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22 ottobre 2009

Repubblica e la chiave computer che ferma i ladri d’auto: sentiamo odore di bufala

Ma l'elettronica spaventa davvero i ladri d'auto?

Ma l'elettronica spaventa davvero i ladri d'auto?

Un recente articolo di Repubblica ci fa sentire odore di bufala.

a) Dice Repubblica: “Crollano i furti d’auto. La diffusione di elettronica nelle moderne vetture rende la vita impossibile ai ladri ed è lo stesso Fbi in America a dare la buona notizia con gli ultimi dati: nel 2008 sono sparite 956 mila auto contro gli 1,7 milioni del 1991. La notizia è finita in prima pagina sul popolarissimo Usa Today ma anche Europa, e Italia, confermano il fenomeno. Anche da noi l’anno del record negativo è stato il 1991 (con 367.252 auto finite nel nulla) e il migliore è stato proprio il 2008 con 139.687 vetture trafugate”.

a) Nostra opinione. Si parla di una diminuzione dei furti, in particolare nel 2008. La causa? L’elettronica. Sarà. Ma è ormai da anni sono che le macchine hanno già di serie questa dotazione. La maggior parte delle vetture, anche utilitarie, ha la chiave elettronica codificata. Strano non si parli degli antifurto meccanici. Che sono i più rognosi per un ladro professionista: Blockshaft, Blokkauto (davvero un grosso ostacolo per il topo d’auto), Mecklock, Tecnoblock. Ci scusiamo se ne abbiamo dimenticato qualcuno o se abbiamo storpiato qualche nome: i commenti sono a disposizione per rinfrescarci la memoria.

b) Ancora Repubblica: “Su un’auto moderna infatti la chiave non è più una chiave metallica che apre una serratura ma un transponder elettronico che attiva una centralina di riconoscimento automatico. Così senza ‘chiave’ elettronica il furto può avvenire solo con un carro attrezzi. Ma anche in questo caso l’operazione è difficile e i ladri devono essere molto veloci a infilare l’auto in un camion con le pareti del cassone rivestite di piombo o lavagna in modo tale da schermare il segnale Gps che, altrimenti, in pochi minuti rintraccia la macchina e fa scattare l’allarme. Ecco quindi perché molte delle famose ‘rapine in villa’ altro non erano che ingegnosi sistemi per mascherate il vero motivo del furto: entrare in casa, prendere le chiavi della macchina e fuggire con l’auto”.

b) Automobilista.it: ma siamo sicuri? Allora perché le Assicurazioni, sempre i migliori giudici in fatto di rischio di furto, non accordano sconti rilevanti a chi installa antifurti elettronici? Vai sul sito di una Compagnia a caso, per esempio Directline o Zuritel. Ti chiedono: “Che antifurto hai?”. Le risposte possibili sono di solito: elettronico/nessuno (stranamente accoppiati…), meccanico, satellitare. In ogni caso, se non hai un satellitare a bordo (o un meccanico in base ad alcune convenzioni), sconto zero. Domanda: perché sconto zero se gli elettronici sono così sicuri?

c) Repubblica: “Non è un caso fra l’altro le macchine più rubate siano sempre le più vecchie, quelle meno protette dall’elettronica. Basti dire che in testa alla classifica delle preferite dai ladri c’è la Fiat Uno (da anni fuori produzione). Seguono poi Punto, Panda, 500 e Volkswagen Golf, prima delle straniere”.

c) Secondo noi di Automobilista.it, è sbagliato parlare di numeri assoluti. Si deve ragionare in percentuale di rischio per modello. Ovvio che in Italia, la Uno (vendutissima) è anche la più rubata. Ma se un ladro vede una Uno e una Porsche, quale tenta di rubare? La Uno perché non ha l’elettronica e quindi è più facile da portare via? In realtà, preferirà la Porsche, anche se piena zeppa di elettronica: cannibalizzandola e rivendendo i pezzi di ricambio, ci guadagna un sacco di soldi.

di Ezio Notte @ 01:00


1 commento

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  1. Da precisare che le compagnie di solito scontano sì le coperture furto nel caso in cui sia installato l’antifurto satellitare, ma corrispondono l’indennizzo SOLo se al momento del furto stesso il ricevitore fosse in grado di trasmettere la posizione..in parole povere se il ladro chiude la vettura in un cassone di piombo, o più semplicemnte disturba il segnale con un banalissimo apparecchio acquistabile via internet, la compagnia NON PAGA.

    Commento by Renzo Fain Binda — 22 ottobre 2009 @ 13:51

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