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18 agosto 2012

Rc auto, scordatevi ribassi tariffari. Buonanotte quotidiani online

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Rca: ma quali ribassi tariffari del piffero, ma quali leggi che fanno diminuire i costi, ma quale indennizzo diretto miracoloso che – secondo le associazioni dei consumatori – dal 2007 avrebbe abbassato i prezzi. Qui prevedo solo rincari. Occhio in particolare ai costi, che metto in grassetto. È lì la chiave: più costi, più prezzi Rca.

Perché ai quotidiani online dormiglioni sono sfuggite le parole dell’Ania, la potentissima Confindustria delle Assiciurazioni, secondo le quali è impossibile – a mio giudizio – un raffreddamento dei prezzi Rca.

1) La misura complessiva della sinistrosità del ramo r.c. auto deve essere analizzata a livello totale di mercato considerando sia il numero dei sinistri che accadono
ogni anno (che rapportati ai veicoli assicurati danno luogo all’indicatore di frequenza sinistri) sia il loro costo medio di risarcimento.

2) Il totale dei sinistri accaduti e denunciati con seguito è dato dalla somma dei sinistri pagati chiusi e liquidati (ossia che hanno già dato luogo a un risarcimento nel corso dell’anno) e di quelli riservati (che daranno invece luogo a un pagamento nel futuro) ma non include la stima dei sinistri che, benché accaduti nel 2011, saranno denunciati negli anni successivi a quello di accadimento (i cosiddetti sinistri IBNR). Nel 2011 il numero dei sinistri per le sole imprese italiane o extra-UE è stato pari a 2.678.124 unità (3.070.201
nel 2010) con una diminuzione del 12,8%. Questo calo è influenzato in parte dall’uscita dal portafoglio diretto italiano di due imprese che pur avendo operato
durante l’anno 2010, sono state sottoposte a liquidazione coatta amministrativa nel 2011; se si ricalcolasse la variazione percentuale in modo omogeneo (ossia
escludendo dai dati del 2010 le due imprese liquidate) il numero dei sinistri accaduti diminuirebbe del 12,3%.

3) La frequenza sinistri è definita come il rapporto tra tutti i sinistri accaduti e denunciati con seguito (che hanno cioè dato o daranno luogo a un
risarcimento) nell’anno di generazione e i veicoli esposti al rischio (misurati in base ai giorni di esposizione in un anno, cosiddetti veicoli-anno). Questo indicatore tecnico
di sinistrosità è diminuito dal 7,36% nel 2010 al 6,49% nel 2011 (-11,9% sempre a campione omogeneo). Se dal 2007 al 2009 la frequenza sinistri era tornata
ad aumentare, nel 2010 si è assistito a un’inversione di tendenza che è continuata in modo più deciso nel 2011. A questo andamento possono aver contribuito
un minor utilizzo degli autoveicoli a causa del rincaro che si è registrato nel prezzo dei carburanti (nella media del 2011 ha superato il +15%) e un più frequente
ricorso da parte degli assicurati all’auto-liquidazione dei sinistri di importo contenuto in presenza di un aumento del costo per la copertura assicurativa. Inoltre,
dopo anni di continua crescita, nel 2011 si conferma la riduzione già iniziata nel 2010 nel numero dei veicoli assicurati che diminuiscono dello 0,5% (da 41,456
milioni a 41,269 milioni – escludendo dal dato del 2010 i veicoli assicurati dalle due imprese liquidate), specialmente in alcune aree dove la frequenza sinistri presenta
generalmente valori più elevati rispetto alla media.

4) Il costo medio dei sinistri è ottenuto dal rapporto tra il costo totale dei sinistri (pagati e riservati) e il numero degli stessi. Tale indicatore considera sia i pagamenti già effettuati a titolo definitivo e a titolo parziale, sia i risarcimenti che le compagnie prevedono di effettuare in futuro per i sinistri accaduti
e denunciati nell’anno ma non ancora definiti (importi a riserva). Sono esclusi dal calcolo, invece, sia i sinistri che, pur accaduti, devono ancora essere denunciati
(importi a riserva IBNR) sia il contributo al Fondo Garanzia Vittime della Strada sia altre partite residuali. L’esclusione di queste poste di bilancio è stata effettuata al fine di avere un valore per il 2011 omogeneo ai dati per gli anni precedenti che derivano da analisi effettuate dall’Istituto di Vigilanza con questa metodologia. Così calcolato, il costo
medio dei sinistri è stato pari, nel 2011, a 4.337 euro (era pari a 4.057 euro nel 2010), in aumento del 6,9% rispetto all’anno precedente.

di Ezio Notte @ 18:07


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