OmniAuto.it

20 gennaio 2011

Risarcimento in forma specifica: Antitrust e Isvap la pensano in modo diverso. Ci spiega tutto l’avvocato Massimo Perrini

Risarcimento in forma specifica: girano bei soldoni...

Risarcimento in forma specifica: in due parole, in caso di incidente, la tua auto viene riparata da un carrozziere della rete della tua Assicurazione. In cambio, la Rca è più bassa. Ne parliamo con l’avvocato Massimo Perrini, super esperto di Rca.

Risarcimento in forma specifica: l’Antitrust dice no; l’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) dice sì. Possibile?
“Tra Isvap e Antitrust gli attriti sono di vecchia data. Molti ricordano la vicenda della maxi multa inflitta dall’Antitrust a quasi tutte le Compagnie per accordi di cartello sulle tariffe Rc auto. Anche allora il presunto controllore, l’Isvap, ebbe a schierarsi con le Assicurazioni che avrebbe dovuto controllare appoggiandone la opposizione alla maxisanzione da 700 miliardi di lire, 350 milioni di euro, e sul punto l’Isvap si vide dar torto prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato. Pare di poter dire che l’Isvap sia più che recidiva. L’Antitrust invece ha aperto nello scorso maggio una propria indagine conoscitiva sulla Rc auto e, in questi giorni di insolito attivismo dell’Isvap, la presidenza Antitrust ha comunicato che entro fine mese saranno rese note le conclusioni della indagine”.

Ma il risarcimento in forma specifica avrà mai l’ok dell’Antitrust?
“Sotto il profilo della concorrenza e della trasparenza dei mercati, la pretesa dei maggiori Gruppi assicurativi di gestire in proprio e nell’assenza di concorrenza un mercato che (costi per la riparazione e manutenzione degli autoveicoli e spese per acquisto delle polizze Rc auto) vale circa 50 miliardi di euro all’anno, non potrà certo avere il via libera da un’Autorità che si chiama appunto Garante della concorrenza e del mercato”.

C’entra anche l’indennizzo diretto?
“Sì. Il problema del risarcimento in forma specifica è collegato direttamente alla questione della ‘obbligatorietà’ del risarcimento diretto. Se passasse il disegno delle imprese perorato dall’Isvap, i principali Gruppi assicurativi, che da soli detengono l’80% del mercato, sarebbero di fatto padroni del destino di oltre 200mila imprese artigiane del settore della autoriparazione. In ogni caso, sul punto, il quadro comunitario fornisce sufficienti garanzie: si veda il recente intervento del Comitato economico e sociale europeo in tema di autoriparazioni che, da Bruxelles, in un proprio documentato parere del settembre 2010, ha ribadito come debba essere garantita al danneggiato la libertà di scelta per le riparazioni al proprio veicolo”.

Torniamo all’Isvap…
“Anche il ruolo politico dell’Isvap, il cui attivismo di questi giorni sembra mosso più dal tentativo di arrivare prima dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, pare proprio giunto al capolinea. In Parlamento, pare definitiva la decisione di affidare al ministero dell’Interno e non all’Isvap la gestione della costituenda Agenzia antifrode e della sua banca dati. In sede comunitaria poi, dal primo di gennai,o è stata varata l’Autorità Ue per le assicurazioni e fondi pensione (Eiopa) che di fatto andrà a ridurre il ruolo dell’Isvap a quello di erogatore di sanzioni alle Imprese. Si tratta di un ruolo che l’Isvap peraltro svolge in assoluta assenza di trasparenza, poiché le norme attuali non consentono ai reclamanti l’accesso agli atti, come pure non permettono loro di conoscere gli esiti del proprio reclamo”.

di Ezio Notte @ 00:01


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.