OmniAuto.it

6 febbraio 2014

Rc auto, la vergogna del disegno di legge e il bombardamento mediatico dello sconto

Furbata all'italiana

A fine dicembre 2013, il ministero dello Sviluppo economico partorisce un obbrobrio: è l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia. Ossia, un regalo alle Assicurazioni. In quell’articolo 8, trovi tutto quello che le Compagnie hanno chiesto per anni. Una norma che fa fuori i 17.000 carrozzieri indipendenti, e calpesta i diritti al risarcimento degli automobilisti. Ma l’articolo 8 è così osceno che accadono due fatti.

1) Federcarrozzieri guida la rivolta sul web, e il fronte dei riparatori indipendenti sfonda a livello mediatico. Si crea la Carta di Bologna, cui aderiscono Federcarrozzieri, Associazione familiari vittime della strada, Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti, Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani, Organismo unitario dell’avvocatura, Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, Associazione culturale Mo Bast!, Associazione Valore uomo, Sportello dei diritti.

Le rivendicazioni di quelle sigle e di piccoli umili blog come il mio vengono minimizzate dai politicanti. C’è chi parla di interessi corporativi, contro lo sviluppo del mercato.

2) Interviene non un carrozziere, non un blogger, non un patrocinatore stragiudiziale, ma la commissione Giustizia. Che riduce in poltiglia l’articolo 8 del decreto. Una stroncatura senza precedenti, dettagliata, motivata.

A questo punto, ecco la decisione del Governo Letta: lo stralcio dell’articolo 8. Perché anche l’Esecutivo ha capito che trattasi di norme assurde, che assassinano la libertà del mercato.

Splendide le incursioni politiche di Marco Di Stefano (Pd), Antonio Boccuzzi (Pd), Andrea Colletti (M5S) e Daniele Pesco (M5S). Che con il loro pressing, sono riusciti – assieme alla Carta di Bologna – a far vincere gli automobilisti, i danneggiati, i carrozzieri indipendenti (il cui futuro sarebbe stato a rischio se fosse stato approvato l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia).

Storia finita? Macché (come sospettavo). Tutta entusiasta, la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico, dice: “Il Consiglio dei ministri ha oggi approvato un disegno di legge che riprende il testo dell’articolo 8 del Destinazione Italia, soppresso ieri dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, nel quale erano inserite le norme di riforma della Rc auto, così come predisposte da Palazzo Chigi. Rimane il rammarico per l’occasione persa con la soppressione dell’articolo 8, che avrebbe consentito immediatamente ai cittadini di beneficiare di una riduzione dei costi delle tariffe. D’altro canto, non posso che essere soddisfatta dalla decisione del Consiglio dei ministri che, da un lato, conferma il positivo lavoro svolto in questo mesi, e dall’altro ripropone in maniera forte e decisa la necessità di un intervento che riduca i costi delle tariffe assicurative. L’auspicio è che adesso si lavori celermente in questo senso, dando un segnale chiaro ai cittadini”.

Già. Ma adesso si pone il problema di far bere lo sciroppo alla gente. Come glielo spieghi che la commissione Giustizia disintegra l’articolo 8, la commissione Finanze lo spazza via, e tu lo riproponi pari pari, per la gioia delle Compagnie? Ed ecco il trucco: lo sconto. Ma sì. Bastano quei quotidiani online che copiano e incollano i comunicati del Consiglio dei ministri, e il gioco è fatto.

Allora, i quotidiani sgorgano di passione esibendo i titoloni: sconti, sconti, e ancora sconti sulla Rca. Di quanto? Del 4%; no, di più: del 5%. Ma va, addirittura del 7%. C’è da godere. Sino all’orgasmo: “Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%. Esempio: chi pagava un premio Rc auto di 1.000 euro all’anno, avrà una decurtazione a 770 euro”.

Caspita. Peccato che venga trascurato qualche dettagliuccio.

1)  L’automobilista perde il diritto di riparare l’auto dove ritiene opportuno. Infatti, qualora intenda farlo (cioè se va dal proprio carrozziere di fiducia, indipendente), resterà a suo carico la differenza tra il costo di un lavoro eseguito a regola d’arte e l’importo che verrebbe corrisposto a un riparatore convenzionato (risarcimento in forma specifica).

2) L’assicurato perde il diritto al risarcimento del danno al mezzo nel caso di mancata riparazione. E perde il diritto al rimborso delle spese mediche e di cura, che dovrà effettuare presso centri medici convenzionati con le Assicurazioni.

3) I danneggiati da circolazione stradale perderanno il diritto al risarcimento se non formuleranno una richiesta danni entro 90 giorni dal fatto.

4) La scatola nera è un’arma micidiale in mano alle Assicurazioni, che potranno fare notevoli sforbiciate ai risarcimenti.

In più, i 17.000 carrozzieri indipendenti vengono spinti verso un burrone, e saranno costretti a licenziare.

Alla facciaccia schifosa dello sviluppo economico.

Ma quando ci decidiamo a mandare questi politicanti a casa?

ezio.notte at omniauto.it

di Ezio Notte @ 22:00


7 commenti

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QUI 7 Commenti

  1. Dovremmo essere abituati a queste vergogne….eh no, è da tempo che diciamo basta, basta abusi di potere, basta menzogne, basta decreti vergognosi indegni di uno stato democratico, ma vi rendete conto che uccidete la piccola impresa quella che fino a ieri chiamavate ….”spina dorsale dell’Italia”??? E questi sono i segnali che portano ad un regime???Vergognatevi!!! È cominciate piuttosto ad analizzare le criticità delle vs imprese di assicurazione! Vergogna e schifo anche la totale assenza delle associazioni dei consumatori eppure al Cncu siedono con il ministero…chissà per quale interesse!!!!!,

    Commento by Anna Gandolfi — 7 febbraio 2014 @ 00:47

  2. salve a tutti colleghi carrozzieri, devo dire che con il nuovo ddl sono d’accordo la somma degli sconti potrebbero
    arrivare “fino” al 23%, però e sottolineo però, le assicurazioni devono togliere il bonus malus visto che secondo loro si ridurrebbero drasticamente le frodi e di conseguenza un risparmio enorme nei risarcimenti, quindi a fronte di un risparmio(come dicono loro) di 230.00€uro l’anno
    devono fare uno sconto del 23% anche l’anno successivo, mi spiego:se io quest’anno a fronte di una polizza annuale di 1000/00 €uro ne risparmio 230.00, l’anno prossimo se vado in un altra compagnia e accettando tutte le clausole dovrei risparmiare altre 177.00 €uro e così via per ogni anno
    come “loro” dicono e cioè in base a quanto si paga la polizza dello scorso anno si applica uno sconto fino al 23%
    ora però mi sorge un dubbio: credo che alla fine i prezzi li fanno loro e quindi poi applicano questi “sconti” dove poi si và a finire che comunque paghi sempre le stesse cifre ma con libertà ristretta come con una dittatura.
    un saluto a tutti da Massimo da Civitavecchia RM

    Commento by massimo — 7 febbraio 2014 @ 10:45

  3. MA A STA VICARI CHE INTERRESSE PERSONALE GLIENE VIENE DA STA COSA CHE SE LA PRENDE TANTO A CORE.FORSE E PROPIETARIA DI QUOTE ASSICURATIVE LEI O QUALCHE PARENTE ?

    Commento by bruno — 7 febbraio 2014 @ 11:05

  4. Sbagliare è umano, perseverare è…ANIA!

    In meno di 24h dallo stralcio dell’art. 8 del Decreto Destinazione Italia, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un nuovo disegno di legge (DDL) risorto dalle ceneri ancora fumanti dell’articolo stesso.
    Questo dimostra chiaramente che la Senatrice Vicari, il Ministro Zanonato e l’allegra brigata che ci amministra capitanata dal Primo Ministro Letta non capisce, o non vuole capire, che riformare un settore come quello della RCA non è come giocare al monopoli.

    Questo atteggiamento deliberatamente ostruzionistico e di totale chiusura ad un dialogo aperto e costruttivo con le parti sociali coinvolte (vittime della strada, artigiani, professionisti, assicurati ecc.) è un chiaro segnale che si è in mala fede.

    Non si spiegherebbe altrimenti perché un Governo come questo, perlopiù composto da una forza di sinistra (PD) che dovrebbe essere più sensibile alle esigente dei cittadini, si ostini con questa rabbia e determinazione a voler emanare un provvedimento bocciato trasversalmente da tutte le forze politiche e che rappresenta un regalo sfacciato alle Lobby assicurative. Un regalo peraltro fatto a totale spese delle vittime della strada (potenzialmente ogni cittadino) e degli artigiani indipendenti.

    Preso atto quindi che non vi sono gli elementi affinché questo Governo possa iniziare a ragionare con equità e senso critico sulla questione, è diventato di fondamentale importanza lavorare congiuntamente sullo spirito costruttivo, nato con la mobilitazione dell’11 gennaio scorso a Bologna, per iniziare a proporre un nuovo modo di interpretare il settore della RC Auto. Un nuovo sistema basato sui 12 punti raccolti all’interno della CARTA DI BOLOGNA, nata e condivisa da tutte le associazioni e da alcuni rappresentati politici presenti all’incontro bolognese, che tracci la strada ad una riforma di stampo liberale ed europeista, con la costituzione di una vera agenzia antifrode e con sistemi risarcitori che garantiscano la tutela non solo delle Compagnie di Assicurazione ma anche degli assicurati e dei danneggiati.

    In questa ottica di cooperazione e crescita dovremo quindi partecipare tutti all’incontro che si terrà Sabato prossimo 15 Febbraio a Genova, nel quale continueremo sì a manifestare il dissenso ma daremo insieme vita anche a proposte finalmente concrete da mettere sui banchi del Parlamento.

    Dobbiamo dimostrare a chi ci governa ora, e a chi ci Governerà poi, che non possono fare i conti senza l’oste. Dobbiamo dimostrare a questi signori che anni di prepotenze legislative non ci hanno annichilito ma ci hanno invece resi più vigili e reattivi e, se vogliamo, anche più preparati. I conti li facciano pure…ma l’oste è tornato.

    Commento by Mirko Melozzi — 7 febbraio 2014 @ 11:21

  5. Perchè non pubblicate i nomi dei politici che hanno scritto e poi ripresentato questo famigerato art. 8? Sarà bene conoscerli per non votare il loro partito alle prossime elezioni!!!

    Commento by antonio — 7 febbraio 2014 @ 12:46

  6. come disse Fassino DURANTE UN’INTERCETTAZIONE?
    ABBIAMO UNA BANCA, IO DICO CHE HANNO ANCHE UN’ASSICURAZIONE
    LA UNIPOL CHE COME TUTTI SANNO E’ DI SINISTRA.
    ORA IO MI CHIEDO: COME SI PUò ESSERE DI SINISTRA SE L’ANNO SCORSO HAI AVUTO UN’UTILE DI 600.000.000/00 CIRCA?
    PRATICAMENTE HANNO FATTO UN DECRETO SALVA BANCA MPS PER
    CIRCA SETTE MILIARDI DI €URO, MA ALLORA DI COSA PARLIAMO?
    QUESTI SE DECIDONO FANNO. ALLORA TUTTI IN PIAZZA A ROMA
    IL 18 FEBBRAIO FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE TUTTI INSIEME
    UN SALUTO DA MASSIMO

    Commento by massimo — 7 febbraio 2014 @ 18:32

  7. MI CORREGGO, HANNO ANCHE FATTO UN DECRETO SALVA BANCA
    MA STAVOLTA SALVA MPS ALLORA HANNO DUE BANCHE!!
    SALUTI
    Massimo

    Commento by massimo — 7 febbraio 2014 @ 18:33

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