OmniAuto.it

7 luglio 2009

Sfruttate bene l’eroismo di quell’automobilista

In un post precedente, vi abbiamo parlato di un automobilista eroico che ha sconfitto la burocrazia, vedendosi riconoscere dalla Cassazione il pieno diritto a essere convocati dal Prefetto, se gli si fa richiesta. Però quel gesto temerario del collega guidatore (occorrono tempo e pazienza e avvocati per fare ricorso alla Suprema Corte) non deve restare vano. Al contrario, dovete sfruttarlo sino in fondo. Noi di Automobilista.it vi spieghiamo come.

a) L’obbligo, per il Prefetto, di sentire l’interessato, scatta soltanto ed esclusivamente dovete manifestare chiaramente la volontà di essere ascoltati. Insomma, nella lettera non scrivete periodi contorti del tipo “Sono a disposizione per essere udito se necessario” oppure “Lascio i miei riferimenti affinché io possa essere contattato se l’autorità amministrativa ritenga inadeguata la versione dei fatti descritta”. Invece, andate al cuore della faccenda: “Intendo esercitare il mio diritto a essere ascoltato prima dell’ordinanza, in base alla legge 689 del 1981, all’articolo 204 del Codice della strada e alla sentenza della Cassazione 13622/2009”. Così, zero equivoci sull’obbligo di audizione imposto al Prefetto.

b) Una volta che il Prefetto fissa l’udienza, meglio fare di tutto per parteciparvi. Se proprio non potete presentarvi, inviate una giustificazione motivata. Il Prefetto la valuterà soltanto in base ai documenti che porterete a sostegno dell’impedimento: difficile che un impegno di lavoro venga valutato con una causa valida. Se non vi presentate, il procedimento riprende il suo iter normale e il Prefetto non è più tenuto a sentire l’interessato. Se, invece, il Prefetto considera adeguata la giustificazione dell’assenza, verrà notificato un nuovo invito a presentarsi.

di Ezio Notte @ 16:10


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