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16 agosto 2012

Risarcimento alle vittime: cerchiamo la verità, solo la verità

La lotta per i risarcimenti equi

Do spazio a una splendida lettera dell’Associazione vittime della strada al ministro Passera. Occhio: qui si gioca il futuro della Rca.

Lettera aperta Al Ministro Corrado Passera, Ministero dello Sviluppo Economico Infrastrutture e Trasporti
e p. c.      Al Ministro della Salute, Al Ministro del Lavoro

Ogg.:    Tabelle del danno alla persona, richieste AIFVS

Si fa seguito alla precedente lettera del 24/11/2011 con la quale l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada–onlus ed APS, quale rappresentante delle Vittime della Strada, rivolgeva alla S.V. la richiesta di utilizzare le Tabelle del Tribunale di Milano per il risarcimento del danno alla persona, che il 26 ottobre scorso avevano avuto il pieno riconoscimento della Camera con la votazione della mozione Pisicchio (428 voti a favore e 6 contrari).

La mozione Pisicchio impegnava il Governo a ritirare la Tabella Ministeriale, considerata ingiusta perché determina un’iniqua diminuzione dei risarcimenti alle vittime, e a sostituirla con la Tabella del Tribunale di Milano, la cui applicazione presso tutti i Tribunali era stata già indicata dalla Cassazione con sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011.
Anche il coordinatore delle Commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera, Francesco Boccia, aveva annunciato un’interpellanza al Ministro dello Sviluppo Economico, per chiedere “il ritiro del Dpr che dimezza i risarcimenti per le vittime di gravi incidenti stradali, palesemente ingiusto e contrario alla volontà espressa dal Parlamento”.

Nei precedenti incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il Sottosegretario prof. De Vincenti, l’AIFVS ha dovuto constatare la ferma determinazione del Governo all’applicazione delle Tabelle Ministeriali, con valori lievemente aumentati rispetto a quelli censurati l’anno scorso, ma ancora di gran lunga inferiori rispetto a quelli delle tabelle milanesi in uso nei Tribunali e condivisi socialmente.

Si adotta, così, quale punto di riferimento non l’attenzione alla gravità dei danni e la necessità di un adeguato “integrale” ristoro, ma l’interesse di profitto privato delle assicurazioni, contrabbandato come interesse sociale: abbassando il risarcimento del danno alla persona si potranno abbassare le tariffe assicurative! È un’affermazione demagogica ed incivile, offensiva non solo per le vittime, perché fa vergognosamente pesare sul più debole l’interesse delle Assicurazioni, ma anche per l’intelligenza dei cittadini, perché offre un’impostazione scorretta del problema: la diminuzione delle tariffe va correlata non ai risarcimenti, ma alla diminuzione degli incidenti stradali e a una seria lotta alle innumerevole microtruffe effettuate con sinistri simulati!!! Da questo punto di vista, le Assicurazioni e il Governo sono gravemente in difetto, sia perché negli ultimi anni le tariffe sono aumentate nonostante gli incidenti siano diminuiti, sia perché non è stato adottato alcun sistema per rendere più efficiente il contrasto alle truffe e alle speculazioni e nonostante vi siano già stati, sempre negli ultimi dieci anni, ben cinque provvedimenti legislativi che hanno ridotto il valore dei risarcimenti del danno alla persona. Riducendo i risarcimenti per le Vittime della Strada alcune compagnie saneranno i bilanci in perdita per ragioni extra assicurative alla luce delle cronache finanziarie e non solo, facendone pagare il conto alle vittime. Anziché combattere gli sprechi, si opta per un taglio lineare cieco, iniquo e inefficiente: si toglie a soggetti deboli per dare alle compagnie assicurative che, quando bussano alle porte del legislatore, le trovano sempre aperte.

Né vale sostenere che in Italia ci sono risarcimenti superiori rispetto all’Europa, perché abbiamo dimostrato con documentazione che ciò non è vero, ed è anche demagogico fare paragoni estrapolando da un assetto sociale solo un aspetto!

È invece vera solo una cosa: il Governo deve governare una società democratica, non costituita solo da poteri forti, e tuttavia sceglie di sostenere gli interessi dei poteri forti, incrementando così le tensioni sociali! Infatti, abbiamo espresso il punto di vista delle vittime, ma abbiamo trovato nel Suo Ministero funzionari e tecnici attenti solo a parole al danno che deve sopportare la vittima durante la vita ed indifferenti al contenzioso a cui la costringerebbero delle tabelle ministeriali con valori risarcitori inferiori a quelli già in uso! Queste ultime, inoltre, costituirebbero un passo indietro rispetto alla evoluzione giurisprudenziale degli ultimi anni in materia, in contrasto con quanto indicato a Sezioni Unite dalla Cassazione: indicherebbero, infatti, solo e soltanto una voce del danno non patrimoniale alla persona, solo il danno biologico, ed esporrebbero la vittima ad avviare una serrata discussione sul danno morale e la personalizzazione, che si concluderà per bisogno alla fine o con l’accettazione di una transazione iniqua, sensibilmente ridotta per il maggiore potere che ha l’assicurazione, o con il rischio di un contenzioso lungo ed incerto con aggravio di costi a carico delle vittime. Problemi già risolti con le Tabelle di Milano, poiché i valori in esse contenuti sono comprensivi delle altre voci di danno.

L’approvazione delle nuove tabelle, così come ci è stato riferito solo verbalmente, potrebbe portare sensibili ed ingiustificabili riduzioni di risarcimento rispetto alle tabelle del tribunale milanese, tra il 25 e il 50%!

Per esempio un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle meneghine, con un ammontare, che include anche il danno morale, da un minimo di € 363.659 fino ad € 454.000 (compresa la personalizzazione).
Con le tabelle riferite dal Ministero solo a voce, quasi fosse un segreto di stato, il risarcimento partirebbe da € 226.000 come danno biologico puro che, in assenza di precise indicazioni sulla percentuale di danno morale da adottare su tale voce di danno (per Milano il 50%) e di personalizzazione (per Milano il 25% del danno biologico + danno morale) potrebbe portare ad una differenza di risarcimento che va da un minimo di € 90.000 ad un massimo di € 228.461!

Ci chiediamo se un Ministro possa giustificare con serenità d’animo tale differenza di trattamento ai cittadini che sopportano sulla loro vita gravi danni, e se potrà parlare di esercizio democratico del potere allorquando annulla le decisioni del Parlamento e le richieste delle vittime, per dare conoscenza delle quali si invia in allegato la lettera inoltrata al Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Prof. De Vincenti.L’AIFVS chiede un incontro personale con la S.V. perché ci sia la chiara conferma dell’utilizzo delle tabelle di Milano secondo la volontà del Parlamento e come chiedono i rappresentati delle vittime della strada. Si resta in attesa di urgente riscontro.
In caso contrario l’AIFVS porrà in atto iniziative di protesta a tutti i livelli, sollecitando il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio ed i Parlamentari a prendere chiara e netta posizione in difesa delle vittime ed invitando tutti a partecipare.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

associazione italiana familiari e vittime della strada – onlus
www.vittimestrada.org
via A. Tedeschi, 82 – 00157 Roma – tel. 06 41734624 – fax 06 233216163

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – tel. & fax 090710707 – cell. 3408273214
Via San Filippo Bianchi, 54 – 98122 Messina – email:  HYPERLINK “mailto:comitato.messina@tiscali.it” comitato.messina@tiscali.it

di Ezio Notte @ 00:01


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. purtroppo i politici(come le assicurazioni) pensano solo ai loro profitti personali senza pensare a persone che hanno la vita rovinata per sempre e che nemmeno 1 miliardo di euro può migliorare…L’Italia è questa la vera mafia è fatta da politici e tutto quello che gira intorno a loro…ed è difficile cambiarla.

    Commento by Rocco — 20 agosto 2012 @ 21:05

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