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25 gennaio 2011

Rca: l’Unione europea assicuratori sottolinea il gap infrastrutturale fra Italia e Francia. Ma perché? L’opinione dell’avvocato Perrini

Più facile guidare in Francia

L’Unione europea assicuratori, e più precisamente il numero uno Elio Pugliese, ha inviato una lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e al presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini. Argomento, il caro Rca. Pugliese ha sottolineato il gap infrastrutturale che separa l’Italia dai Paesi europei più avanzati. Risultato, più incidenti, e Rca più care. Ne parliamo con un super esperto di Rca, l’avvocato Massimo Perrini.

Massimo, l’Unione europea assicuratori chi ha nel mirino?
“Nel mirino ci sono certe interessate statistiche e certi paragoni troppo affrettati portati avanti dall’Ania. Di recente, l’Associazione delle Imprese aveva messo in rilievo la diversa incidenza dei sinistri avvenuti in Italia e Francia, portando a esempio virtuoso i cugini d’Oltrealpe, per sostenere ancora una volta la necessità di interventi volti a contenere il costo dei sinistri”.

Cosa sostengono le Assicurazioni?
“Da parte delle Imprese si sostiene che dalle statistiche emergerebbe una maggiore sinistrosità italica, non giustificabile nel raffronto con la Francia trattandosi di Paesi sostanzialmente omologhi; tale differenza sarebbe dunque imputabile a comportamenti opportunistici da parte dei danneggiati”.

E invece?
“L’Uea interviene proprio per chiarire questo punto togliendo un alibi alle Imprese. Ci dice l’ente
(fonte Eurostat, Panorama of Transport 2009) che Francia e Italia non sono affatto tra loro paragonabili: il territorio francese è servito da una rete stradale di 1.005.943 chilometri, mentre la rete italiana è di soli 175.430 chilometri. Anche il parco veicoli circolante non è paragonabile: da noi circolano 35.297.000 di automobili contro i 31.002.000 di’Oltralpe. È evidente dunque che, se in Italia circolano 597 auto per ogni mille abitanti contro le 504 in Francia, ben altra è la densità del parco veicoli per chilometro, dal momento che da noi circolano 201 auto ogni chilometro, rispetto alle 30 della Francia”.

Allora perché c’è una maggiore sinistrosità dell’automobilista italiano rispetto a quello francese?
“Ci sono cause strutturali ben precise che nulla hanno a che vedere con le solite lamentele che vengono utilizzate come alibi per coprire il disastro annunciato dell’indennizzo diretto. Piuttosto l’anomalia del mercato italiano sta nella mancanza di concorrenza che non può che riverberarsi sulle tariffe. Anche l’Antitrust ha messo in rilievo le criticità del sistema assicurativo italiano, che vede un’anomala concentrazione di quote di mercato tra le imprese che non ha eguali nel resto d’Europa. Ha rilevato l’Autorità garante della concorrenza e del mercato come i cinque principali Gruppi sul mercato controllino quasi l’80% del mercato Rc auto. Per non parlare delle commistioni”.

Cioè?
“Esistono numerose commistioni tra le Imprese sia azionarie sia a livello di governance; si tratta di commistioni che evidentemente fungono da ostacoli strutturali per la cui rimozione sarebbero necessarie azioni politiche di ampio respiro, che a fronte della inerzia dei nostri regolatori del mercato, potrebbero venirci imposte dagli organismi comunitari”.

di Ezio Notte @ 23:22


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