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11 agosto 2013

Sicurezza stradale: soldi dal Governo Letta. Il problema dei controllori

Un ente locale: sta amministrando i soldi

Il decreto “del fare” è legge. C’è una cosa positiva per la sicurezza stradale. È la riprogrammazione degli interventi del Piano nazionale della sicurezza stradale. Infatti, con ricognizione, da effettuare con i soggetti beneficiari, il ministero dei Trasporti verifica lo stato di attuazione degli interventi del 1° e 2° Programma annuale di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale cofinanziati con legge 23 dicembre 1999, n. 488. Ove dalla predetta ricognizione risultino interventi non ancora avviati, i corrispondenti finanziamenti e i relativi impegni di spesa sono revocati con uno o più decreti, di natura non regolamentare, del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro dell’Economia. Non hai usato bene i soldi? In futuro, non ne avrai più.

Le risorse derivanti dalle revoche dei finanziamenti sono iscritte nello stato di previsione del ministero dei Trasporti e sono destinate alla realizzazione in cofinanziamento di un programma di interventi di sicurezza stradale, concernenti prevalentemente lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali, nonché al finanziamento della realizzazione e della messa in sicurezza dei tratti stradali mancanti per dare continuità all’asse viario Terni-Rieti, alla prosecuzione del monitoraggio dei Programmi di attuazione del Piano della Sicurezza e all’implementazione ed al miglioramento del sistema di raccolta dati di incidentalità stradale in coerenza con quanto previsto dall’articolo 56 della legge 29 luglio 2010, n. 120.

Le somme relative ai finanziamenti revocati iscritte in conto residui sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica nel triennio 2013-2015.

Il programma da cofinanziare è definito sulla base delle proposte formulate dalle Regioni a seguito di specifica procedura fondata su criteri di selezione che tengono prioritariamente conto dell’importanza degli interventi in termini di effetti sul miglioramento della sicurezza stradale e della loro immediata cantierabilità. Il ministro dell’Economia è autorizzato ad apportare le variazioni di bilancio conseguenti all’attuazione del presente articolo.

Questo dice la legge. È sbagliata? No, è ok. Il guaio sta neo controllo. Mi spiego. Anche i Comuni devono impiegare metà dei proventi delle multe in sicurezza stradale. Ma non lo fanno. Eppure la legge c’è, ed è chiara. E perché non lo fanno? Semplice: nessuno li controlla. Non solo: se qualcuno pure li controllasse, non avrebbe poteri per multarli. Ecco il disastro della sicurezza stradale. Non la mancanza di regole. Ma l’assenza di controlli e di multe per gli enti che s’intascano i nostri quattrini.

di Ezio Notte @ 13:23


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