OmniAuto.it

17 novembre 2012

Rc auto in banca: parola a Roberto Pisano

Rca in banca: il futuro? Mah...

Una sana chiacchiera con Roberto Pisano, componente dell’Esecutivo nazionale del Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna), la più grande e rappresentativa organizzazione di categoria, con 7.000 iscritti. Tema scottante del momento: le Rca offerte dalle banche.

Roberto, i consumatori sono informati secondo te?
“Per un consumatore districarsi non è facile. La normativa è complessa e le polizze, non mi stancherò mai di dirlo, non sono affatto tutte uguali. Alcuni si rivolgono alle banche con la convinzione di essere maggiormente garantiti, ma i più lo fanno spinti dalla convinzione (talvolta infondata), di risparmiare: a loro basta un tagliando da attaccare al vetro dell’auto e non gli importa come hanno speso i propri soldi o di rischiare, in caso di sinistro, di doverne spendere molti altri”.

Qual è il cuore del problema?

“Tra la polizza della banca e quella fatta da un agente, c’è la stessa differenza che esiste tra le analisi fatte in un serio laboratorio e quelle fatte con le cartine comprate in farmacia… E come se si chiedesse all’avvocato di darci consigli sulla denuncia dei redditi e al fiscalista di darci un consiglio legale. Ciascuno faccia il proprio mestiere, per favore. La banca vuole diventare un supermercato delle assicurazioni e come tale venderà prodotti industriali, privi di ogni personalizzazione. Gli addetti allo sportello non possono essere adeguatamente formati, non avendo gli anni di esperienza necessari. L’argomento è vasto: non ci sono solo le polizze, c’è anche da conoscere la giurisprudenza in materia di sinistri, le procedure corrette da suggerire al cliente, occorre essere in grado di fare un’analisi delle esigenze. Non  si può essere dei tuttologi: o ci si occupa di conti correnti o di polizze”.

In concreto, qual è la differenza, secondo te (che però sei di parte)?
“Se un cliente si reca in agenzia, esce dopo almeno un’ora con le idee più chiare di quando è entrato e con la capacità di scegliere ciò che è meglio per lui, soprattutto se l’intermediario ha potuto cercare fra diverse proposte quella più adatta a lui. Quando va in banca qualcuno gli dedica tanto tempo a parlare di polizza auto? Se allo sportello ci si trattiene più di qualche minuto, la fila dietro comincia a scalpitare e al direttore d’agenzia vengono le palpitazioni… In banca qualcuno spiega al cliente cos’è il diritto di surroga? Cosa accade se si provoca un sinistro e non è stata fatta la revisione del veicolo? Cosa succede in caso di sinistro se il veicolo viene sovraccaricato, o ha le gomme lisce, o se i passeggeri viaggiano con le cinture slacciate? La banca spiega al cliente cosa succede se il conducente fumava al momento del sinistro, o aveva il cellulare all’orecchio? O ascoltava la radio a volume elevato? L’impiegato della banca perde tempo a spiegare che esiste la possibilità di ampliare la garanzia Rca? Lo sportellista verifica e comunica al cliente che la circolazione nelle aree private potrebbe non essere coperta dalla polizza? O cosa succede se l’auto viene usata di nascosto da un figlio privo di patente? O se la patente è scaduta? I clienti sono rassicurati sul fatto che la polizza non preveda la guida esclusiva? O che siano previste franchigie sui sinistri in relazione all’età del conducente? E potremmo andare avanti ancora”.

Ma ci saranno anche mele marce fra voi agenti…

“Il valore della consulenza di un agente è molto elevato. Naturalmente parlo degli agenti seri, che sono la stragrande maggioranza deli operatori del settore. Ci saranno anche le mele marce, non lo nego, ma non si deve fare di ogni erba un fascio. Le organizzazioni di rappresentanza degli agenti, come lo Sna, hanno codici di deontologia professionale ai quali si uniformano tutti gli iscritti. Certo, il servizio di qualità ha un costo, che è intrinseco nella polizza ed è costituito dalle provvigioni, ma qui si parla di tutelare gli utenti, le loro famiglie, i loro patrimoni; qui si parla di cose serie, non di tagliandi da appiccicare ai vetri dell’auto”.

di Ezio Notte @ 00:00


2 commenti

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI 2 Commenti

  1. …e aggiungiamo anche gli obblighi di formazione professionale ed informativa precontrattuale cui sono sottoposti gli intermediari operanti nelle agenzie di assicurazione, compresi i loro dipendenti. Mele marce ovviamente, come in tutti i settori ce ne sono certamente ancora, ma si sta facendo tanto, anche grazie alle più recenti norme cominciate col Codice delle Assicurazioni Private, per cambiare e rimuovere le criticità di un tempo, fortunatamente ormai “andato”.

    Commento by Anna Lisa — 17 novembre 2012 @ 13:57

  2. Adesso gli agenti stanno provando ciò che i consulenti di infortunistica stradale, seri e professionali stanno provando da anni. Anche noi sosteniamo che tra le nostre file ci sono mele marce, ma le assicurazioni e gli agenti, hanno fatto e continuano a fare opera di denigrazione scientifica nei nostri riguardi.
    Chi la fa l’aspetti!!!!!!! Purtroppo e’ la guerra dei poveri contro il potere dei forti
    Forse adesso potete provare ciò che abbiamo e proviamo ancora addurittura qualcuno ha già chiuso da tempo ed anche i dipendenti o collaboratori a casa……
    Complimenti per la vs battaglia fino ad ora a braccetto con il mostro!!!!

    Commento by Felice Pastore — 17 novembre 2012 @ 20:00

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.