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22 marzo 2011

Rca: fattura obbligatoria. Non mi piace

Diritto al denaro, e basta

Dicono che la soluzione per far abbassare le tariffe Rca sia semplice: la fattura obbligatoria. Che significa? Oggi, vieni tamponato, vai dalla tua Assicurazione, ti dà i soldi, e dei quattrini fai quel che vuoi. Volendo, te li mangi in una notte con una escort. Ma, raccontano, c’è il pericolo truffe: un delinquente finge il tamponamento con tanto di falso tamponatore, testimoni e foto. Prende i soldi e se li mette in tasca. Così salgono i costi ai danni delle Assicurazioni, che si rifanno sugli automobilisti, che bestemmiano dovendo pagare tariffe Rca mai viste sul globo terracqueo. E allora, il meccanismo truffaldino viene castrato con l’obbligo di fattura: mi devi dimostrare che hai riparato la macchina. E magari esce pure il perito a vedere se adesso l’auto è riparata.

No, non mi piace la proposta di obbligo di fattura. Non mi sta bene. Io dei soldi ho diritto a fare quello che mi pare. Un mio diritto. Subisco il danno e ho diritto a intascarmi l’equivalente del danno.

Se Governo, Ania, Isvap, associazioni dei consumatori, maghi di Caserta e indovini non riescono a trovare una soluzione contro il caro Rca, a rimetterci non dev’essere l’automobilista.

Piuttosto, per stimolare appena appena la concorrenza, perché qualcuno non va a mettere il naso nei consigli d’amministrazione delle Assicurazioni? Certo, se l’80% del mercato Rca è in mano a una mezza dozzina di colossi assicurativi, la concorrenza non la stimoli neppure col pepe rosso.

di Ezio Notte @ 23:22


4 commenti

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QUI 4 Commenti

  1. Sono d’accordissimo… per esperienza.
    Nel mio caso, un banalissimo incidente si è trasformato in una devastazione totale.
    Due graffi in una portiera, sono diventati un’ intera fiancata da rifare, con tanto di portiera nuova.
    Il tutto, fino all’incasso del lauto assegno, dopodichè, il danno si è ridotto nuovamente a due graffietti, e della fantomatica riparazione non si è visto niente.
    Il tutto con la determinante complicità della compagnia, che ha chiuso entrambi gli occhi.
    La controparte, sorella di un perito della compagnia, ha presentato modulo CAI e preventivo palesemente falsi, ben sapendo che avrebbe avuto campo libero.
    Ho denunciato tutto, e molto altro, all’ ISVAP, al termine della loro istruttoria, denuncerò compagnia e contraente all’ autorità giudiziaria.
    La riforma del sistema assicurativo deve partire dalle compagnie.
    La truffa assicurativa è possibile soltanto con la complicità di funzionari corrotti e incompetenti, e le assicurazioni italiane ne sono piene.

    Commento by Pedro — 23 marzo 2011 @ 13:32

  2. Anche io sono piu’ che d’accordo nel trovare metodi per evitare le truffe. Ne sono stato vittima due volte, in modo diverso. La prima, molti anni fa, la mia auto fu gravemente danneggiata in un incidente interamente causato da un altro conducente (guida contromano ad alta velocita’). Grazie probabilmente ad un intervento divino non ci furono feriti gravi. Ma l’assicurazione per pagare fece difficolta’ assurde. Addirittura ci anticipo’ la cifra (notevole) della riparazione, senza IVA, dicendo che non potevano essere certi che avrei avuto fattura, ed ebbi l’IVA solo a valle della presentazione della fattura. Il tizio si giustifico’ dicendo che c’erano molte truffe: e cosi’ pagai io che avevo la macchina distrutta! Naturalmente non aveva il diritto di farlo, allora ero giovane ed inesperto e non lo sapevo. Ma vorrei che questo trattamento fosse applicato ai veri truffatori! Come quello, secondo caso, che un paio d’anni fa per un fanalino rotto durante un parcheggio in retromarcia di mia moglie, si e’ rifatto la macchina nuova, addebitando addirittura danni all’avantreno! e per di piu’ dicendomi in faccia, quasi aspettandosi approvazione da parte mia, che “lo fanno tutti”. Cosi’ ho perso due classi di merito per un fanalino che avrei volentieri pagato in contanti. Ovviamente ho denunciato all’ISVAP ma mi hanno gia’ detto che non ne verra’ fuori niente.

    Commento by Marco — 25 marzo 2011 @ 15:47

  3. E’ assurdo, solo in Italia.
    Fatto apposta per gli italiani, che, non ci pensano 2 volte a sfasciarsi la macchina per farsi la vacanza.
    Il risarcimento serve per riportare il veicolo nella condizione antecedente al danno, quindi la riparazione obbligatoria èp giusta e rispetta il principio indennitario.
    Anch’io ho denunciato la truffa all’ ISVAP, ma contro la mia ex compagnia che la ha permessa, favorita e coperta.
    Con la controparte ci vedremo in tribunale al termine dell’ istruttoria dell’ autorità.
    Una truffa assicurativa è impossibile senza la complicità di un addetto ai lavori

    Commento by Pedro — 25 marzo 2011 @ 19:16

  4. Sono pienamente d’accordo sulla richiesta della fattura per le riparazione eseguite,perché, cosi intanto gira più lavoro effettivo nelle carrozzerie,e la disoccupazione diminuisce.Ce da dire anche che cosi facendo si scoraggiano anche i malfattori perché non avrebbe senso se obbligati a riparare la macchina non possono intascare il danaro,.e poi ce anche da dire che di solito lo stesso danno viene riproposto da risarcire più volte alle compagnie.VOLETE SAPERE COME?UNO SUBISCE DANNO A UN PARAFANGO,CHIEDE QUASI PER FORZA DI FARSI FARE LA DENUNCIA PER FAR SI CHE L’ASSICURAZIONE PAGHI,LO STESSO DANNO MAGARI VIENE CAMUFFATO PER FARLO AUMENTARE DI GRAVITA E PRENDERE PIù SOLDI,MA POI NEMMENO SI RIPARA ,RICAPITA UN ALTRA BOTTARELLA ANCHE MENO FORTE DELLA PRECEDENTE SULLO STESSO PARAFANGO >? ALè,PIOVE MANNA DAL CIELO.. ANCORA UNA VOLTA PAGATI PER LO STESSO PUNTO.SECONDO ME SE SI VUOLE METTERE UN PO D’ORDINE SIA ALLE MACCHINE CHE AL SISTEMA E NELLE CARROZZERIE TROVO CHE LA FATTURA DELLA RIPARAZIONE SIA UN TOCCASANA..IO SONO FAVOREVOLE PUR ESSENDO UN CARROZZIERE..

    Commento by COSIMO — 27 marzo 2011 @ 01:36

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