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11 giugno 2011

Strade a gestione Anas: Lega-Pd, scontro feroce sui pedaggi. Sulla pelle dell’automobilista

Pedaggi, battaglia politica

È tutto fermo. C’è un elenco di tratte da sottoporre a pedaggio, identificate da un Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri nel giugno 2010: Grande raccordo anulare di Roma, Roma-Fiumicino, Salerno-Reggio Calabria, diramazione di Catania della A18, tangenziale ovest di Catania, A19 Palermo-Catania, raccordo Salerno-Avellino, Siena-Firenze, Bettolle-Perugia, Ferrara-Porto Garibaldi, raccordo di Benevento, Torino-Caselle, raccordo Ascoli-Porto d’Ascoli, Asse attrezzato Chieti-Pescara, raccordo A4-Trieste-Fernetti, raccordo Sicignano-Potenza. Ma una sentenza del Tar ha sospeso gli effetti del Decreto. Un paio di giorni fa, tuttavia, è stato il presidente Anas, Ciucci, a confermarsi favorevole ai pedaggi sulle strade Anas.

Sapendo che il Governo è favorevole ai pedaggi, ecco la nota durissima del Pd. L’elenco di strade da pedaggiare è “assolutamente ingiustificato e privo di ogni fondamento”. Il Pd vuole il pedaggio solo sulle tratte “con requisiti strutturali” come quelli delle autostrade. No al pedaggio su strade “per le quali non esiste adeguata e funzionale rete stradale alternativa”, né su quelle su cui non sono stati completati “i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza”, né sulle strade extraurbane. Quindi, no al pedaggio sul Gra. E comunque, no al pedaggio per i residenti.

Risposta di Castelli: sì ai pedaggi. La legge c’è già.

Controreplica Pd, per bocca del capogruppo in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta: “Sorprende che un Governo non sazio dei tagli al trasporto pubblico locale, ridotto alla canna del gas, perseveri nell’accanimento terapeutico verso la mobilità del Paese e i pendolari e che subiranno i nuovi pedaggi, su 1.300 chilometri di autostrade e raccordi Anas”.

È una guerra combattuta sulla pelle dell’automobilista. Ci sono chiari interessi politici dietro. La Lega vuole farsi bella al Nord imponendo pedaggi al Centro e al Sud. Il Pd vuole tutelare i voti al Centro e al Sud, senza intaccare quelli del Nord.

di Ezio Notte @ 15:37


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