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15 ottobre 2011

Stefano Mannacio: “Il paradosso dell’indennizzo diretto: il guidatore virtuoso è cornuto e mazziato”

L'assicurato italiano virtuoso

In Italia, si assiste a uno strano fenomeno: il guidatore virtuoso, che causa zero incidenti, cacciato dalla propria Assicurazione. Dopodiché, la stessa Compagnia gli “offre” un preventivo astronomico: si arriva a 9.000 euro al Sud, come ha denunciato l’Isvap (il vigilante sulle Assicurazioni). Per capirci qualcosa, facciamo due chiacchiere con Stefano Mannacio, portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali.

Stefano, risulta anche a te che i guidatori in prima classe di merito subiscano disdette dei contratti?
“Sì. Le Compagnie cacciano i clienti in prima classe e poi ripropongono loro un contratto a nove zeri. Sembrerebbe un paradosso ma così non è”.

Chi è l’assicurato virtuoso che viene cacciato dalle Assicurazioni?
“È un cornuto e mazziato, anzitutto. Perché pur essendo virtuoso, viene prima disdettato e poi gli viene offerto un contratto Rca con una tariffa mostruosa. Ma è inesatto dire che il virtuoso cacciato fa pochi incidenti”.

Spiegati.
“L’assicurato cacciato causa zero incidenti, non è mai responsabile del sinistro. È un prudente da premiare. Però subisce danni, viene coinvolto senza colpa in incidenti. Viene tamponato, speronato. E magari ha anche lesioni fisiche. E allora diventa un peso per la propria Assicurazione”.

Perché?
“Semplice. La Compagnia deve pagare i danni al proprio assicurato. Se questi ha pure lesioni fisiche, i soldini diventano pesanti. Meglio disfarsene. E non è tutto: c’è un altro paradosso”.

Ossia?
“Per la Compagnia è meglio un tizio in terza classe di merito che causa qualche incidente con la propria Fiat Panda usata da tre lire, piuttosto che un assicurato virtuoso in prima classe e che non provoca mai incidenti, però con una macchina da 30.000 euro. Motivo: in caso di incidente, quello con l’auto da 30.000 euro diventa più costoso da rimborsare. Meglio tenersi il tizio col Pandino vecchio, anche se meno prudente alla guida”.

Ma a cosa è dovuta questa situazione assurda?
“Il responsabile si chiama indennizzo diretto che ha sparigliato le carte. Prevede che la Compagnia rimborsi direttamente il proprio cliente. Così si crea una distorsione assurda. Tanto più sentita al Sud Italia, e magari fra certe fasce della popolazione considerata più a rischio incidenti: vedi extracomunitari nordafricani, dell’Est Europa, cinesi”.

Esiste una soluzione?
“Ci si chiede sempre di più se non sia il caso di rottamare immediatamente la procedura che ha consentito alle imprese di distruggere le migliori competenze e professionalità nella corretta gestione del sinistro a favore di una cartolarizzazione massificata degli incidenti senza considerare chi, cosa e perché si paga”.

Insomma, che sia la Compagnia del responsabile del sinistro a pagare i danni…
“Certo. Chi rompe paga. Si ritorni, per carità di patria, a questo elementare principio”.

foto flickr.com/photos/zyada

di Ezio Notte @ 07:48


11 commenti

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QUI 11 Commenti

  1. Ma quando l’Agenzia Antifrode per gli assicurati ed i danneggiati?

    Commento by G.G.S. — 15 ottobre 2011 @ 08:58

  2. Condivido appieno il modo radicale del dottor Mannaccio di parlare del paradosso dell’indennizzo diretto, una procedura che “garantisce” ai clienti delle Assicurazioni private la certezza, oltre che del danno ingiusto, dell’ingiusto risarcimento!

    Commento by Daniele Zarrillo — 15 ottobre 2011 @ 09:05

  3. La procedura del Risarcimento Diretto deve essere rottamata.
    Ha portato solo disuguaglianze e confusione, oltre ad avere agevolato comportamenti fraudolenti.
    Anche nella recente audizione al Senato, il Presidente dell’ANTITRUST dr. Antonio Catricalà, ha suggerito illustrato il sostanziale fallimento della procedura stessa.
    Torniamo all’antico e saggio codice civile : chi rompe paga, e i cocci sono suoi !

    Commento by POLATO GIOVANNI — 15 ottobre 2011 @ 09:28

  4. concordo su tutta la linea. siamo sull’orlo del precipizio…

    Commento by Ezio Notte — 15 ottobre 2011 @ 11:59

  5. LETTERA DI UN ASSICURATO MERIDIONALE:
    Care Compagnie ( e care è una definizione che credo vi calzi a pennello ),
    sono un vostro assicurato da circa vent’anni, che desidera porvi alcune domande che mi sorgono spontanee in virtù di ciò che mi sta accadendo.
    Abito in una grande città del sud, sono fiero di vivere al sud e, malgrado le difficoltà che ciò comporti, voglio continuare a viverci.
    In tanti anni ho avuto la fortuna ( anche una certa dose di bravura ) di non aver provocato mai degli incidenti: posso tranquillamente esser definito come “automobilista modello”.
    In tutti questi anni la mia polizza dell’auto, malgrado io scendessi di classe, non è mai diminuita d’importo. Malgrado andassi in Bonus ho dovuto sorbirmi il Malus dell’aumento tariffario ( e con il Malus ho dovuto anche prendermi discrete dosi di MaaloX ).
    Mi è stato spiegato che ciò accade perché nella mia città avvengono molti incidenti che spesso sono delle frodi nei confronti delle compagnie.
    Ma io, lo ripeto, non ho nulla a che vedere con chi causa gli incidenti, e, men che mai, con chi truffa le assicurazioni.
    Sembra quasi che il fatto che io viva in una città “assicurativamente difficile”, debba essere una colpa che devo espiare pagando la polizza più alta d’Italia.
    Ma se io abito in un postaccio, questo lo sostenete voi, e, di contro, non ho mai provocato incidenti, non dovrei esser premiato più di chi abita in realtà più tranquille?Dovrei esser trattato quasi da “eroe”!
    Dovrei esser coccolato da tutte le compagnie: sono un automobilista modello in una città pericolosa!
    Perché non vengo premiato? Perché devo pagare, in prima classe, il triplo di un cittadino residente in una pacifica cittadina settentrionale? Quell’uomo settentrionale vive in un paradiso in terra , per lui è facile non fare incidenti: io sono all’inferno, è devo mettere a dura prova le mie doti automobilistiche… dovrei pagare la metà di quel fortunato!
    Con il vostro atteggiamento state provocando un fenomeno pericolosissimo tra i miei concittadini: per il costo così elevato delle polizze, molte persone non si assicurano affatto!
    Ricapitolando: sono un cittadino che non provoca sinistri in una realtà in cui ce ne sono tanti, ma mi penalizzate facendomi pagare il triplo rispetto ad un cittadino di altre città; sono anche un cittadino che rischia di esser vittima di un incidente con un auto non assicurata; sono un cittadino sfortunato se non fa incidenti, ed ancora più sfortunato se ne subisce qualcuno.
    Domanda: ma un po’ di vergogna la provate per ciò che mi state facendo?
    Cordialmente un vostro ‘assicurato modello’.
    Post n°53 pubblicato il 27 Aprile 2011 da nodisdetta

    Commento by Piero Manzanares — 15 ottobre 2011 @ 16:29

  6. E’ SACROSANTO ABOLIRE SUBITO, QUESTA INUTILE
    QUANTO DANNOSA PROCEDURA,LO DICEVAMO PRIMA CHE
    I NOSTRI GRANDI FURBI ,LA METTESSERO IN ATTO,MA
    ORA I FURBI LA TOGLIEREBBERO ?VEDENDO SPARIRE DALLE PROPRIE
    TASCHE TANTI UTILI? CI CREDO POCO, FORSE LA MODIFICHERANNO
    MA!!!!!!! E PENSARE CHE SAPEVANO SOLO DIRE,LE POLIZZE AUMENTANO PER GLI INCIDENTI FALSI E PATROCINATORI.
    VERAMENTE URBI UMBERTO

    Commento by umberto rizzo — 16 ottobre 2011 @ 12:29

  7. L’ISVAP comunica che nell’anno in corso la compagnie di assicurazioni saranno multate per circa 60.000.000 €, soprattutto per abusi commessi nelle disdette RCA; mi chiedo, alla fine le compagnie come recupereranno gli impporti per le multe? mi auguro che non graveranno sulle stesse polizze. Poi finiamola con la storia delle Truffe, cominciavo a vedere i conti delle compagnie e controllare quelle che sono le riserve (sommei fittiziamente accontanoti, sulle quali le compagnie non corrispondono tase) – mi sa che questa è la vera truffaì, nascosta dietro ad operzione di alta finanza

    Commento by luigi — 17 ottobre 2011 @ 10:30

  8. Mi sembra che l’assurdità dell’ indennizzo (o meglio risarcimento … è da sottolineare come la competenza di chi lo ha partorito si sia palesata già dal non avergli saputo dare nemmeno una denominazione corretta) diretto sia oramai dimostrata dai dati e dall’ analisi “super partes” (una volta tanto) dell’antitrust.
    Cosa dobbiamo aspettare ancora per vederlo rottamare ?

    Commento by Daniele — 17 ottobre 2011 @ 11:51

  9. esiste anche un altro problema: ANIA. non c’è il cartello ma c’è l’associazione.
    tutte le compagnie assicuratrici si conoscono e possono programmare, molte sono socie in affari, le une comprano azioni delle altre, altre sono figlie delle une. dalla parte dei cittadini ci dovrebbe essere lo Stato. e che fa lo Stato?

    Commento by Claudio Bosco — 17 ottobre 2011 @ 17:17

  10. L’UNICREDIT con strategie ed algoritmi di alta finanza ha fregato lo stato ITALIANO è forse ne pagherà qualche conseguenza, le compagnie invece con semplici stratagemmi e l’appoggio della politica ha fregato e continua a fregare tutti i cittadini, impunemente!!

    Corrono da tempo continue voci riguardo alle riserve ed altri trucchetti che consente alle assicurazioni di evadere una valanga di tasse. Ora che ad essere fregato è anche lo STATO ITALIANO, interverrà mai qualcuno!!

    Commento by Giancarlo — 19 ottobre 2011 @ 14:58

  11. Sarebbe il caso di notare che vengono disdettati in maniera particolare gl’assicurati che hanno la classe di merito inferiori alla 1 (1s1-2-3-4… o 1A-B-C-D….), assegnata a chi in 1 classe non ha avuto sinistri. Detti assicurati, subendo una disdetta, per mantenere la stessa classe di merito inferiore alla 1, devono riconfermare il contratto con la stessa compagnia assicurativa perchè, cambiando società, continua a mantenere esclusivamente la 1 classe, perdendo il bonus raggiunto con la precedente assicurazione.

    Commento by salvo — 28 ottobre 2011 @ 23:36

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