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22 settembre 2011

Ricorsi al Giudice di pace: lo scandalo dei 30 giorni. Si stringe il cappio al collo dell’automobilista

Ricorso: l'occhio attento del Comune

Scandalosamente, dal 6 ottobre, per effetto delle nuove disposizioni complementari al Codice di procedura civile (Decreto legislativo 1 settembre 2011, numero 150, appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 220 del 21 settembre)  è stato rivoluzionato l’articolo 204-bis del Codice della strada. La modifica più importante è questa: i giorni per fare ricorso al Giudice di pace contro una multa passano da 60 a 30 giorni dalla notifica del verbale. Vedi qui la mia pronta anticipazione.

Risultato, ti mettono una fretta bestiale addosso. Hai meno tempo per pensare, raccogliere le prove, documentarti. Tutto è studiato perché il cappio attorno al collo dell’automobilista si stringa vieppiù.

È la seconda legnata, dopo la tassa sul ricorso del 1° gennaio 2010: era di 33 euro, adesso è di 37 euro.

In tutto questo, i Comuni godono come ricci in calore, giacché a loro è consentito un termine di 90 giorni per inviare la multa: perché a loro 90 giorni e a noi 30 giorni? Perché? E perché io pago 37 euro di tassa, mentre il Comune non paga nulla se sbaglia a dare una multa? Perché?

foto flickr by Album di Délirante bestiole

di Ezio Notte @ 23:45


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