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28 maggio 2017

Revisione auto, il decreto rivoluzionario

 

Revisione auto riformata

Revisione auto riformata

Ecco le nuove norme pubblicate dal ministero dei Trasporti sui controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi: sta tutto scritto nel Decreto Ministeriale 214/2017. Recepisce la Direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa alle revisioni. Qui in basso vi facciamo un’estrema sintesi del testo, giacché trattasi di decine di paginate complicatissime.

Il contenuto minimo dei certificati di revisione rilasciati in seguito a un controllo tecnico prevede 10 punti.

1) Numero di identificazione del veicolo (numero VIN o numero di telaio).

2) Targa di immatricolazione del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione.

3) Luogo e data del controllo.

4) Lettura del contachilometri al momento del controllo, se disponibile.

5) Categoria del veicolo, se disponibile.

6) Carenze individuate e livello di gravità.

7) Risultato del controllo tecnico.

8) Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato attuale, se questa informazione non è fornita con altri mezzi.

9) Nome dell’organismo che effettua il controllo e firma o dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo.

10) Altre informazioni.

Ma nella pratica quotidiana, una volta che le norme saranno divenute effettive, che cosa cambierà? Questo dipende dalle multe. Se chi sgarra, nei centri revisione, la può fare franca, allora non cambierà proprio niente. Se invece chi non rispetta le nuove normative verrà beccato, si diffonderà la voce, e i centri revisione farlocchi la faranno finita di non effettuare vere revisioni. Tutto questo, controlli e multe, dovrebbe avviare un circolo virtuoso: auto più sicure, meno incidenti, meno smog. E compravendite dell’usato più garantite a favore dell’acquirente: più difficile schilometrare vecchi catorci.

di Ezio Notte @ 19:22


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