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21 maggio 2012

Terremoto in Emilia: sì alla tassa sulla benzina. Però anche i politicanti potrebbero togliersi mezza liretta dai loro faraonici stipendi

Italia a picco

Può sembrare cinico parlarne, in realtà è il momento giusto per tirare fuori il problema. Il sisma che ha interessato l’Emilia-Romagna (e la Lombardia) sarà al centro del prossimo Consiglio dei ministri: verrà dichiarato lo stato di emergenza per le persone colpite. Potrebbe essere utilizzato il Fondo nazionale: in base al riordino della Protezione civile, il Fondo va reintegrato in pari misura. Come? Con  le riduzioni di spesa, e  con l’aumento delle entrate dovute al rincaro delle accise sui carburanti.

Le accise potrebbero aumentare fino a 5 centesimi il litro. L’ultima volta fu per le alluvioni in Liguria e Toscana, nello scorso autunno. In quel caso la benzina aumentò di 9 millesimi al litro.

Le persone colpite vanno aiutate. E siccome lo Stato non ha un soldo, è giusto picchiare sulle accise. Ma il guaio sta nei politcanti: ci fosse una volta che mettono pure loro la loro paghetta nel piattino per contribuire a non far morire il Paese. Ci fosse stato uno, dico uno sforzo fottutissimo per ridurre privilegi, benefit, pensioni, stipendi e guarantigie dei politicanti.

Succede che loro dicono all’automobilista (il cittadino più martoriato, non c’è dubbio) di stringere la cinghia; ma i politicanti si guardano bene dal fare il benché minimo sacrificio.

È il povero (automobilista) che aiuta il povero (terremotato), il tutto sotto lo stretto controllo del ricco e grasso politicante.

di Ezio Notte @ 22:51


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