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22 febbraio 2013

Spettacolo multe auto a Lucca: il Comune sbaglia, incassa, fa, disfa. Nel silenzio dei quotidiani

Telecamere: bei soldi facili per i Comuni

Si prega di non disturbare i manovratori. I quotidiani, specie quelli online, sono troppo impegnati a esibire donne nude in homepage per trattare argomenti così scabrosi come la questione Lucca. Sicché me ne occuperò io, blogger di campagna.

Sintetizzo, e ci capiremo al volo.

Lucca. Il Comune ha messo i divieti Ztl. Gli automobilisti non lo sapevano. I residenti dovevano fare un percorso strano andata-ritorno, ambiguo. Alla scadenza, qualcuno non rinnovava il permesso. Qualche giudice annullava le multe. Ora, dopo questo inferno allucinante, il Comune sostanzialmente ammette le proprie responsabilità. Ma non vale ex ante. Chi ha pagato è fottuto, nessuno gli ridarà indietro i soldi: c’è gente che ha sparato fuori migliaia di euro come nulla.

Ora, sentite il Comune di Lucca:

Registro delle deliberazioni GC – n. 217 del 13/11/2012 1. Prot. segr. n. 614/2012. Regolamentazione per l’accesso e la sosta nella ZTL – Nuove disposizioni in ordine al rilascio e al rinnovo dei permessi annuali – Modifiche e integrazioni alla deliberazione G.C. n. 17/2012.

per tali motivazioni si ritiene che il provvedimento di cui si tratta debba essere immediatamente modificato ed integrato, dando rilievo ad un interesse pubblico oggettivo, concreto, attuale e prevalente, con l’introduzione di una disciplina di positiva tutela dei cittadini.

La Giunta Comunale Presa visione della proposta di deliberazione presentata dal Settore 5, “Opere e lavori pubblici”, così come redatta dal responsabile del procedimento e conservata in atti al fascicolo; premesso che: le vigenti “Disposizioni per l’accesso, il transito e la sosta dei veicoli all’interno del Centro storico della città di Lucca” (deliberazione G.C. n. 17 del 7.2.2012) prevedono che l’accesso ed il transito siano subordinati al rilascio di permessi che, in alcuni casi, hanno una durata annuale a far data dal giorno del rilascio; dal mese di febbraio 2011, senza che sia sostanzialmente mutata la regolamentazione, che prevede appunto il rilascio di appositi permessi in relazione al possesso di particolari requisiti, l’accesso alla ZTL cittadina risulta presidiato da una rete di varchi elettronici; nei casi che qui interessano, le condizioni per il rilascio del permesso permangono alla scadenza, in capo ai titolari, sostanzialmente senza soluzione di continuità (ad es. residenza, affitto di garage, ecc.); nel periodo antecedente all’introduzione del sistema di controllo dei varchi elettronici, il cittadino che, alla scadenza del permesso, si fosse dimenticato della durata limitata del titolo rispetto alla immutata condizione che dà diritto al suo rilascio, qualora sottoposto a controllo da parte dei Vigili urbani, di regola, avrebbe provveduto da subito alla richiesta di rilascio del permesso cui continuava comunque ad avere diritto, per non incorrere in un’inescusabile reiterazione del proprio comportamento; il sistema dei varchi, alla prima scadenza di quei permessi, ha invece prodotto una imprevista ed estesa problematica che ha coinvolto moltissimi cittadini, pure in possesso dei requisiti per accedere all’interno della ZTL; questi ultimi, non avendo la possibilità di rendersi immediatamente conto dell’infrazione, hanno continuato – anche nel corso di una stessa giornata – ad entrare in ZTL, fino a quando non hanno ricevuto il primo verbale e, quindi, almeno 30 giorni dopo la prima infrazione; a quel punto, anche se il permesso fosse stato immediatamente riattivato (e, si ripete, più che di una concessione deve parlarsi di una mera verifica – in sede ricognitoria – del permanere delle condizioni che al rilascio del permesso danno diritto) il “trasgressore” era ormai destinatario di decine di accertamenti per sanzioni complessivamente ammontanti, in taluni casi, a parecchie migliaia di euro, da sborsare per infrazioni commesse – oggettivamente – in modo inconsapevole, avendo evidentemente ritenuto che il permesso, correlato a requisiti di cui continuava ad essere in possesso, conservasse per questo la sua validità; la sensazione di vera e propria ingiustizia è stata per di più aumentata in seguito alle contrastanti pronunce dei locali Giudici di pace (cui alcuni si sono rivolti) che hanno addirittura emesso sentenze di contenuto opposto o assai diversificato (vi sono casi di puntuale conferma della sanzione per ciascuna infrazione, casi di conferma di un numero limitato di infrazioni, casi – infine – di annullamento dei verbali in considerazione della buona fede riconosciuta nel comportamento incolpevole); tale situazione risulta generata da una oggettiva carenza della regolamentazione cui consegue l’applicazione delle sanzioni, ovvero le vigenti “Disposizioni ……”, essendo evidente come l’Amministrazione, al momento in cui ha dato il via libera a nuove modalità per la rilevazione delle infrazioni alle norme sulla ZTL, mediante i cosiddetti varchi elettronici, avrebbe opportunamente potuto adeguare anche la regolamentazione, al fine di consentire al cittadino di avere maggiore contezza dei propri obblighi e delle conseguenze che eventuali comportamenti non corretti, oltretutto solo dal punto di vista strettamente formale, avrebbero provocato; l’elevato numero di errori sulla liceità del fatto contestato, in rapporto al numero dei titolari dei permessi, induce infatti a ritenere che la regolamentazione sia risultata carente rispetto alla opportunità di una registro delle deliberazioni GC – n. 217 del 13/11/2012 3 più completa, programmata ed articolata informazione all’utenza e questo ha fatto si che le conseguenze a carico dei singoli trasgressori siano apparse sproporzionate e/o addirittura vessatorie rispetto alla presunta lesione del bene della vita tutelato dalla norma asseritamente violata; è in questo senso che il provvedimento di cui alla delibera n. 17 del 7.2.2012 appare inadeguato nella parte in cui non ha previsto l’attuazione di alcuna idonea misura atta ad attenuare gli inevitabili effetti collegati all’introduzione del nuovo sistema di rilevazione dei varchi elettronici, rispetto all’obiettivo di una completa informazione all’utenza;

Capito? Prima fanno le cazzate (involontarie, ma pur sempre puttanate), poi tornano sui propri passi, non ridanno indietro i soldi. I Comuni: i re d’Italia. Così come ha fatto il Comune di Milano con l’Area C: non era un provvedimento perfettamente aderente al Codice della strada, ma non ha restituito un eurino di ticket e di multe. Ha rifatto il provvedimento, e ora lo sta ancora rimodulando. I Comuni sono come quei calciatori che possono tirare 155 rigori: che importa se li sbagliano tutti, tanto non pagano. E prima o poi un tiro va dentro. Facile così, vero?

di Ezio Notte @ 00:00


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