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21 settembre 2010

Strisce blu, perché non hai scampo

Qui ci succhiano i soldi

Si susseguono le iniziative dei comitati di cittadini contro l’abuso delle strisce blu da parte dei Comuni. Purtroppo, è tutto inutile. Le amministrazioni locali affondano il coltello nel ventre morbido del Codice della strada, interpretabile facilmente a proprio favore. Siete destinati a pagare per sostare, sempre di più.

Articolo 7, comma 8, del Codice della strada: i Comuni sono assolutamente liberi di creare strisce blu se nelle immediate vicinanze ci sono strisce bianche, i parcheggi gratuiti. E pure se non ci sono strisce bianche, i Comuni se ne strafottono: il Codice dà una via d’uscita. Possono creare strisce blu se quella zona è di rilevanza urbanistica. Traducibile in agglomerati urbani di valore storico.

E qui sta il bello. Come fa il Comune a stabilire che quella zona è di rilevanza urbanistica? Oplà, tira fuori da un cassetto un accurato (e strapagato…) studio commissionato esternamente. Guardacaso, la zona è di rilevanza urbanistica. Quindi, strisce blu a tutto spiano.

Sì, strisce blu anche in periferia: hai voglia lì quante zone di rilevanza urbanistica trovi. Uno studio di qua, una ricerchina di là, e il gioco è fatto.

Per quanto riguarda il comma 6 (“le aree destinate a parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo  che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”) lo aggiri ancora più facilmente: ci piazzi un cordolino giallo per terra e vedi che le strisce blu non ostacolano più nulla.

Non c’è arma per difendersi. Finché non arriverà un politico coi controfiocchi disposto a cambiare quell’articolo del Codice della strada. Un po’ difficile, non trovate?

di Ezio Notte @ 21:26


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. […] La camorra degli autovelox, tutto sommato, ha vinto. Col cavolo che gli automobilisti multati rivedranno mai una liretta schifosa. La prova che il cittadino non ha scampo. […]

    Pingback by La camorra degli autovelox, disgusto nazionale | Automobilista.it — 21 settembre 2010 @ 21:44

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