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7 gennaio 2014

Rc auto, leggi incasinate e decreto Destinazione Italia: caos assoluto

Venghi qui signor assicurato!

Andate in un’agenzia assicurativa a chiedere gli sconti promessi dal decreto Destinazione Italia. Per esempio, la scatola nera con lo sconto indicato dalla norma. O il maledetto risarcimento in forma specifica. O il divieto di cessione del credito al carrozziere. Vi guarderanno come se foste arrivati da Marte. Eppure, è tutto messo per iscritto. È un decreto, in attesa di divenire legge, ma pur sempre effettivo. D’altronde, lo stesso caos pazzesco è stato creato dalla personalizzazione delle tariffe: molte Compagnie dimenticano di offrire la Rca base, e impongono la Rca con clausole in più. Allo stesso modo, non esiste un contratto base cui si uniformino le Assicurazioni, così diventa impossibile fare un confronto omogeneo. In teoria, l’Ivass dovrebbe sputare fuori tutti i preventivi delle 80 Compagnie del mercato. Ma poi vai sul sito, e al massimo ti arrivano 50-60 Compagnie, che scendono notevolmente per i profili più scomodi (Napoli, 18enne). Motivo? Perché con tutte le leggi che i vari Governi han fatto su misura per le Assicurazioni, è un caos pazzesco. Inoltre, manca un vero e proprio controllo, un antagonista delle Compagnie: basti pensare che Ivass e Antitrust si sono detti favorevoli al risarcimento in forma specifica e al divieto di cessione del credito, due norme che sono regali alle Assicurazioni.

C’è di più. Quand’anche il decreto Destinazione Italia fosse del tutto osservato dalle Compagnie, per neutralizzare gli sconti imposti dalla legge il gioco sarebbe semplice: basta cancellare gli sconti ad personam, e così la riduzione dovuta al decreto andrebbe a farsi benedire. Per capirci: se hai il 10% di sconto individuale grazie alla riduzione concessa dall’agenzia, che comunque fa richiesta all’Assicurazione, col decreto quella sforbiciata va via, e viene sostituita dal -10% imposto dalla norma.

D’altronde, le Assicurazioni sono aziende per fare utili, e se non trovano un avversario degno di questo nome (qualche politico che voglia davvero rendere nord europeo un mercato che oggi è centrafricano), le imprese hanno la possibilità di rendere sterile qualsiasi riforma. Ponetevi questa domanda: ma con la riduzione dei sinistri, con il colpo di frusta risarcibile sempre più con difficoltà, con l’indennizzo diretto che consente alle Compagnie di determinare il rimborso, con la riduzione degli indennizzi per le microlesioni, che bisogno c’è di un decreto per gli sconti Rca? I presupposti affinché le Compagnie abbassino i premi, ci sono già tutti. È come se una persona sottopeso venisse messa a dieta: quali diavolo di chilogrammi deve perdere?!

di Ezio Notte @ 23:25


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. E non solo…

    – Vanno (vengono mandati) in pensione “vecchi” liquidatori inquadrati spesso come funzionari con contratti bancari/assicurativi, ovvero € 2500/3000 al mese per 17 mensilità oltre ferie/permessi/premi/polizze sanitarie per se e la famiglia ecc…
    ovvero contratti da € 80000 lordi in su!!!!!

    – si chiudono i centri di liquidazione di periferia (costi di affitti in meno, bollette in meno ecc…)

    – si accorpa tutto nei call center a MILANO o ROMA o giù di li

    – si assumono a progetto, a tempo determinato, part time o altro, ragazzi che nei call center devono gestire centinaia/migliaia di pratiche con stipendi da € 800 a € 1200 al mese (spesso assunti da Società di servizi “delle” Compagnie ma “NON” dalle compagnie)

    ovvero contratti da € 15000 a € 20000 l’anno!!!

    Avete idea di quanto risparmia una compagnia!?

    Hai voglia di sconti sulla polizza!!!

    Conosco liquidatori con figli magari che stanno in Umbria, Toscana, Liguria … che dopo anni e anni di diligente servizio si son sentiti dire :”O vai a Milano o vai a casa!!!

    Ps. e se per caso la casa è tua, già che ci sei paga anche l’IMU che allo Stato servono i soldi!!!

    Commento by fabrizio gonnella — 9 gennaio 2014 @ 18:26

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