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30 gennaio 2011

Rc auto, situazione bollente: intervista a Elio Pugliese (Unione europea assicuratori)

Rca che scotta: che ne pensa l'Uea

Rc auto alle stelle, Assicurazioni che continuano a ripetere di essere “schiacciate” dalle truffe, tre automobilisti su 10 che non si assicurano al Sud, automobilisti italiani che escono con le ossa rotte da confronti con quelli di altri Paesi: è la situazione drammatica delle Rca. Ne parliamo con Elio Pugliese, presidente dell’Unione europea assicuratori.

Dottor Pugliese, si fa spesso il paragone Italia-Francia: Italia con più incidenti e con automobilisti più indisciplinati; Italia con Rca inevitabilmente più care. È un confronto corretto?
“No, poiché si tratta di due Paesi dal contesto economico e infrastrutturale molto diverso. Partiamo dalla infrastrutture: il territorio francese è percorso da una rete stradale di 1.005.943 chilometri, contro i 175.430 chilometri dell’Italia. Al tempo stesso, nel nostro Paese circolano 35.297.000 di automobili, contro i 31.002.000 della Francia, pari, rispettivamente, a 597 e 504 auto per ogni mille abitanti. Questo significa che in Italia ci sono 201 auto ogni km, rispetto alle 30 della Francia. Una situazione che aumenta il rischio di incidenti. Basti pensare all’intasamento delle nostre città, dove peraltro il trasporto pubblico è molto meno diffuso”.

Per quanto riguarda le Assicurazioni?
“Non dobbiamo dimenticare che la concentrazione del mercato assicurativo in Italia è molto più alto: nel nostro Paese, le prime cinque Compagnie coprono il 70% del ramo danni, contro il 54% della Francia. Ancora: in Francia operano 461 Compagnie per un totale di 143.000 impiegati, in Italia le Compagnie sono 243, pari a 46.000 impiegati. Uno squilibrio che incide anche evidentemente sul servizio al cliente e sulle stesse tariffe, laddove maggiore concorrenza consente di ridurre il pezzo della polizza. D’altro canto gli intermediari francesi sono gravati di meno costi amministrativi e burocratici di quanto avvenga in Italia”.

Indennizzo diretto: l’Isvap lo vuole obbligatorio, e voi?
“Anche noi. Tutto sommato è uno strumento che ha funzionato abbastanza bene, magari da perfezionare. La volontarietà rischia solo di vanificarne l’efficacia”.

Agenzia antifrode: farà davvero calare le Rca?
“Non è la panacea di tutti i mali, ma certamente sarebbe un segnale importante di una volontà politica di combattere il fenomeno delle frodi. Sarebbe utile sia sul piano delle repressione che della prevenzione. Comunque essa verrà strutturata, la sua assenza è un danno al sistema. Pensiamo anzitutto all’integrazione delle informazioni delle diverse banche dati, che oggi non comunicano (Ania, Isvap, Motorizzazione civile, Compagnie eccetera), per segnalare agli operatori, in primis gli intermediari, eventuali operazioni sospette ed evitare di incorrere in una frode”.

Chi paga gli 007 dell’Antifrode?
“L’Ania aveva dato inizialmente la disponibilità a sostenere i costi dell’agenzia. È chiaro che essa non può essere pagata dagli assicurati e nemmeno dagli agenti: questi ultimi hanno già abbastanza problemi di redditività e devono far fronte ad un carico crescente di costi amministrativi, che le compagnie tendono a scaricare sugli intermediari.

Con l’Antifrode, si fermerà la fuga delle Compagnie dal Sud?

“Non credo, ma potrebbe arginare il fenomeno. Il problema dello smantellamento dei presìdi al Sud va affrontato anche a livello istituzionale, poiché limita il diritto all’assicurazione in alcune regioni. È un segno di irresponsabilità sociale da parte delle Compagnie”.

Tasse sulla Rca: quanto pesa? Lo Stato dovrebbe mollare la presa? Se sì, con quali benefici?

“Il ramo Rc auto, in Italia, è sottoposto a oneri fiscali e parafiscali pari al 23%: al quinto posto tra i Paesi dell’Unione europea a più alta tassazione, ampiamente al di sopra della media europea (Europa dei 15), che si attesta al 17,7%. La nostra Unione europea assicuratori ha lanciato una petizione per adeguare la tassazione alla media europea. Una riduzione del carico fiscale potrebbe avere ricadute anche a livello tariffario. Ma il problema non riguarda solo la Rc auto. Pensiamo, per esempio, alle polizze sulle calamità naturali, così poco diffuse nonostante l’alto rischio sismico del nostro Paese: un alleggerimento fiscale potrebbe favorire la diffusione di queste coperture a beneficio dei cittadini e delle Imprese”.

di Ezio Notte @ 00:01


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