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7 novembre 2013

Tariffe Rc auto e incidenti: gli strani conti dell’Ania (Assicurazioni)

Io difendo i vostri soldi

“Per l’undicesimo anno consecutivo è diminuito il numero di morti per incidenti stradali nel nostro Paese, passando da 3.860 del 2011 a 3.653 del 2012. Un segnale positivo che premia l’impegno e le scelte fatte a partire dal 2001. Ma non è ancora soddisfacente, occorre puntare su norme e iniziative più incisive che riducano i rischi della circolazione”.Con queste parole Aldo Minucci, presidente della Fondazione Ania (Assicurazioni) per la sicurezza stradale, commenta i dati Istat relativi al numero di morti, feriti e incidenti stradali in Italia nel 2012.

Tra gli aspetti positivi va considerato che il numero dei morti under 30 è diminuito passando da 972 a 819, diventando cioè il 22,5% del totale delle vittime della strada, rispetto ad oltre il 25% registrato nel 2011. Preoccupa invece il numero degli utenti deboli che perdono la vita sulle strade italiane: un tributo ancora troppo alto. Il totale di 1.757 persone morte, composto da 564 pedoni, 289 ciclisti e 904 motociclisti, infatti, rappresenta quasi la metà del numero complessivo delle vittime della strada.

Minucci evidenzia che il numero dei sinistri che le compagnie assicurative debbono risarcire a causa di incidenti stradali è di gran lunga superiore rispetto a quello segnalato dall’Istat, pari a 186.726. La differenza è dovuta al fatto che l’Ania, nell’elaborare i suoi dati, considera tutti i sinistri che sono denunciati in un anno alle Compagnie di assicurazione, comprensivi di quelli che coinvolgono un solo autoveicolo e quelli in assenza di feriti. Dati, questi, che sono invece esclusi dal rapporto Aci Istat: “Sulla base dei dati rilevati dall’Ania nel 2012 – precisa Minucci -, il numero totale dei sinistri registrati è stato pari a oltre 2,6 milioni, mentre il numero di feriti e di morti è stato pari a circa 730mila, di cui 90mila sono da considerarsi invalidi permanenti gravi. Per il settore assicurativo si è assistito a un calo del 15% del numero complessivo dei sinistri tra il 2011 e il 2012”.

“Tutti questi elementi – conclude Minucci – si sono immediatamente riflessi sia sui prezzi di listino, come risulta dalle tariffe pubblicate dalle imprese per l’offerta delle polizze, che a settembre hanno registrato una riduzione su base annua dell’1,8%, sia sui prezzi effettivi pagati dagli assicurati che, sempre a settembre 2013, su base annua, hanno registrato una riduzione del 4,4%”.

Ma come: gli incidenti calano del 15%. I morti pure di parecchio. Le auto sono ferme nei box perché la benzina costa. C’è crisi. E le Assicurazioni, su base annua, parlano di -1,8% delle tariffe? Ma come sarebbe a dire? È questo il significativo calo delle tariffe che il Governo Monti legava all’eliminazione delle truffe per il colpo di frusta? Le Assicurazioni hanno avuto l’indennizzo diretto (mettendo la volpe a guardia del pollaio, visto che è la Compagnia a fissare il rimborso post incidente), la riduzione dei risarcimenti per microinvalidità (quelle fra 1 e 9 punti percentuali), il rimborso delle lesioni lievi solo dietro accertamento strumentale (come se tutte le ferite, incluse quelle che attengono alla sfera psicologica, potessero essere misurate da una macchina), e in cambio danno il -1,8%? Ma che roba è? L’Antritrust e l’Ivass che ne pensano? E le associazioni dei consumatori?

di Ezio Notte @ 01:27


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. La verità è che le tariffe R.C. non caleranno mai o non caleranno mai in misura equa; è una regola del commercio. Parliamo di s.p.a, società a scopo di lucro, non di associazione di beneficenza. I soci, a fine anno, devono staccare sempre il loro buon dividendo, mica rimetterci!
    Il vero calo delle tariffe si avrà solo se aumentare la flessibilità dell’assicurato, ossia se ogni anno, ogni anno e ripeto per la terza volta OGNI ANNO, prima di stipulare un nuovo contratto, il cittadino si siede avanti ad un computer, confronta i vari preventivi degli assicuratori e sceglie quello più conveniente (tanto le compagnie con sede in Italia, lo dico perché sono un esperto del settore,sono tutte uguali, per legge devono e possono fare le stesse cose). Aumenterà la concorrenza ed avremo gli stessi effetti (positivi) che si sono ottenuti nel campo della telefonia.

    Commento by Roberto Puglisi — 14 novembre 2013 @ 14:53

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