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13 marzo 2012

Se si sputa sul colpo di frusta

Colpo di... spugna

Colpo di frusta, una definizione che fa paura. Chi ha subìto un tamponamento lo sa: dolori atroci, mal di testa, nausea, difficoltà a dormire. Con il colpo di frusta, la vita diventa un inferno. Parliamo di cervicalgia da contraccolpo, una patologia traumatica del distretto rachideo provocata da un’iperestensione del collo, seguita da un’iperflessione compressiva, talvolta associata a un’inclinazione laterale o di rotazione.

Ma ci sono i furbetti del colpo di frusta (rimborsi fasulli per incidenti inventati), e per questo il Parlamento, modificando il Decreto liberalizzazioni, ha pensato bene di imporre questa regola (con il sostanziale ok del Governo): se hai la bua me ne fotto, servono esami strumentali. Cioè: se dici di sentire male, non conta; valgono solo gli esiti delle macchine.

Così, il danno alla salute di modesta entità va accertato e valutato dal medico legale e dal giudice secondo criteri di assoluta e rigorosa scientificità, senza che sia possibile in alcun modo fondare l’affermazione dell’esistenza del danno in esame sulle sole dichiarazioni della vittima, che sarebbero basate su supposizioni, illazioni, suggestioni, ipotesi.

Eh già: supposizioni, illazioni, suggestioni, ipotesi. Fatte da chi? Da chi ha subìto il colpo di frusta. Quindi chi sta benone col suo collicino si mette davanti al danneggiato e gli dice: “Mi racconti le cazzate, tu e il tuo colpo di frusta. Io non credo a supposizioni, illazioni, suggestioni, ipotesi. Io credo agli esami scientifici delle macchine. Io seguo criteri di assoluta e rigorosa scientificità”.

Una logica ferrea. Peccato che il ragionamento sia sballato per 3 motivi.

1) Il dolore non è misurabile dalle macchine. Tantomento il dolore del colpo di frusta, che è uno dei dolori più difficili da individuare. Per non parlare dei postumi del colpo di frusta, quel dolore che non emerge 30 secondi dopo l’incidente, ma 30 ore, oppure 30 giorni dopo.

2) Il dolore psicologico, da chi lo facciamo misurare, da una macchina-psicologa?

3) Criteri di assoluta e rigorosa scientificità. Ma stiamo parlando di numeri o della salute dell’essere umano? Nel secondo caso, i criteri di assoluta e rigorosa scientificità vanno a farsi benedire: non esistono.

Suvvia, diciamocela tutta: si voleva fare un regalone alle Assicurazioni, e s’è infilato il pacco dono nel Decreto‐legge n°1 del 24-1- 2012, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”. Favoloso: un Decreto sulla concorrenza che parla di danni a persona scaturiti da sinistri stradali. Quale connessione fra le due cose? Zero. Come entrare in gioielleria e chiedere una pizza doppia mozzarella.

di Ezio Notte @ 01:14


1 commento

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  1. allora lo Stato deve togliere anche le pensioni di invalidità a tutte quelle persone che hanno accusato problemi alla testa e che oggi prendono pensioni d’oro perche riconosciuti insani di mente……..e in Italia c’è ne sono tantissimi…

    Commento by max — 13 marzo 2012 @ 11:27

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