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26 maggio 2013

Rca e associazioni dei consumatori: l’opinione di Mirko Melozzi

Rca bollente

Ricevo e pubblico il commento di Mirko Melozzi sulla Rca.

1) Le associazioni dei consumatori hanno spinto per la legge 57/2001 sostenendo, tra le altre cose, che la tabella unica nazionale per il risarcimento delle microlesioni (1-9%) avrebbe regolato i risarcimenti evitando speculazioni da parte dei danneggiati ( cioè, di coloro che le associazioni stesse dovrebbero difendere in ragione di ovvie sproporzioni di forza…) e calmierare le tariffe. Risultato: riduzione drastica dei risarcimenti e aumento delle tariffe.

2) Le stesse hanno spinto a spada tratta sulla “famigerata” riforma (scandalo) attuata con la legge 209/2005 (Nuovo Codice delle Assicurazioni) che introduceva l’Indennizzo Diretto volto a serrare i rapporti Assicurazione/Assicurato evitando così (sempre da parte dei soggetti che le stesse associazioni dovrebbero difendere) speculazioni di chissà cosa e che avrebbe garantito una riduzione dei risarcimenti (avvenuta) e una diminuzione delle tariffe. Risultato: manipolazione dell’assicurato che oltre al danno della riduzione (ulteriore) dei risarcimenti ha subito la beffa dell’aumento costante delle polizze.

3) Le associazioni hanno accolto con euforia la legge 28/2010 che introduceva l’obbligo della conciliazione anche in ambito RC Auto pubblicizzando il provvedimento (per cui vi erano anche interessi contingenti essendo le strutture di conciliazione istituti privati..)come la tanto aspettata soluzione al contenzioso in ambito RC Auto e perché no, fa sempre effetto, delle speculazioni da parte dei propri associati (vale quanto sopra) garantendo agli stessi la possibilità di essere risarciti senza dover arrivare ad incardinare un contenzioso. Tutto ciò, ovviamente, a spese del danneggiato.. che oltre ad aver sostenuto tutte le spese che un sinistro comporta normalmente così si trova costretto a dover sborsare ancora soldi prima di affrontare il giudizio. Risultato: Le Compagnie hanno snobbato di fatto la conciliazione, qualche volta inviando una comunicazione dove veniva confermata la posizione assunta in fase stragiudiziale (ed è facile intuirne i motivi) qualche volta non dando nemmeno riscontro, crogiolandosi sulle così sulle rinunce da parte dei danneggiati che talvolta si trovavano impossibilitati a sostenere ulteriori spese. Poi la Corte Costituzionale, come spesso accade, ci ha messo una pezza.

Non c’è dunque da meravigliarsi che questi signori oggi puntino nuovamente all’introduzione dell’obbligatorietà della conciliazione considerato che sono grandi sostenitori anche dell’abolizione della cessione del credito alla propria carrozzeria (oggi l’unico vero mezzo che permette al danneggiato di vedersi riparata l’auto senza dover pagare un euro) e grande promotrice delle carrozzerie fiduciarie delle Compagnie (cioè di fiducia dell’Assicurazione, che fa l’interesse dell’Assicurazione, in sostanza, che le fa risparmiare sui costi di riparazione e della sicurezza a discapito dell’assicurato di cui le stesse Associazioni dovrebbero ecc. ecc.). Questi signori sono garanti solo del proprio interesse.

di Ezio Notte @ 00:00


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