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16 gennaio 2010

Ricorso a pagamento al Giudice di pace: qui illegittimità ci cova

Soldi, soldi, soldi: l'automobilista italiano è tartassato

Soldi, soldi, soldi: l'automobilista italiano è tartassato

Pagare 38 euro per fare ricorso al Giudice di pace: che tassa odiosa. Ne abbiamo parlato con Luigi Bechi, grande ricercatore di sentenze su Internet, nonché collaboratore di diverse testate.

Bechi, secondo Lei è legittima la tassa di 38 euro (contributo unificato) per ricorrere al Giudice di pace?
“Sono sinceramente curioso di vedere se gli avvocati, puntando il dito su vari aspetti, riusciranno a far cadere l’attuale normativa che presenta a mio modesto parere analogie con il precedente del deposito cauzionale. Dalle lamentele, appare abbastanza evidente come l’obbligo di corrispondere il contributo unificato ai fini della presentazione di un ricorso sia stato, di fatto, generalmente accolto come uno strumento per ridurre drasticamente il numero dei procedimenti giurisdizionali in materia. Circostanza questa che potrebbe rappresentare una grave disparità di trattamento tra i cittadini, precludendo ai non abbienti di proporre le proprie ragioni in sede giudiziaria, giacché soltanto ai primi sarebbe permesso di poter esercitare la tutela dei propri diritti proponendo ricorso al giudice ordinario”.

Ma il contributo unificato già esiste per altre fattispecie, diverse dal ricorso al Giudice di pace…
“Anche qui gli avvocati devono essere assai abili a dimostrare che questa obiezione conti zero, attestando che il principio secondo il quale tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, e la difesa, sono diritti inviolabili in ogni stato e grado del procedimento. Princìpi che devono trovare attuazione uguale per tutti, indipendentemente da ogni differenza di condizioni personali e sociali. Senz’altro nei vari ricorsi verrà evidenziato che nel caso specifico invece veniamo a trovarci in presenza di un ingiustificato quanto ingiusto vantaggio per l’Autorità opposta. Semplificando, i poveri vengono discriminati”.

In che senso?
“Con il nuovo sistema istitutivo del contributo unificato, sussiste una ingiustificata differenza tra i due mezzi di opposizione (Prefetto: gratuito; Giudice di pace: a pagamento), rendendo evidente che il ricorso avanti il Giudice di pace diventerebbe uno strumento di tutela fruibile solo dai soggetti più facoltosi (con violazione anche del secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione, dato che fa carico alla Repubblica di rimuovere, e non già creare, ostacoli all’eguaglianza sostanziale dei cittadini). Facilitando il ricorso al Prefetto, viene ad alterarsi il principio di parità/alternatività tra i due rimedi dando vita all’introduzione `de facto´ nell’ordinamento di un principio di riserva di amministrazione del tutto incompatibile col sistema costituzionale”.

foto flickr.com/photos/aresauburnphotos

di Ezio Notte @ 12:44


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  1. […] seguito al primo approfondimento sul ricorso al Giudice di pace a pagamento (38 euro), che potrebbe essere abolito dalla Corte […]

    Pingback by Dopo il ricorso al Prefetto: il Giudice di pace a pagamento. Come funzionerà? | Automobilista.it — 17 gennaio 2010 @ 00:10

  2. […] contributo unificato di 38 euro per ricorrere al Giudice di pace ha portato grande confusione. C’è anche chi reputa che, in caso […]

    Pingback by Contributo unificato per fare ricorso a pagamento: come la mettiamo con i punti-patente? | Automobilista.it — 5 febbraio 2010 @ 12:20

  3. […] succede se ti dimentichi di pagare i 38 euro di tassa per fare ricorso al Giudice di pace? Ecco l’esperienza d’un nostro […]

    Pingback by Giudice di pace, tassa ricorso non pagata: l’esperienza (mostruosa) d’un nostro lettore. Lo Stato batosta | Automobilista.it — 1 aprile 2010 @ 21:59

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