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1 aprile 2014

Rc auto, intervista a Renzo Fain Binda

Rc auto, quale futuro?

Segnalo l’attacco di Gianni D’Agata, dello Sportello dei diritti, alle Compagnie: “La lobby delle Assicurazioni non ha più scampo: abbassi le tariffe e non tenti d’imporre norme che umiliano le vittime della strada e vanno a colpire autoriparatori e patrocinatori. Numeri come sempre drammatici quelli che riguardano i sinistri stradali nel nostro Paese perché dietro di essi ci sono le tragedie di intere famiglie. Sono i dati Istat a fotografare ciò che è accaduto nel triennio 2010-2011-2012 nel quale ci sono stati 3.178 i morti e 213.854 feriti fra i motociclisti e i ciclomotoristi sulle strade italiane. Cifre impressionanti se si pensa che ogni giorno si contano 3 morti e quasi 200 feriti. Ciò che però fa iniziare a sperare è il calo che si registra proprio nell’arco temporale considerato che ci fa evidenziare che le normative introdotte nel corso degli anni in materia di circolazione stradale stiano portando i loro frutti in termini di sicurezza. Nel 2012 sono stati 822 le vittime mortali fra i motociclisti e 122 fra i ciclomotoristi. I feriti sono stati invece rispettivamente 47.311 e 17.512.  Le statistiche Istat sono la prova certa, perché fondata su dati obiettivi, che inchioda le Compagnie assicurative che lamentano da anni l’eccessivo costo dei sinistri, che per le assicurazioni sono sempre in aumento anche in termini numerici. A questo punto, la lobby delle Assicurazioni non ha più scampo: non può più nascondere gli aumenti tariffari con l’aumento del costo dei sinistri e non tenti d’imporre norme, come accaduto costantemente negli ultimi anni, che lungi dal portare diminuzioni tariffarie, umiliano le vittime della strada e vanno contemporaneamente a colpire le categorie degli artigiani autoriparatori e dei patrocinatori”.

Questo mi dà lo spunto per fare due chiacchiere con l’agente Renzo Fain Binda, fra i massimi esperti Rc auto.

1) L’Ania parla di ribassi Rca. Piccoli a dire il vero. Come vedi il futuro in Italia?
“Lo vedo con le Compagnie che si son accordate per far scendere la base tariffaria di circa il 5% nei prossimi mesi. Non dimentichiamo che la frequenza è calata in diverse regioni quindi questo implica minori esborsi e quindi un significativo miglioramento del bilancio nel ramo Rca”.

2) Dematerializzione del contrassegno: a che punto siamo? Servirà a far calare le truffe e quindi i prezzi Rca?
“Con il 2015 non esisterà più il contrassegno. In sé non implica tecnicamente un calo, piuttosto il cliente non dovrà più recarsi presso gli intermediari tradizionali per il ritiro del documento, pagherà e aspetterà a casa la ricevuta. Uno sforzo in più quindi per noi intermediari che dovremo contattare più frequentemente il cliente per capire se sia intenzionato a cambiare Compagnia: processo già avviato con l’abolizione del tacito rinnovo del resto”.

3) Scatola nera: serve una legge che la regolamenti? Sei favorevole alla Rca con scatola nera? Davvero caleranno le frodi Rca e quindi le tariffe?
“Personalmente la considero un apparecchio da montare obbligatoriamente in origine, quindi in catena di montaggio. Contribuisce senza dubbio a chiarire molte dinamiche di sinistri per cui non dovremmo trovarci più con l’attribuire un concorso paritario solo perché due conducenti dichiarano l’uno il contrario dell altro. Sulle tariffe credo ci sia molto da lavorare proprio perché non ci sono apparecchi uniformi, parlo di montaggio e smontaggio in caso di cambio di Compagnia. Occhio: qualora siano previsti sconti su garanzie accessorie come il furto, si rischia una decurtazione cospicua dell’indennizzo se non fosse presente il segnale Gps (furto con mezzi o apparecchi  schermanti)”.

4) Servizi sempre più web, anche per l’apertura sinistri: quali prospettive?
“Sempre più web. La Rca diverrà per gli intermediari non più il top business ma una commodity quindi sarà rovesciato il modus operandi strategico e imprenditoriale sinora adottato. Si assisterà a un accorpamento di punti vendita. Un po’ quello che è successo con le fusioni fra istituti bancari con parecchie chiusure di punti vendita”.

di Ezio Notte @ 20:41


2 commenti

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  1. D’accordo al montaggio della scatola nera sui veicoli, ma che sia di utilità all’utenza, e non un mezzo per non pagare i danni. Un esempio : poco tempo fa, mi è capitato di trattare un sinistro di un cliente che sebbene sul proprio veicolo montasse la ” miracolosa scatolina” ebbene quest’ultima non ha funzionato quando vi è stato un sinistro, e nemmeno ha rilevato la posizione. Subito, si pensava a sinistro fraudolento, ma la controparte che non si arrestava al segnale di stop, ha ritenuto opportuno avanzare richiesta danni…. Se non ci fosse stata questa variazione al tema, forse già si sarebbe puntato il dito sul malcapitato, per un funzionamento non avvenuto della scatoletta magica….

    Commento by Felice pastore — 5 aprile 2014 @ 20:15

  2. Confermo quanto esposto dal sig. Felice. Anch’io ho la scatoletta “magica” montata , ma sono stato richiamato già due volte perchè non mandava segnali e mi si chiedeva se l’auto era in garage, mentre confermavo che giravo tranquillamente per strada. Altra scocciatura …cambio di scatoletta…. così ora sono tutti felici e contenti che funziona . Sì ma fino a quando?

    Commento by francesco — 6 aprile 2014 @ 22:29

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