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23 maggio 2013

Rca, accordo Ania-Consumatori: sono tutto emozionato, non vedo l’ora di sfruttare la conciliazione paritetica

Qui ci vuole un professionista

L’Ivass (vigila sulle Assicurazioni) esprime apprezzamento per il recente nuovo accordo tra l’Ania (la potentissima Confindustria delle Compagnie) e le associazioni dei consumatori in materia di conciliazione paritetica nella Rc auto (sotto i 15.000 di danni). L’Ivass parla di utile strumento alternativo di risoluzione delle  controversie, più economico e rapido del ricorso al giudice. L’Ivass spinge affinché questa procedura si diffionda maggiormente.

Bene, sono tutto emozionato, non vedo l’ora di affidarmi alla conciliazione paritetica nella Rc auto.

Attenzione. Nella Rca, una procedura per risolvere bonariamente senza ricorrere al contenzioso giudiziale c’è già: i “famosi” 30 giorni, 60 giorni per i danni materiali e 90 per le lesioni e l’obbligo per le Compagnie di effettuare congrua offerta, sono una procedura di risoluzione veloce delle controversie.

In caso di problemi, poi, il danneggiato ha la possibilità di esporre formale reclamo alla propria Compagnia. Se uno in tale procedura non riesce a trovare una accordo (perché l’offerta è troppo bassa e la Compagnia non vuole integrare o la stessa non vuole pagare) non si capisce come possa trovarla in altra sede se non quella giudiziale.

Per chiarirci. Io chiedo a te 10.000 euro di danni e tu mi mandi a pelare le carote. Poi arriva un “terzo”, imparziale, e tu d’incanto t’innamori di me e mi dai 10.000 euro. Perché mai?

La mediazione obbligatoria era stata introdotta e poi tolta anche in materia di Rca: quanti rappresentanti delle Compagnie? Attendo nei commenti l’elenco nutrito di costoro. E sapete perché? Perché o trovi l’accordo stragiudiziale con gli strumenti già previsti dal Codice delle assicurazioni; oppure si va in giudizio e, magari, si risolve prima di arrivare a sentenza. Infatti, la stessa procedura prevista dal Codice di procedura civile impone al Giudice di pace (competente in Rca sino a € 20.000 quindi sopra la soglia di € 15.000) di tentare la conciliazione. Verbalizzata da un magistrato e quindi ben diversa da quella di una camera di conciliazione.

In generale, comunque, a me non piace che le associazioni dei consumatori le proposte provenienti dalle Compagnie. Vorrei associazioni combattive, agguerrite, lontane il più possibile dalle Assicurazioni. Consumatori da una parte, Ania dall’altra. Così la vedo io. Se proprio qualcuno mi deve difendere, vado da un esperto d’infortunistica stradale, da un legale, da un patrocinatore stragiudiziale. E voi?

di Ezio Notte @ 23:42


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. Commento soffermandomi su alcuni punti:
    1) Le associazioni dei consumatori hanno spinto per la legge 57/2001 sostenendo, tra le altre cose, che la tabella unica nazionale per il risarcimento delle microlesioni (1-9%) avrebbe regolato i risarcimenti evitando speculazioni da parte dei danneggiati ( cioè, di coloro che le associazioni stesse dovrebbero difendere in ragione di ovvie sproporzioni di forza..) e calmierare le tariffe. Risultato: riduzione drastica dei risarcimenti e aumento delle tariffe.
    2) Le stesse hanno spinto a spada tratta sulla “famigerata” riforma (scandalo) attuata con la legge 209/2005 (Nuovo Codice delle Assicurazioni) che introduceva l’Indennizzo Diretto volto a serrare i rapporti Assicurazione/Assicurato evitando così (sempre da parte dei soggetti che le stesse associazioni dovrebbero difendere) speculazioni di chissà cosa e che avrebbe garantito una riduzione dei risarcimenti (avvenuta) e una diminuzione delle tariffe. Risultato: manipolazione dell’assicurato che oltre al danno della riduzione (ulteriore) dei risarcimenti ha subito la beffa dell’aumento costante delle polizze.
    3) Le associazioni hanno accolto con euforia la legge 28/2010 che introduceva l’obbligo della conciliazione anche in ambito RC Auto pubblicizzando il provvedimento (per cui vi erano anche interessi contingenti essendo le strutture di conciliazione istituti privati..)come la tanto aspettata soluzione al contenzioso in ambito RC Auto e perché no, fa sempre effetto, delle speculazioni da parte dei propri associati (vale quanto sopra) garantendo agli stessi la possibilità di essere risarciti senza dover arrivare ad incardinare un contenzioso. Tutto ciò, ovviamente, a spese del danneggiato.. che oltre ad aver sostenuto tutte le spese che un sinistro comporta normalmente così si trova costretto a dover sborsare ancora soldi prima di affrontare il giudizio. Risultato: Le Compagnie hanno snobbato di fatto la conciliazione, qualche volta inviando una comunicazione dove veniva confermata la posizione assunta in fase stragiudiziale (ed è facile intuirne i motivi) qualche volta non dando nemmeno riscontro, crogiolandosi sulle così sulle rinunce da parte dei danneggiati che talvolta si trovavano impossibilitati a sostenere ulteriori spese.
    Poi la Corte Costituzionale, come spesso accade, ci ha messo una pezza .
    Non c’è dunque da meravigliarsi che questi signori oggi puntino nuovamente all’introduzione dell’obbligatorietà della conciliazione considerato che sono grandi sostenitori anche dell’abolizione della cessione del credito alla propria carrozzeria (oggi l’unico vero mezzo che permette al danneggiato di vedersi riparata l’auto senza dover pagare un euro) e grande promotrice delle carrozzerie fiduciarie delle Compagnie (cioè di fiducia dell’Assicurazione, che fa l’interesse dell’Assicurazione, in sostanza, che le fa risparmiare sui costi di riparazione e della sicurezza a discapito dell’assicurato di cui le stesse Associazioni dovrebbero ecc. ecc.).
    Questi signori sono garanti solo del proprio interesse.

    Commento by Mirko Melozzi — 24 maggio 2013 @ 11:39

  2. C’è da chiedersi quante delle persone che decidono hanno ricevuto “spinte” (magari pecuniarie) per rimetterlo dove non spunta il sole agli assicurati. Vi siete mai chiesti come vi riparano l’auto i riparatori fiduciari dovendo lavorare a tariffe da fame?!? vi siete mai chiesti perchè le compagnie nonostante precisa legge sulla quantificazione del danno, fanno fare le perizie ai riparatori oppure a gente che non distingue un pneumatico da una portiera, e perchè le procure che indagano sempre alle assicurazioni non rompono mai il culo??? C’è sempre qualche interesse personale dietro. Nessuno però ha il coraggio di ammetterlo.

    Commento by luigi — 28 maggio 2013 @ 22:19

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