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14 settembre 2014

Rc auto, psicodramma meridionale

Al Sud Rca allucinanti

I più recenti dati Ivass (Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) lo dicono chiaro e tondo: al Sud la Rc auto è un dramma. E il Paese è assicurativamente spaccato in due. Sentite qui: l’andamento delle tariffe si presenta, mediamente in diminuzione per le autovetture nel Nord Italia, mentre permane costante, o in aumento, al Centro-Sud e per le due ruote. “Al ribasso tendenziale registrato nel settore auto non sono probabilmente estranei, oltre al ritorno all’equilibrio tecnico e alla profittabilità delle Compagnie assicurative del settore, la riduzione nella circolazione dei veicoli dovuta alla crisi in atto e il conseguente calo dei sinistri”. Il fenomeno riflette anche i primi effetti delle misure legislative introdotte per giungere a un contenimento dei prezzi Rca, con particolare riferimento ai nuovi criteri per la risarcibilità delle microlesioni. Permangono comunque elementi di forte criticità: il livello tuttora molto elevato del premio medio nel confronto internazionale; il divario tra le tariffe praticate nelle regioni settentrionali e in quelle centro-meridionali.

Non solo. Sul territorio le variazioni dei prezzi medi di listino presentano andamenti più differenziati, che appaiono meno favorevoli per i giovani ed i residenti nei capoluoghi centro-meridionali. Un assicurato diciottenne con autovettura di 1.300 cc in classe B/M d’ingresso (CU 14), ha visto, negli ultimi dodici mesi, la propria tariffa media aumentare di c.ca il 3% a Potenza e Campobasso, province che già in precedenza avevano fatto registrare aumenti tra i più cospicui e che hanno così raggiunto valori medi rispettivamente pari a 2.394 € e 2.189 €. Questa tipologia di assicurati, nonostante le riduzioni del 1-2% intervenute nell’ultimo anno, raggiunge tariffe mediamente ancor più elevate a Napoli (3.532 €), Reggio Calabria (3.316 €, qui la tariffa è ancora aumentata, superando quella di Bari), Bari (3.245 €) e Roma (3.145 €). Queste tariffe risultano pari a circa il doppio di quanto il medesimo assicurato pagherebbe in alcune città dell’Italia settentrionale. Ben diverse, invece, sono le tariffe mediamente pagate da un assicurato quarantenne con la medesima autovettura, ma in classe Bonus-Malus di C.U. 1, ad Aosta (316 €), Bolzano (331€) e Trento (360 €).

Ero e resto dell’idea che solo un sferzata di energia come quella data dalla Carta di Bologna e da Federcarrozzieri di Davide Galli potrà salvare la nazione da queste tariffe mostruose, a fronte di due miliardi annui di utile assicurativo nel ramo danni.

di Ezio Notte @ 22:09


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