OmniAuto.it

10 maggio 2010

Scusi, ministro Alfano, non capiamo: prima il Governo ci fa pagare 38 euro di tassa per ricorrere al Giudice di pace, e poi mette i Giudici di pace online per farci risparmiare tempo…

Ministro Alfano, ci consenta...

Ministro Alfano, ci consenta...

Da inizio 2010 fare ricorso al Giudice di pace costa un occhio della testa: 38 euro (e anche più). L’equivalente di una multa per divieto di sosta. Lo ha stabilito il Governo: la norma è nella Finanziaria 2010. L’obiettivo? Fare cassa.

Adesso il Governo stesso, per bocca del ministro della Giustizia Alfano, dice che i Giudici di pace andranno online. Obiettivo, far risparmiare tempo al cittadino, che potrà seguire l’iter del ricorso in Rete: “Basta code agli sportelli, tempi lunghi e difficoltà di accesso al servizio giustizia. Le possibilità di ricorrere online al giudice di pace raddoppiano: dopo l’opposizione alle sanzioni amministrative, da oggi il cittadino può proporre ricorsi via internet anche contro i decreti ingiuntivi.

“In questo modo, il cittadino potrà accedere più rapidamente ai servizi della giustizia e i procedimenti davanti ai giudici di pace saranno più veloci e trasparenti.

“L’amministrazione della Giustizia, inoltre, risparmierà su costi e risorse e risulterà particolarmente semplificato anche il lavoro negli uffici delle grandi città, dove si riversa una grande quantità di ricorsi.

“Per la prima volta un ministro della Giustizia utilizza il web per comunicare ai cittadini. Il guardasigilli Angelino Alfano spiega i vantaggi di ricorrere al Giudice di Pace in maniera telematica e le procedure d’accesso e consulta di questo innovativo servizio”.

Noi di Automobilista.it, con tutto rispetto, siamo sconcertati. Prima ci fanno pagare una tassa iniqua e magari anticostituzionale (lesione del diritto alla difesa); poi ci raccontano che ci consentono di risparmiare tempo.

Avremmo preferito un ricorso gratuito, col buon vecchio Giudice di pace non in Rete.

Noi di Automobilista.it siamo vecchi, tradizionalisti, ancorati al passato, nonostante comunichiamo con un blog. Ma i conti della serva e le addizioni sui quadrettini del quaderno li sappiano fare…

di Ezio Notte @ 22:31


1 commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI 1 Commento

  1. […] cambiare le cose, lo fai una volta per tutte. Se tu, Governo italiano, stabilisci che il ricorso al Giudice di pace possa essere fatto o con i soliti documenti cartacei o con Internet, lo fai. A noi di […]

    Pingback by Internet e il ricorso ai Giudici di pace: perché l’Italia è ancora arretrata | Automobilista.it — 11 maggio 2010 @ 22:51

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.