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5 luglio 2018

Sequestro dello smartphone in Italia a chi guida: mezza bufala

 

Guida e smartphone in mano: allarme

Guida e smartphone in mano: allarme

Causi un incidente grave forse con lo smartphone in mano e te lo sequestrano: obiettivo della Polizia, capire se impugnavi il cellulare, ti ha distratto e sei punibile in modo severo (scatta l’omicidio stradale). È vera questa notizia che si legge sul web? No: è una bufala a metà. Infatti, il sequestro del telefonino non scatta in Italia, in tutte le città. Ma solo a Torino e in Friuli-Venezia Giulia. Qui è appena arrivata un’importante novità.

Come dice correttamente PoliziaMunicipale.it, riferendosi al Friuli-Venezia Giulia, l’autista coinvolto in un grave incidente stradale dovrà prontamente collaborare con gli organi di polizia esibendo cellulari, tablet e ogni altro dispositivo reperibile nell’abitacolo per consentire nell’immediatezza di verificare eventuali interferenze con la condotta di guida. E per chi si rifiuta o nasconderà il telefonino scatterà la perquisizione personale con il sequestro dell’apparato. Lo ha chiarito la Procura di Pordenone con la direttiva 4414 del 26 giugno 2018 indirizzata agli operatori di polizia giudiziaria.

La progressione tecnologica dei dispositivi mobili e delle dotazioni di bordo dei veicoli impone un continuo aggiornamento della pratica operativa adottata dagli operatori di polizia giudiziaria che nell’immediatezza intervengono per i rilievi conseguenti ad un sinistro stradale. In particolare con esito mortale o con feriti gravi. Per questo motivo la Procura generale di Trieste ha stimolato le singole Procure all’emanazione di indicazioni condivise valide per l’intero territorio regionale. Pertanto, si vedrà se le altre Regioni imiteranno il Friuli-Venezia Giulia.

“Gli elementi cognitivi dipenderanno dalla tecnologia forense applicabile, dalla diligenza e dalle conoscenze specifiche degli operatori di pg e dal grado di tecnologia presente nei citati dispositivi”. In caso di sinistro mortale o con lesioni gravissime andranno quindi attivati immediatamente accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone. In particolare la polizia giudiziaria dovrà verificare l’orario esatto dell’incidente ed elencare tutti i dispositivi elettronici presenti sul veicolo, il loro stato unitamente al recupero dei codici di sblocco. Il dispositivo in uso all’eventuale persona deceduta dovrà sempre essere sequestrato prestando attenzione a non spegnerlo. Per le persone ferite andrà richiesto il consenso degli interessati mentre i dispositivi di bordo andranno sequestrati assieme al veicolo.

Particolare attenzione andrà riposta nel controllo dei dispositivi mobili in dotazione al conducente. Se l’autista presterà il consenso l’apparato andrà consultato in loco con informazione sulla facoltà di fare presenziare un avvocato o persona di fiducia purché prontamente reperibile. Nel verbale si darà atto di tutto quanto, ovvero se sono presenti messaggi o chat aperte e coincidenti con il momento del sinistro.

La direttiva specifica che tutti i dispositivi che non possono essere esaminati immediatamente con il consenso dell’interessato devono essere sequestrati e esaminati successivamente con la complessa procedura prevista per gli accertamenti tecnici irripetibili. Occhio: irripetibili. Si fa una volta e basta.

In generale, per le news sugli smartphone, cautela: circolano tante bufale.

di Ezio Notte @ 01:50


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