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15 novembre 2009

Statistiche di Stato e lotte di Governo: così l’alcol ci ubriaca tutti

Alcol: statistiche ubriacanti

Alcol: statistiche ubriacanti

In questi mesi, il Governo sta combattendo la guida in stato d’ebbrezza: multe più salate, in certi casi è previsto anche il fermo amministrativo del veicolo, se non la confisca (la perdita definitiva del mezzo). Addirittura, l’Esecutivo sta pensando di introdurre la tolleranza zero per i neopatentati: chi ha la licenza di guida da meno di tre anni, non può bere neppure un goccettino d’alcol prima di mettersi al volante. Per loro, in futuro, potrebbe non valere il limite di mezzo grammo di alcol ogni litro di sangue.

È una lotta all’alcol che si basa sulle statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità: un incidente su tre è dovuto alla guida in stato d’ebbrezza. Probabilmente, la gravità del fenomeno viene anche evidenziata dalla drammaticità dei controlli delle Forze dell’ordine: se si piazzano fuori dalle discoteche, è una strage, fatta di patenti ritirate a ubriachi e mezzi impasticcati.

Ci sono anche diversi tentativi di sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto i ragazzi, sull’importanza di guidare sobri.

Dopodiché, arriva l’Istat (Istituto nazionale di statistica) a non farci capire più niente: per quanto riguarda il 2008, solo il 3,12% degli incidenti è dovuto ad alcol o droga.

Non possiamo mettere in dubbio le statistiche dell’Istat. Anche se, ai tempi del passaggio dalla lira all’euro, quando i prezzi sono raddoppiati di colpo, quelle striminzite percentuali di crescita dell’inflazione rilevate dall’Istat ci lasciavano quantomeno perplessi. Tuttavia, è innegabile che i numeri Istat su alcol e droga correlati alla sicurezza stradale facciano effetto. Al contrario, i giovani bevitori, che hanno le antenne lunghissime, captano quelle statistiche e le trasformano in messaggi per loro positivi: visto che bere non è poi così pericoloso?

Forse servirebbe l’intervento dello stesso Governo che intende dare un’ulteriore stretta al Codice della strada; a chi dobbiamo credere: alla Polstrada e all’Organizzazione mondiale della sanità oppure all’Istat?

foto flickr.com/photos/alykat

di Ezio Notte @ 23:09


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