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13 febbraio 2010

Rca al Sud Italia: il dramma evidenziato dall’Ania

Rca, Mezzogiorno di fuoco

Rca, Mezzogiorno di fuoco

Nell’àmbito delle audizioni sulle problematiche del settore assicurativo, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno, è stato sentito Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania (Assicurazioni) alla commissione VI Finanze della Camera. Parole importantissime, che ribadiscono la situazione drammatica del Sud per quanto riguarda le Rc auto.

a) In generale (in tutta Italia), c’è stata una flessione nella raccolta dei rami danni, dovuta a una caduta sostenuta del segmento Rc auto, che, per il terzo anno consecutivo, ha chiuso l’esercizio con una riduzione dei premi significativa (-3,5% nel 2009; -3,3% nel 2008; -1% nel 2007): in tre anni la spesa degli italiani per la Rca si è complessivamente ridotta del 7,8% e del 12,6% al netto dell’inflazione.

b) Desta forte preoccupazione la situazione che si è venuta a determinare nel ramo Rca. Nell’assicurazione obbligatoria, la problematica principale è data dall’insufficienza dei premi rispetto al costo dei sinistri: i premi sono scesi in misura rilevante mentre il costo dei sinistri è rimasto, almeno fino a settembre 2009, relativamente stabile. Inoltre, è in atto un tendenziale, significativo aumento del costo dei sinistri con danni alla persona, a causa di recenti decisioni giurisprudenziali.

c) Molti dei fattori alla base dei risultati negativi della gestione Rc auto, che comportano inevitabili ricadute sui prezzi delle coperture, sono strutturali e comuni all’intero territorio nazionale. Assumono però connotati di estrema criticità in alcune zone del Paese, prevalentemente, ma non esclusivamente, concentrate nel Mezzogiorno.

d) Un impatto rilevante sull’elevata frequenza sinistri, soprattutto in alcune aree del Paese, è sicuramente connesso con la piaga delle frodi. I dati ufficiali rilevati dall’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) riportano solo le truffe scoperte dalle imprese attraverso i limitati mezzi che esse possono impiegare per contrastare il fenomeno (il 2,5% dei sinistri risulterebbe d’origine fraudolenta). Tali dati, assolutamente parziali rispetto all’entità del grave fenomeno, mostrano peraltro che le truffe sono concentrate prevalentemente in specifiche aree del Mezzogiorno. Per esempio, le frodi accertate sono pari al 12,2% dei sinistri a Caserta, all’11,4% a Napoli all’8,9% a Foggia.

e) Un ulteriore problema è costituito dall’anomala incidenza dei danni alla persona. Nel 2007, ogni 100 sinistri 20,4 presentavano almeno un danno alla persona. Nel 2008 la percentuale era salita al 21,6%. Questa percentuale, già enorme se confrontata con la media europea (circa 10%), in alcune aree sale fino a oltre il 40%. Vi è un diffusissimo fenomeno speculativo sui danni alla persona. Si concentra sui danni di lievissima entità (1-2 punti percentuali di invalidità) che nel loro complesso rappresentano il 70% delle lesioni non gravi. Le imprese risarciscono per questi danni circa 1,5 miliardi di euro all’anno, vale a dire il 10% degli oneri totali per sinistri Rc auto.

f) L’indicatore sintetico utile a misurare la criticità della gestione Rc auto è il rapporto tra il costo complessivo dei sinistri e il numero dei veicoli assicurati. Le Province in cui il valore di tale indicatore supera di almeno il 45% la media nazionale sono: Crotone, Taranto, Foggia, Brindisi, Napoli, Prato, Reggio Calabria e Pistoia. Entrando nel particolare, le criticità possono dipendere da un’elevata, sarebbe forse meglio dire anomala, frequenza sinistri (ossia dal rapporto tra numero dei sinistri e numero dei veicoli assicurati) o da una elevata (anomala) incidenza dei danni fisici sul totale dei sinistri. Con riferimento al primo indicatore (frequenza sinistri), si può verificare che le province critiche del Mezzogiorno presentano sempre valori spropositati rispetto alla media nazionale (8,6%). A titolo d’esempio, a Napoli la frequenza è pari al 15,4%, a Bari e Taranto all’11,3%. Anche con riferimento al secondo indicatore (incidenza dei danni fisici) si può verificare che le province critiche del Mezzogiorno presentano sempre valori spropositati rispetto alla già elevata media nazionale (21%). A titolo d’esempio, Crotone 44%, Brindisi 41%, Taranto 40%, Foggia 37%.

di Ezio Notte @ 23:23


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  1. […] numero uno dell’Ania (Assicurazioni) Cerchiai, dopo aver messo in evidenza i problemi della Rca al Sud, ha evidenziato un altro aspetto tremendamente preoccupante delle Rc auto: quello della non […]

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  3. […] in crescita, costi alle stelle; quindi lì si chiudono numerose agenzie. Ma stando a quanto dice Cerchiai (in audizione alla Camera), non è […]

    Pingback by Ma allora, le Assicurazioni scappano o no dal Sud Italia? | Automobilista.it — 14 febbraio 2010 @ 00:35

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