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20 gennaio 2010

Rc auto e Legge Bersani: sempre più difficile! Intervista all’agente Pisano

Il mondo delle assicurazioni? Più facile questo rebus

Il mondo delle assicurazioni? Più facile questo rebus!

Prima della Legge Bersani (2007), un profilo rischioso come un 18enne entrava nella classe di merito d’ingresso, la costosissima 14a categoria. Perché il ragazzo, secondo le statistiche, causa numerosi incidenti e quindi è un “peso” per le Assicurazioni, costrette a pagare i danni ad auto e cose e persone provocate dal neopatentato. Da quando c’è quella Legge, invece, il giovane può sfruttare la classe di merito di un familiare convivente: se il papà è in prima categoria, anche il figlio entrerà in quella classe, purché compri un veicolo. Così le Assicurazioni si ritrovano sul groppone un cliente (il giovane) che paga una Rca bassa in proporzione al rischio assicurato.

E ora la questione. Sono un 18enne che vive coi genitori, compro un’auto: per risparmiare sulla Rca, mi conviene intestare auto e Rca stessa a mio papà, che è in prima classe di merito? Abbiamo girato la domanda a Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione): “È impossibile dare una risposta con valore assoluto a questa domanda. Il trucco di intestare l’auto al papà o alla mamma andava bene fino a poco tempo fa: scoperto il sistema, oggi sempre più Compagnie fanno sottoscrivere ai clienti delle dichiarazioni contrattuali dalle quali emerge se in famiglia ci sono figli con età compresa tra i 18 e i 24-26 anni; in quei casi, vengono applicati aumenti di premio o inserite franchigie da pagare in caso di sinistro”.

Ma io ho proprio voglia di cercare il risparmio…
“Allora, è possibile trovare qualche Compagnia che ancora non ha rielaborato in questo senso il proprio sistema tariffario. Meglio chiedere preventivamente al proprio agente quali condizioni offrono, per ciascun caso, i prodotti da lui trattati. Ma queste opportunità saranno sempre più rare”.

Perché?
“Perché per difendersi dall’appiattimento delle classi di merito derivante dalla Legge Bersani, quasi tutte le Compagnie hanno rivisto i propri criteri di tariffazione, limitando la componente mutualistica ed esaltando la personalizzazione. Insomma, dopo essere stato squassato dal provvedimento Bersani, il mercato si sta lentamente riportando in una nuova situazione di equilibrio tariffario, in base al quale chi statisticamente produce più sinistri, come i giovani patentati, pagherà in ogni caso premi più elevati”.

foto flickr.com/photos/foodriver

di Ezio Notte @ 23:22


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. Un numero sempre maggiore di compagnie sta tariffando a parità di Cu in relazione alla griglia di sinistrosità: ovverosia qualora si tratti di una CU “riconosciuta” vengono applicate maggiorazioni tariffarie, ulteriori a quelle previste in relazione all’età del proprietario

    Commento by Renzo Fain Binda — 21 gennaio 2010 @ 09:25

  2. […] rispetto alla Rca obbligatoria), c’è quella contro gli infortuni del guidatore. Ne parliamo con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna […]

    Pingback by La polizza contro la… sfortuna dell’infortunio. Intervista all’agente Pisano | Automobilista.it — 22 gennaio 2010 @ 00:03

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