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17 maggio 2010

Tariffe Rc auto: indagine Antitrust. A che serve? Basterebbe eliminare l’indennizzo diretto…

Indennizzo diretto, interviene il Garante

Indennizzo diretto, interviene il Garante

Tariffe Rc auto alle stelle. Adesso interviene l’Antitrust, che fa un’indagine conoscitiva sul settore Rca: “Proprio in merito alla procedura di risarcimento diretto rileva osservare che essa è stata indicata a più riprese dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come soluzione auspicabile in un’ottica di superamento delle criticità che il mercato RCA aveva manifestato negli anni successivi alla liberalizzazione”.

Traduzione: l’Antitrust (come le associazioni dei consumatori) era favorevole all’indennizzo diretto, nato nel febbraio 2007. In caso d’incidente stradale, consente ai danneggiati non responsabili (o parzialmente non responsabili) di essere risarciti direttamente dal proprio assicuratore.

“Tale innovativa modalità risarcitoria, infatti, comporta l’estensione del confronto competitivo dall’ambito tradizionale dei premi e delle garanzie, a quello dei servizi liquidativi, con potenziali effetti incentivanti rispetto alla propensione alla mobilità degli assicurati italiani. Una procedura risarcitoria gestita direttamente dalla compagnia del danneggiato, inoltre, rende possibile l’adozione di inedite politiche di controllo dei costi dei risarcimenti da parte delle imprese e agevola più efficienti azioni di contrasto dei fenomeni di moral hazard che, nella procedura di risarcimento tradizionale, risultano essere agevolati dalla occasionalità e terzietà del rapporto tra assicurazione del responsabile e danneggiato”.

Traduzione: con l’indennizzo diretto, più concorrenza, meno costi e meno truffe (incidenti inventati o gonfiati).

E allora, se le premesse sono queste, a che serve l’indagine conoscitiva sulle tariffe Rca? Ci dispiace, ma è la base di partenza a risultare sbagliata: l’indennizzo diretto è il vero tumore da estirpare. Invece, in questo modo, si gira attorno al problema.

Noi di Automobilista.it temiamo perfino il peggio: che l’indennizzo diretto – facoltativo secondo la Corte costituzionale – venga imposto come obbligatorio dopo l’indagine conoscitiva dell’Antitrust. Amen.

di Ezio Notte @ 22:01


6 commenti

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QUI 6 Commenti

  1. […] L’autorità Garante per la Concorrenza del Mercato indaga sulla RC Auto (VEDI avvio indagine conoscitiva). Si riflette sui “presunti” fallimenti della procedura di risarcimento diretto. Attenzione! Non si creda a priori che questa iniziativa sia l’anticamera di un cambiamento di opinione dell’Autorità che è stata una delle promotrici della normativa. Basta infatti leggere tra le righe il comunicato per comprenderlo. QUI le opinioni dei consumatori che accolgono con favore l’indagine senza però prendersi la minima responsabilità avere promosso l’indennizzo diretto. Non vedo ancora i presidenti di tali associazioni dimettersi per la gravi responsabilità assunte e i disastrosi risultati ottenuti ovvero quello di avere promosso un sistema che fa pagare prezzi più alti agli assicurati e erogare risarcimenti inadeguati alle vittime della strada private in balia delle compagnie di assicurazione. Se c’è qualcuno incollato alla poltrona…. Invito inoltre alla lettura di Tariffe Rc auto: indagine Antitrust. A che serve? Basterebbe eliminare l’indennizzo diretto… […]

    Pingback by Indagine Antistrust su Rc Auto. at Indennizzo diretto - Il grande inganno? — 17 maggio 2010 @ 22:06

  2. L’autorità Garante per la Concorrenza del Mercato indaga sulla RC Auto (VEDI avvio indagine conoscitiva). Si riflette sui “presunti” fallimenti della procedura di risarcimento diretto. Attenzione! Non si creda a priori che questa iniziativa sia l’anticamera di un cambiamento di opinione dell’Autorità che è stata una delle promotrici della normativa. Basta infatti leggere tra le righe il comunicato per comprenderlo. I consumatori che accolgono con favore l’indagine senza però prendersi la minima responsabilità avere promosso l’indennizzo diretto. Non vedo ancora i presidenti di tali associazioni dimettersi per la gravi responsabilità assunte e i disastrosi risultati ottenuti ovvero quello di avere promosso un sistema che fa pagare prezzi più alti agli assicurati e erogare risarcimenti inadeguati alle vittime della strada private in balia delle compagnie di assicurazione. Se c’è qualcuno incollato alla poltrona….

    Commento by stefano mannacio — 17 maggio 2010 @ 22:07

  3. Sarebbe bello sapere se questa indagine vuole realmente valutare i benefici / malefici dell’indennizzo diretto ,e quindi magari escluderla dalle procedure convenzionali , oppure legittimare le compagnie assicurative sugli aumenti delle polizze per colpa della Facoltività dell’indennizzo diretto.
    Personalmente sento puzza di bruciato

    Commento by Davide — 18 maggio 2010 @ 13:56

  4. […] portare ribassi tariffari; ci sta regalando un’angoscia via l’altra. Come testimonia anche l’Antitrust. Ma a nessuno viene in mente che liberarsi dall’indennizzo diretto sarebbe una purificazione […]

    Pingback by L’ennesimo regalo dell’indennizzo diretto: la Rca rincara ancora. Annegheremo negli aumenti | Automobilista.it — 18 maggio 2010 @ 21:59

  5. […] ore fa, l’Antitrust annuncia che indaga sul caro-tariffe Rca. Adesso l’Ania (Assicurazioni) dice la sua. Lo fa in politichese. Noi di […]

    Pingback by Caro-Rc auto: l’Antitrust indaga? Il comunicato Ania (Assicurazioni) tradotto per voi | Automobilista.it — 18 maggio 2010 @ 22:33

  6. 22-5-2010. Caro Aldo_DR, sarei molto contento, e penso che così sia anche per gli, avere ragguagli e dettagli della storia “carrozzone CONSAP”. Non ero a conoscenza di questi incassi della CONSAP. Dove è possibile attingere codeste notizie, dati e norme che regolano ciò che descrivi? A questo punto, ti chiedo, quanto incassa la CONSAP per la gestione privatistica della camera di compensazione fra le privatissime compagnie? Perchemmai un ente dello Stato dovrebbe occuparsi degli affari privati delle assicurazioni private? Se fosse a garanzia ciò, degli assicurati-danneggiati, per evitare i comparaggi fra le compagnie assicurative, sarei contento, ma è così? Sembrerebbe che la CONSAP sia una agenzia antifrode per i danneggiati. Come stanno veramente le cose? Rimango sempre del parere, che il risarcimento diretto, dovrebbe semplicemente scattare solo quando, si è alla presenza di modulo CAI a firme congiunte, sia davanti che dietro, abolendo anche l’assurdo, illegale, modulo carbonato in atto utilizzato, senza foglio di carta carbone intermedio, col quale quando si continua a scrivere sul dietro, si pasticcia tutto, e non si capisce più nulla, neanche un foglio, è ben leggibile, solo la prima pagina e l’ultima, sono comprensibili, ma separatamente. Perchè sono sempre in orgasmo le compagnie assicurative, sempre alla ricerca del risarcimento diretto, quando spesso e volentieri, ci perdono in camera di compensazione? Quali veri, oscuri motivi, inducono a “perdere” denaro in camera di compensazione col forfait, specialmente le compagnie che rastrellano la maggior parte degli assicurati italiani, quale potrebbe essere la Fondiaria-SAI? Il risarcimento diretto come nel resto d’Europa, dovrebbe limitarsi solo ai sinistri a firme congiunte. In Italia, questo sistema italiano, è stato inventato, per far litigare in forma esponenziale, gli autisti antagonisti del sinistro, ovvero si preferisce far litigare la BASE (noi), che si scorneranno in eterno, e si scorneranno ancor di più successivamente, ogniuno con i propri agenti assicurativi, quando troveranno entrambi i contendenti le polizze aumentate per lo stesso sinistro. Il risarcimento diretto è diventato la polizza KASCO di tutti, e ciò è avvalorato dal fatto che le compagnie se ne fregano di tutto ciò, e pensano solo a non farsi fregare dalla tempistica, magari inventando “ammoine di borbonica memoria”, inviando lettere assolutamente assurde sotto qualunque profilo giuridico. Tutti vengono pagati, chi prima parte, prima arriva e frega l’altro, inventandosi magari tesi di sinistro difformi dalla realtà, a volte aiutati dal servizio reso da chi per legge, dovrebbe aiutare nell’iter, a volte spostando in avanti o indietro l’unico dato modificabile nel flusso informatico: la data del sinistro. Assurdo tutto ciò! Ogni sinistro accaduto, genera in realtà 6 numeri di sinistro, una montagna di dati, in cui l’assicurato-danneggiato, resta all’oscuro di quasi tutto, tranne del fatto che al rinnovo, si troverà scritto in polizza, anzicchè il reale importo del danno inferto, il valore economico della macroarea a cui appartiene chi è stato risarcito, e giù arbitrati a pioggia, condotti poi da chi, con quali costi e a carico di chi? Nostro? Chi si occupa degli arbitrati? Chi li incarica? Sono autorizzati a norma di legge a leggere e trattare i dati sensibile non? Perchemmai quasi tutte le compagnie, si fanno gestire i sinistri da ditte esterne, con propria partita IVA? E’ legale tutto ciò? O serve solo a giustificare gli esosi, inverosimili costi di gestione, e gira e rigira, i proprietari delle ditte esterne, i funzionari, sono gli stessi del marchio assicurativo(frazionamento della proprietà?)?. Il tutto sempre all’oscuro dell’assicurato. Gli unici che dovrebbe firmare il modulo CAI, restano per me, perchè giuridicamente corretto, solo i conducenti antagonisti, anche nei sinistri multipli, e non gli assicurati che magari erano assenti dalla scena del sinistro. Facendo confondere, incavolare, incaponire, intrappolando l’assicurato con mille normative seriamente farraginose, onerose, simili a gineprai (al contrario dell’onesto DPR 45/1981 e della direttiva ISVAP 293/1997, che secondo me, quest’ultima, è ancora valida nei concetti espressi, a prescindere dalle leggi abrogate, ahimè), fa sì che non esista più un buono ed un cattivo, bensì 2 buoni e 2 cattivi, che la base (noi) andiamo ad alzare un polverone tale scannandoci fra di noi, che le parti superiori della piramide, difficilmente potrà essere attaccata, in quanto è stato creato un sistema per creare finte guerre, incolpandosi la base, gli uni contro tutti e viceversa, ed una volta che parte il primo schiaffo diventa una guerra vera. Tutti vengono pagati, a tutti scatta il malus, a tutti aumentano le polizze, per tutti scattano arbitrati che difficilmente verranno per tempo espletati. Non è più logico che le camere di compensazione, siano strettamente aritmetiche come per le banche: Io Fononlosai ho speso per te Vickktoria 1000 € in sinistri RCA, Tu Vickktoria ha speso per me Fononlosai 2000 € per sinistri RCA, io Fononlosai ti debbo restituire € 1000. Bah! Un mistero …. sembrerebbe …. E la PIRAMIDE col suo OCCHIO scrutatore in cima, con muratori, cazzuole, e squadre, aumenta sempre di più d’altezza, allontanandosi a vista d’occhio (è proprio il caso di dire…), dalla base e per giunta anche l’ISVAP, organo ministeriale di controllo sulle assicurazioni private, che si dovrebbe limitare solo a controllare e sanzionare, ed ove necessario, chiudere e mettere i sigilli, soffia dentro, affinchè venga ripristinato per decreto, caso unico in europa, il risarcimento diretto all’italiana, nonostante le sentenze dei GIUDICI DELLE LEGGI (Corte Costituzionale). Attendo tue nuove e mi scuserai per esser stato prolisso. Grazie.

    Commento by Il Nibbio — 24 maggio 2010 @ 19:59

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