OmniAuto.it

31 ottobre 2017

Taratura autovelox in autodromo: il dietrofront del ministero dei Trasporti

 

Autovelox: no taratura? Multe nulle

Autovelox: no taratura? Multe nulle

Bizzarra vicenda quella della taratura degli autovelox. Il ministero dei Trasporti, con il parere 6169 dell’11 ottobre 2017, era perentorio: gli strumenti mobili per il controllo della velocità dei veicoli devono essere verificati ogni anno in un autodromo con mezzi che sfrecciano fino alla velocità di 230 km/h. Altrimenti non può essere rilasciato il certificato periodico di corretta taratura. Come spiega Poliziamunicipale.it, la questione della taratura periodica degli strumenti autovelox è stata chiarita definitivamente dalla Corte costituzionale con la sentenza 113 del 18 giugno 2015. Non è ragionevole pensare che uno strumento elettronico per il controllo della velocità possa essere utilizzato a distanza di anni senza alcun controllo tecnico di conformità, specifica la sentenza. A prescindere dall’uso in modalità automatica o con la presenza della pattuglia.

Qualsiasi strumento di misura, prosegue il collegio, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati per naturale invecchiamento e usura dei componenti elettronici e meccanici. In buona sostanza il controllo di conformità degli strumenti autovelox deve essere costante durante tutto l’arco temporale di impiego dei misuratori. L’omologazione e la taratura periodica dei misuratori di velocità sono pertanto fondamentali per la certezza degli accertamenti e dei rapporti giuridici conseguenti. A parte l’obbligo di verifica annuale di qualsiasi strumento di misura della velocità il provvedimento introduce una serie di controlli analitici da applicare a tutti i dispositivi mobili, eccetto quelli da utilizzare a bordo dei veicoli. Il campo di velocità per eseguire le verifiche di taratura, specifica il ministero, è compreso tra i 30 e i 230 km/h.

Ma poi lo stesso ministero dei Trasporti, con il parere 6573 del 27 ottobre 2017, fa retromarcia: gli strumenti per il controllo elettronico della velocità dei veicoli utilizzati solo in ambito comunale non richiedono verifiche particolari. Basterà testarli a una velocità massima rispettivamente di 120, 140 o 160 km/h, a seconda del limite presente in zona. Spetterà poi al comando di polizia stradale indicare al laboratorio di taratura dove verrà utilizzato l’autovelox. Se in ambito urbano o extraurbano.

Lo ha evidenziato Poliziamunicipale.it: il campo di velocità per eseguire le verifiche di taratura è compreso tra i 30 e i 230 km/h. Dunque solo negli autodromi sarà ora possibile controllare questi controllori elettronici. Con inevitabili aumenti dei costi di verifica. Ma non per tutti gli autovelox sarà necessario ricorrere alle piste di formula uno. Dipenderà dal campo di utilizzo dello strumento. Ovvero dall’ambito territoriale di impiego del misuratore. Per i vigili elettronici normalmente impiegati in centro abitato o su strade con limite di velocità rispettivamente di 50, 70 o 90 km/h sarà sufficiente aumentare il limite massimo di 70 km/h. Siccome infatti il massimo superamento perseguibile dal codice stradale è di oltre 60 km/h, oltre alla tolleranza, un controllo a una velocità superiore risulta inutile.

di Ezio Notte @ 15:44


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento »

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Lascia un commento