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16 settembre 2013

Sicurezza stradale e morti: il politichese stretto di Pietro Ciucci, Anas, e il silenzio dei quotidiani online

Ciucci, Anas

“L’impegno della comunicazione per la sicurezza stradale – ha detto Pietro Ciucci, presidente Anas – si può realizzare e si deve realizzare anche al fine di valorizzare la dignità umana. L’Italia, negli ultimi undici anni, tra il 2001 e il 2012, ha conseguito l’obiettivo di ridurre gli incidenti mortali del 48,6 per cento, avvicinandosi all’obiettivo del dimezzamento degli incidenti indicato dall’Ue. Ciononostante, non possiamo accontentarci. Abbiamo il dovere di perseguire verso l’azzeramento della mortalità per incidenti stradali. Sembra un’utopia, ma è il nostro vero obiettivo. Per tendere a questo obiettivo bisogna puntare a strade ancora più efficienti. Ecco quindi l’importanza del programma di manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie della rete stradale nazionale dell’Anas previsto dal ‘Decreto del Fare’, del valore di circa 300 milioni di euro, che tra agosto e settembre si è già trasformato in 100 bandi di gara”.

Facciamo un po’ di chiarezza. Pare strano che io, Ezio Notte, blogger contadino di un blog di campagna, debba mettere ordine su una materia che dovrebbe essere di competenza dei paludosi e costosi quotidiani online, ma tant’è.

1) L’Italia ha fatto flop in materia di sicurezza stradale. Doveva dimezzare i morti in 10 anni. E nel 2012, con 2 anni di ritardo, non ce l’ha fatta.

2) L’Italia insiste con Tutor e Vergilius. Ovunque. Oggetti costosi, che hanno già fallito.

3) Parliamo di guardrail sulle autostrade: argomento fondamentale. Come siamo messi su tutta la rete autostradale italiana?

4) Negli ultimi 10 anni, sulle strade italiane, sono morte oltre 55.000 persone. È come se fosse sparita dalla cartina geografica una città delle dimensioni di Pordenone o Avellino. Eppure c’è la crisi, e gl’italiani usano meno l’auto. Che diamine, è pazzesco che i morti siano così tanti.

di Ezio Notte @ 00:00


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