del pagamento pari a 2 volte in capo all’assicurato. –

    Sicuro, prima collettivamente, in stanza di compensazione ( finanziata dalle polizze) dopo con l’ aumento del premio.
    Lo ammette pure nel punto 2 che i costi vengono spalmati su tutti gli assicurati.
    Ma non è soltanto questo, il sistema di indennizzo diretto è il responsabile del disastro assicurativo italiano. Dall’ aumento delle tariffe al dilagare delle frodi e della corruzzione tra gli addetti ai lavori.
    Ormai non conta quanti sinistri avvengono in un anno, ciò che determina il prezzo delle polizze è infatti il costo medio dei sinistri. Pertanto anche se il numero totale dei sinistri calerebbe drasticamente, il prezzo delle polizze è comunque determinato dalla media del totale dei costi di quelli accaduti.
    Il costo medio è in costante aumento, e si capisce anche il perchè.
    Se un sinistro da 300€ viene gonfiato è logico che il costo medio aumenta.
    Ed è questa la squallida realtà, tantissimi sinistri al di sotto del costo medio vengono gonfiati dalle creste degli addetti ai lavori in concorso con il danneggiato ( che magari ne incassa 500€ e tace) , e portati ad una cifra limitrofa al costo medio in modo da non creare disturbo alla compagnia, che si ritira il rimborso in stanza di compensazione e chiude gli occhi sulle malefattte dei suoi funzionari.
    Stiamo parlando dell 80% dei sinistri in italia, quelli sotto il costo medio, sui quali l’ ivass dovrebbe aprire delle inchieste, ma non lo fà.
    Preferisce fare conferenze, statistiche, circolari incontri ecc.. riguardanti il caro tariffe, ma sà benissimo dove stà il problema.

    Saluti

    Commento by Ombralunga — 21 maggio 2013 @ 20:42

  3. Caro ombralunga, non mi interessano conferenze statistiche etc. tengo incontri da anni perchè chiesti anche da associazioni a difesa dei consumatori, che mi richiedono CHIAREZZA per comprendere i meccanismi (mettendo in luce la tecnica e parimenti gli “itneressi/giochi delle compagnie”)al riparo dalle urla manzoniane che non fanno altro che creare confusione e protesta per partito preso.
    Dunque un conto è il ragionametno in base al fatto che la frequenza è calata perchè meno veicoli circolano, e le compagnie non diminuiscono le tariffe perchè è il momento per fare utili. Altro è il meccanismo sull0’indennizzo diretto, viziato su di una logica alla base errata: dal ragionamento sembrerebbe che la compagniache deve pagare il proprio assicurato non abbia freni al pagamento dell’indennizzo contribuendo all’innalzmaneto del premio medio..non c’è nulal di più errato. Se io riceo una cifra fissa di 1.500 euro dalla stanza di compensazione, avrò tutto lì’itneresse a mantenere più basso possibile il costo del sinistro poichè il differenziale mi rimane nelle casse! Sulle malefatte ovvero sinistri gonfiati ci sono semrpe stati, ma il ragionamento dimostra di non conoscere l’ambito delle direzioni sinistri, dove ormai i liquidatori sono controllati a vista e debbono rispondere di quello che liquidano e sul quantum.

    Commento by Renzo — 22 maggio 2013 @ 11:23

  4. “non mi interessano conferenze statistiche etc…”

    Mi riferivo all’ ivass

    “Dunque un conto è il ragionametno in base al fatto che la frequenza è calata perchè meno veicoli circolano…”

    Quindi … Se prima il parametro di riferimento era il numero di sinistri, il cui aumento determinava la maggiorazione delle tariffe … Adesso che i sinistri sono in calo, anzichè diminuire le tariffe, si cambia parametro di riferimento e si adotta il ” costo medio” del sinistro, che, anch’ esso in costante aumento, permette alle compagnie di non diminuire le tariffe.
    Non fà una piega.

    “Altro è il meccanismo sull0′indennizzo diretto …”

    Una grossa percentuale dei sinistri sotto il costo medio è viziata da speculazioni e frodi. Alle compagnie non interessa spendere in strutture antifrode che si occupino di sinistri con importi bassi. Si incassano le 1500€ consapevoli di non averci rimesso e che i soldi comunque li recupereranno.
    Come?
    semplicissimo … Dall’ aumento del costo medio l’ anno sucessivo, che magari porterà nelle casse 1600€ a sinistro.
    E le polizze aumentano …

    Saluti

    Commento by Ombralunga — 23 maggio 2013 @ 10:37

  5. Non c’è nessun cambio di parametro…La tariffa poggia su frequenza e costo medio…quindi se diminuisce la frequenza è ovvio che diminuiscono gli esborsi stante costante il costo medio…ma se ogni compagnia pagherà il meno possibile per un dato sinistro (e deve comuinicare alal camera di compensazione il costo del sinsgolo sinsitro effettivamente pagato) come può aumentare il costo medio?!?!
    E le tariffe aumentano ma meno i premi incassati, basti notare il monte premi incassati dalle compagnie rispetto all’anno precednete, QUESTO è l’effettivo pagato…ed è difforme dalle tariffe poichè grazie alla concorrenza gli itnermediari applciano scontistiche. vedasi il decremento 2013 su 2012: http://www.ania.it/export/sites/default/documenti/1312e4f2-bd43-11e2-b05d-f3c446ddba06___Premi_Ix_trim_2013.pdf

    Attenzione l’ISVAP pure a chiusura anno pubblica le statistiche, non aggrappiamoci al fatto che tale statistica citata sia redatta dall’ANIA e quindi facili ironie….
    se vogliamo invece parlare per lamentarci, costume tipico italiano, allora continuiamo a dire che ci son aumenti medi del 30% dei premi pagati, che tutti rubano, che c’è crisi, etc,. etc.

    Commento by Renzo — 23 maggio 2013 @ 13:29

  6. SArebbe il caso di motivare con dati oggettivi quanto sostenuto a parole, perchè a parole è possibiel sostenere il tutto e l’esatto contrario

    Commento by Renzo — 23 maggio 2013 @ 13:29

  7. Il costo medio ê indipendente dal numero dei sinistri.
    Se, in un anno dovessero accadere ( ad esempio ) soltanto 2 sinistri ( 1 da 3000€ e uno da 1000€), il parametro tariffario si baserebbe sulla media dei due ( 2000€). Del fatto che calerebbe l’ esborso totale, se ne avvantaggerebbero soltanto le compagnie, che l’ anno successivo verseranno meno in stanza di compensazione.
    Per gli assicurati, in generale, la musica non cambia mai.

    Si incassano meno premi perchè l’ evasione assicurativa è in crescita esponenziale, ( si vocifera di quasi 4milioni di veicoli scoperti, te li sei fatti 2 conti?) . Tale fenomeno è conseguenza del connubio caro tariffe/ corruzzione, che rappresenta ormai il sistema assicurativo italiano.
    Sempre più italiani non si fidano degli assicuratori, li considerano ladri a prescindere per colpa di una minoranza che non si vuol reprimere, una cosa professionalmente umiliante.
    Che continuino a fare gli struzzi.

    Ania e isvap sono due comari.

    I dati ci sono, sono al contempo ridicoli e allarmanti, siamo i più cari e i più truffatori/ truffati d’ europa, se si vuole sostenere il contrario …

    Saluti

    Commento by Ombralunga — 23 maggio 2013 @ 18:12

  8. Sorvolo sui metodi di calcolo del costo medio, differenziato anche per territorialità. L'”evasione” RCA è ampia si sa e va combattuta, in q

    Commento by Renzo — 27 maggio 2013 @ 13:28

  9. In quessto senso le banche dati vanno potenziate e le ultime innovazioni legislative muovono in tal senso. Nell’analisi del mercato italiano RCA vanno evidenziate pure le peculiarità dello stesso prima di paragonarlo frettolosamente in maniera tendenziosa, senza omettere variabili importanti come i risarcimenti per microlesione che coprono l’80% dei danni fisici, e che in altri paesi d’Europa non trovano riscontro. Per non parlare del doppio tariffario di riparazione che E’ BEN NOTO esiste.

    Commento by Renzo — 27 maggio 2013 @ 13:31

  10. a MIGLIOR precisazione, La Stanza di compensazione ha sulla base del decreto due specifiche competenze:
    1. regolare contabilmente i rapporti economici tra le imprese;
    2. fornire i dati, per il calcolo annuale dei valori da assumere ai fini della compensazione, al Comitato Tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

    Possiamo dire che la camera di compensazione vada a falsare i dati certo, esattamente come nel 2014 i Maya predicano nuovamente la fine del mondo e il pianeta Nubiru stuia per schiantarsi sulla terra…

    Questo epr evidenziare l’eccessiva facilità nel prospettare il calcolo del costo medio dei sinistri (variabile dicevamo tra l’altro in base a territorio, tipologia di danno materiale/fisico, tipologia di mezzi coinvolti)…

    Commento by Renzo — 27 maggio 2013 @ 13:42

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