OmniAuto.it

23 giugno 2009

Scusi Bersani, ma lei ha visto i risultati del preventivatore Isvap?

La Legge Bersani (dal maggio 2006 allo stesso mese del 2008, ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Prodi II) non è mai stata amata dalle Assicurazioni, per usare un eufemismo. Nel mirino delle Compagnie, soprattutto la cosiddetta “regola del papà”. Di che si tratta? Di una norma, in vigore dal 2007, che salva il bilancio delle famiglie, facendo spendere una Rc auto infinitamente più bassa rispetto a prima. O meglio, questo era il lodevole intento della Legge e dell’ex ministro che l’ha portata avanti con successo. Ma, da allora, c’è stato qualche cambiamento. Automobilista.it vi spiega anzitutto di che si tratta, e poi cos’è cambiato.

Prima della Legge Bersani, un povero napoletano di 18 anni che comprava un’auto entrava in quattordicesima classe di merito, quella d’ingresso. Ed era costretto a sborsare cifre folli. Si viaggiava già sui 2.000 euro, per toccare le assurde vette di 5.000 euro. La ragione era semplice: hai 18 anni e quindi causi tanti incidenti, rappresenti un costo e devi pagare una Rca salata. Per di più, abiti in una città dove gl’incidenti stradali spuntano come funghi (senza contare le truffe, cioè i sinistri inventati con tanto di colpo di frusta), e allora la Rca sale alle stelle. Se tu sei un bravo ragazzo, con una famiglia onesta, comunque devi essere spennato dalle Assicurazioni: hai la maledizione di essere giovane e di abitare a Napoli. Discorsi analoghi per Bologna, qualcosa del genere anche per Roma e Milano. Già ad Aosta (città con pochi incidenti) le cose cambiavano.

L’alternativa, per pagare una Rca normale, era restare bambino a vita: intestare l’auto al papà e lasciare che la Rca fosse sua. Sì, risparmiavi, ma non crescevi mai, e la tua storia assicurativa non nasceva.

Con la Legge Bersani, la rivoluzione: il ragazzo poteva entrare nella classe di merito del padre, iniziando una storia assicurativa propria e risparmiando una badilata di quattrini. Ma, sorpresina, ecco la contromossa delle Compagnie: usano come parametro fondamentale l’età, e il fatto che il giovane abbia preso la classe di papà, senza guadagnarsela sul campo. Risultato, Rca ancora carissime.

La prova? Fate come noi di Automobilista.it. Andate sul preventivatore Isvap, inserite i dati di un 18enne che sfrutta la Legge Bersani entrando in prima classe, e vedrete che, specie a Napoli, si sfonda il muro dei 5.000 euro l’anno. Chissà la faccia di Bersani…

di Ezio Notte @ 17:00


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Altra vergogna italiana!Fanno cartello su tutto!Anche sulla merda va fare al cesso!Sono peggio del terzo mondo!Verogna!Non c’e’ piu morale se non quella del profitto!

    Commento by mario — 21 marzo 2010 @ 18:30

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