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26 dicembre 2017

Smog, blocchi del traffico a Milano: poi non lamentiamoci se l’Unione Europea ci rifila una multa da un miliardo di euro

Milano, smog killer dei polmoni: occhio

Milano, smog killer dei polmoni: attenzione

A Milano si soffoca di smog, con le polveri sottili che devastano i polmoni. Le malattie per l’aria lercia milanese sfuggono alle statistiche: tosse, mal di gola, bruciore agli occhi, allergie, affezioni di vario genere all’apparato respiratorio non vengono conteggiati. I morti si contano facilmente, un bambino che ha la tosse marcia no. Ovviamente, il disastro di Milano è dovuto anche alla posizione geografica: la metropoli è circondata dalle montagne. Il Duomo pare catapultato a Santiago del Cile, che si trova in una pianura attorniata dalla Cordigliera delle Ande: d’inverno l’asfissia da smog è la regola. Ma si può parlare di emergenza smog a Milano? Assolutamente no, visto che Palazzo Marino tenta di arginare il fenomeno da almeno dieci anni. E qui sta il problema: il più grande nemico che i politici milanesi hanno messo nel mirino è l’auto, specie quelle a gasolio.

Sentiamo il provvedimento del Comune di Milano: dopo il superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo delle polveri sottili PM10 registrato dalle centraline, scattano le misure previste dall’accordo di programma del bacino padano adottato il 9 giugno scorso dalla Regione Lombardia con Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e il Ministero dell’ambiente. Tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione ai veicoli per il trasporto persone alimentati a gasolio fino alla classe Euro 4 compresa. Vietati anche, dalle 8.30 alle 12.30, i veicoli per il trasporto merci alimentati a gasolio fino alla classe 3 compresa.

Quindi, lotta feroce e spietata al diesel. Coi blocchi del traffico. E i Vigili che multano chi sgarra: 163 euro. Se hai un’emergenza sono cavoli tuoi. Ti multano, poi farai ricorso per stato di necessità, purché tu riesca a provarlo con documentazione adeguata. Due rapidi conticini: con 300 multe in un giorno, arrivi a 50.000 euro di sanzioni in 24 ore. Un simpatico gruzzoletto.

A margine. Il Comune aggiunge: “Non è possibile utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa con prestazioni al di sotto della classe 3 stelle; non è consentito utilizzare sistemi di riscaldamento a legna, accendere falò, barbecue, fuochi d’artificio ed è obbligatorio ridurre di un grado centigrado la temperatura all’interno delle abitazioni”. Sì. Ci farebbe piacere sapere come fa il Comune a controllare che questi provvedimenti vengano adottati. Oltretutto, le misure riguardano il bacino padano: è un accordo, una stretta di mano; nessun obbligo, zero sanzioni ai Comuni che non aderiscono. Pertanto, può succedere (oh sì, succede) che la cinta di Comuni attorno a Torino blocchi il traffico, mentre Torino non lo blocca.

Fin quando i diesel verranno bloccati? Le misure resteranno attive fino a quando l’Arpa (Azienda regionale per la protezione ambientale) non certificherà l’abbassamento dei valori del PM10 per due giorni consecutivi sotto i 50 microgrammi.

Come sono lontani i tempi in cui si diceva che l’Area C era la soluzione anti-smog. Ricordo che venivano snocciolati i dati sull’inquinamento, le polveri sottili, a tutela della salute dei cittadini. Ora, dopo anni di Area C fallimentare, c’è il blocco dei diesel. Un domani, il blocco di tutte le auto. Di tutti i veicoli. E poi: tutta la città ferma. Infine: tutti a casa, nessuno si muova, chi esce e respira rischia di morire di smog. Perché, vediamo di capirci, se la politica non adotta provvedimenti a lungo termine, organici, qui le cose andranno a peggiorare: parliamo di riscaldamento dei palazzi moderni, di teleriscaldamento, di mezzi pubblici efficienti, di controlli alle caldaie vetuste. Un dramma che riguarda non solo Milano, ma tutti i politici a livello locale in tutte le città in cui non si respira. Attendiamo un altro premio internazionale, con applausi.

La verità è che una politica ambientale così a corto raggio, senza capo né coda, all’Unione Europea non piace per nulla: ci arriverà una bella multa di un miliardo di euro per le politiche anti-smog sia a livello locale (Comuni e Regioni) sia a livello centrale (il Governo di Roma). Domanda successiva: chi la paga?

di Ezio Notte @ 22:16


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