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22 dicembre 2017

Sette anni per un semaforo con conto alla rovescia: così si fa sicurezza stradale in Italia

 

Conto alla rovescia al semaforo

Conto alla rovescia al semaforo

Lo ricorda Poliziamunicipale.it: dal 19 dicembre 2017 possono essere installati sulle strade italiane i semafori con il countdown, purché omologati. È infatti stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2017 il decreto del ministero dei Trasporti del 27 aprile 2017 recante “Caratteristiche per omologare e installare dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici”, titolo così rettificato come da comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 giugno 2017.

Ma il problema è un altro. La legge c’è dal 2010, e ci sono voluti 7 anni per avere il via al semaforo con countdown. Ai sensi dell’articolo 60, comma 1, della legge di riforma stradale numero 120 del 29 luglio 2010, il ministro dei Trasporti, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, avrebbe dovuto emanare entro il 12 ottobre 2010 il decreto per definire le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici. Dopo una lunga attesa durata 7 anni, il decreto ministeriale del 27 aprile 2017, applicabile dal 19 dicembre 2017, detta finalmente le condizioni per l’abbinamento delle tabelle contasecondi con le lanterne semaforiche, che è consentito soltanto in occasione dell’installazione di nuovi impianti semaforici o della sostituzione congiunta delle lanterne e del regolatore semaforico.

Ci hanno messo 7 anni per un semaforo. La riforma di tutto il Codice della Strada dorme in qualche cassetto dal 2012. Non è stato riformato niente: siamo con le regole del 1993. Infatti, il caos nato attorno a Uber è dovuto a norme vecchie, quand’ancora Internet, smartphone e App non c’erano.

Triste il capitolo del divieto di guida con smartphone in mano. Una piaga che causa innumerevoli incidenti. Prima è arrivato l’annuncio di un forte giro di vite: ritiro immediato della patente. Poi la stretta è stata ammorbidita: solo raddoppio delle sanzioni vigenti. Alla fine, il nulla. Risultato: domani come oggi, chi guida con smartphone in mano si becca una multina di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente. La sospensione della patente da 1 a 3 mesi scatta solo alla seconda infrazione nel biennio (recidiva). Cioè molto di rado, visto che le città traboccano di telecamere con sanzioni recapitate, ma i guidatori non vengono fermati. Servono più controlli sulle strade, altroché. Ma sì. Chissenefrega: ci sono i semafori con countdown adesso.

di Ezio Notte @ 08:48


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