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7 dicembre 2009

Rc auto: non farti infinocchiare dalla scatola nera

Il Grande Fratello ci controllerà da lassù?

Il Grande Fratello ci controllerà da lassù?

Le Assicurazioni si lagnano dal 1994, ossia dall’anno della liberalizzazione delle tariffe Rc auto, non più imposte dallo Stato, ma scelte liberamente dalle Compagnie. Dicono che ci sono tanti incidenti, che le truffe abbondano (specie al Sud Italia), che il costo delle riparazioni sale. Motivo per cui le tariffe Rca devono crescere in proporzione. Ma una soluzione si staglia all’orizzonte: la scatola nera.

L’apparecchio (collegato ai satelliti lassù in cielo), messo in auto, svela come guidi, e poi dove, quando, a che velocità. La black box informa l’Assicurazione sulla dinamica di eventuali sinistri. Un po’ come quella degli aerei (quando viene ritrovata; invece, se trattasi di disastro su cui deve calare una coltre di silenzio per volontà di qualche politico potente, l’incidente aereo resta misterioso).

Le Compagnie sostengono che la scatola nera sia un bene per tutti. Per loro stesse, perché capiscono come viene guidata la macchina e le cause dei sinistri. E per gli automobilisti, che possono risparmiare sulla Rca: un 10-15% rispetto alla tariffa normale, sborsata senza la black box. Ma è davvero così?

A leggere i mass media tradizionali, ormai scatenati nel copiare e incollare furiosamente i comunicati stampa, parrebbe di sì. Ma noi di Automobilista.it abbiamo voluto vederci chiaro, chiedendo l’opinione di un consulente assicurativo, tra i più bravi in Italia: Renzo Fain Binda.

Fain Binda, all’Assicurazione conviene la scatola nera?
“Sì. La Compagnia, a seguito di incidente, viene a conoscenza della velocità a cui è avvenuto un impatto. Se l’Assicurazione ‘A’ riceve una richiesta di risarcimento dal proprio assicurato ‘A’, prima studierà la dinamica del sinistro, e poi stabilirà le colpe. Se l’assicurato ‘A’ è dalla parte della ragione (perché l’automobilista ‘B’ non gli ha dato la precedenza a uno Stop), può darsi che ‘A’, negli istanti prima dell’impatto, corresse troppo rispetto al limite di velocità previsto su quel tratto. Risultato, concorso di colpa: ‘A’, per esempio, ottiene il 70% della ragione. ‘B’ (a sua volta controllato dalla propria scatola nera), il 30%. Così l’Assicurazione ‘A’ non tira fuori l’intero rimborso. E poi non sfonda il forfait, ossia il risarcimento massimo (previsto dalla legge) della Compagnia ‘B’ verso la Compagnia ‘A’. Ma c’è di più”.

Cioè?
“Fra i dati in possesso delle Compagnie, è presente l’entità della decelerazione, cosicché sarà possibile rigettare (o contestare) richieste di risarcimento per lesioni in caso di impatti lievi”.

Be’, ma almeno chi è prudente si vede regalare la scatola nera dall’Assicurazione al momento della stipula del contratto Rca…
“Calma. La Compagnia dà in comodato d’uso la scatola nera, canone compreso. Inclusa l’installazione. Tuttavia, se il cliente, alla scadenza dell’annualità successiva, vuole cambiare Assicurazione, dovrà far smontare la scatola nera a proprie spese. Il tutto è in ogni caso specificato nella modulistica contrattuale”.

Ma è vero che le Assicurazioni sapranno tutto sul nostro stile di guida?
“A oggi, no. Le informazioni sono gestite nel rispetto della privacy e quindi allo stato attuale non possono essere note alla Compagnia. In futuro, se e quando la legge cambierà, magari sì. In questo caso, con la black box, la Compagnia potrà analizzare la condotta di guida del conducente. Saprà che tipo è: prudente o spericolato. Saprà se l’assicurato usa la macchina in strade trafficate e a rischio incidente (Napoli) o dove i sinistri sono pochi (Aosta). Su quei parametri, riformulerà la Rca su misura”.

foto flickr.com/photos/cptspock

di Ezio Notte @ 12:34


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Beh, Renzo Fain Binda dovrebbe essere contento se:

    1) chi, in caso di impatto lieve, NON SUBISCE ALCUNA LESIONE non può più richiedere risarcimenti per lesioni (cosa che oggi fa regolarmente chiunque, truffando così le assicurazioni).

    2) l’assicurazione risparmierà sui risarcimenti se l’automobilista, anche con ragione, non ha rispettato le regole.

    L’importante non è contestare tutto a priori. L’importante è fare in modo che TUTTI rispettino le regole, automobilisti, assicurazioni e istituzioni.

    Commento by FABRIZIO PARDI — 28 aprile 2010 @ 14:02

  2. Magari tutti rispettassero le regole. E se diventasse un obbligo la Black box ? Non sarebbe un vantaggio per tutti ? Magari, è il mio caso personale, se mi distruggono l’auto dallo scarso valore commerciale, quando fermo in colonna, a debita distanza visto che io a mi volta non ho tamponato, posso sperare mi rimborsino il danno per intero invece del solo valore commerciale. Certo che se giudicandomi tendenzialmente spericolato, mi capita un sinistro mentre ero prudentemente alla guida e a ragione il rimborso viene proporzionato al comportamento complessivo è un male. Peccato la scatola nera non dica tutta la verità perchè posso superare i limiti di velocità su strade deserte ma è altrettanto vero che posso commettere manovre kamikaze anche nel rispetto dei soli limiti di velocità quindi forse il problema è ben più complesso.

    Commento by Claudio — 16 giugno 2010 @ 14:12

  3. […] mettere la scatola nera nelle auto. Dicono che così si capisce come s’è svolto un incidente, e le Rca calano per via […]

    Pingback by Io, automobilista super controllato: ma cosa ci guadagno? | Automobilista.it — 28 giugno 2010 @ 00:05

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