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15 gennaio 2014

Rc auto, divieto di cessione del diritto al risarcimento: pasticcio dei sindacati

Colpiti da fuoco amico!

I sindacati propongono emendamenti al decreto Destinazione Italia, nella parte relativa alla Rca. È come se i carrozzieri fossero colpiti dal fuoco amico.

“1. L’impresa di assicurazione ha la facoltà di prevedere, in deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo I, capo V, del codice civile, all’atto della stipula del contratto di assicurazione e in occasione delle scadenze successive, che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell’assicuratore tenuto al risarcimento. La cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può comportare un aggravamento della prestazione cui è tenuta la parte obbligata. In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa di assicurazione e l’impresa di autoriparazione. Nei casi di cui al presente articolo, l’impresa di assicurazione applica una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al quattro per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione”.

Ecco la denuncia di Davide Galli, Federcarrozzieri, ripresa anche da Stefano Mannacio (Cupsit, vedi foto):

Questo emendamento oltre ad essere peggiorativo è sconcertante. A oggi infatti il divieto di cessione è limitato ai contratti stipulati tra assicurato e compagnia, permettendo al danneggiato di continuare a cedere il credito fuori dalla procedura del risarcimento diretto. Nell’emendamento confederale il divieto non è più limitato a chi lo accettasottoscrivendo un contratto, permettendo in tal modo alle compagnie di sostenere la generale applicabilità di un tale limite. Non solo: la previsione secondo la quale ‘la cessione di credito non può comportare un aggravamento della posizione cui è tenuta la parte obbligata‘ è assurda perché ovviamente la cessione di un credito non può in alcun modo aggravare la posizione del debitore ceduto, ma è anche grave che venga proposta una simile lettura che politicamente avalla le maldicenze sul settore dell’autoriparazione. Ma vi è di più e se possibile di peggio. L’ emendamento nella sua conclusione riprende letteralmente quanto già sostenuto nel primo emendamento: ‘In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa di assicurazione e l’impresa di autoriparazione’. La norma dunque, pare limitare la cessione di credito al riparatore, escludendola quando a a favore di un terzo diverso dal carrozziere, a esempio fornitori del riparatore, consorzi, cooperative, società di noleggio o di servizi, prevedendo nuovamente per la validità della cessione che la stessa sia relativa a un credito oggetto di ‘valutazione preventiva congiunta e condivisa’. Conclusivamente: le modifiche predisposte mettono di fatto le imprese artigiane nelle mani delle assicurazioni debitrici, prevedendo un fumoso, generico e non regolamentato obbligo di concordare i danni con l’assicuratore. In mancanza di accordo, evidentemente, l’assicuratore provvederà comunque a pagare quanto riterrà opportuno e non onorerà la cessione che di fatto verrà svuotata del suo valore e degradata a delega di pagamento”.

di Ezio Notte @ 00:00


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Un colpo basso, bassissimo da chi dovrebbe fare gli interessi dei propri associati e non degli sponsor!!
    Sabato alla giornata di Mobilitazione è stata stilata la Carta di Bologna con 12 punti chiave:

    1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )
    2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici
    3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust
    4. Rottamazione risarcimento diretto
    5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )
    6. Libera circolazione dei diritti di credito
    7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti
    8. Libertà di scelta nelle cure
    9. Libertà di valutazione del medico legale
    10. Pene certe per i pirati della strada
    11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva
    12. Agenzia antifrode in campo assicurativ

    Questa è, e deve essere, l’unica strada percorribile condivisa da tutte le associazioni presenti alla Mobilitazione di Bologna.
    Chi va dalla parte opposta non può quindi avere giustificazioni.
    Il momento è cruciale, la pressione enorme. Chi bluffa rischia il piatto.

    Commento by Mirko Melozzi — 15 gennaio 2014 @ 10:38

  2. Posso avere la sua mail x favore. Siamo un consorzio nazionale di carrozzieri indipendenti, la ns è inretecar@ virgilio.it grazie

    Commento by Anna Gandolfi — 17 gennaio 2014 @ 00:41

  3. la mia? nel caso, ezio.notte at omniauto.it
    ciao

    Commento by Ezio Notte — 17 gennaio 2014 @ 09:55

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