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2 agosto 2017

Tesla Model 3: per favore, non facciamo la figura del Paese retrogrado

Spettacolo

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La Tesla Model 3 non è solo un’auto elettrica, è una rivoluzione. Industriale, culturale, economica. È un nuovo modo di muoversi e di intendere la vettura. Costa parecchio (35.000 dollari). Meno delle altre Tesla, che sono supercar elettriche, ma comunque ci vogliono bei soldini per comprarla. A ogni modo, non è questo il punto: la questione vera è l’Italia. Io temo che il nostro Paese faccia una figuraccia a livello mondiale. Esiste la possibilità che lo Stivale non sia pronto a far circolare le Tesla Model 3.

Al di là del prezzo, tutto ruota attorno alla velocità di carica elettrica. In termini pratici, io ho i soldi per permettermi la Tesla Model 3. La percorrenza (dichiarata o reale) diventa un problema se non so dove attaccare la mia macchina elettrica per un “pieno” di energia rapido. Sì, ci sono i Supercharger (punti di ricarica veloce di Tesla): in mezz’ora, ti ricarichi 210 km. Supercharger che però non sono diffusi come i tabaccai. Non certo per colpa di Tesla, che non può invadere il pianeta d’un botto con i hub di ricarica. In alternativa, in diversi Paesi del mondo, ci si affida a un punto di ricarica domestico da 240V/32A. Così, in un’ora, ti ricarichi 48 km.

Detto così, può anche essere un gioco divertente: hai la tua Tesla Model 3, fai il viaggio dove ci sia un Supercharger, metti in conto mezz’ora di pausa pranzo e ricarichi 210 km. Oppure, da casa, per fare i tuoi giri, 48 km di ricarica in un’ora.

Il guaio è l’Italia. Dove la trovo io nel nostro Paese un punto di ricarica domestico da 240V/32A? Facciamo due conti molto approssimativi. Io compro la Tesla Model 3 e poi a casa necessito di 32 Ampere a 240 volts. Per trovare i kiloWatt, faccio 240 volts diviso 32 Ampere. Uguale 7,5 kiloWatt. Io a casa mia, italiano medio, con utenza domestica media, ho il mio contrattino alla Fantozzi: il contatore è tarato per 3 kiloWatt.

In Italia i tagli sono 1,5; 3; 4,5; 6; 10; 15: ci mettiamo un 10% in più di margine. Per pagare (relativamente) poco, scegli 1,5 oppure 3. Da lì insù, possono essere dolori in termini di costo fisso per il cambio. Do un’indicazione a spanne: passi da 3 a 10 kW versando 500 euro. Occhio però: non devo calcolare solo la ricarica notturna della Model 3; devono anche andare il microonde, la lavatrice o il bollitore del tè. Non è che la ricarica della macchina debba diventare una schiavitù o debba dare ansia: della serie, qui salta tutto.

E anche immaginando che il fornitore non mi stanga, è da vedere se cavi, cabine, trasformatori, contatori reggono. Rendiamoci conto che la fibra ottica per Internet è un miraggio in gran parte della nazione; figuriamoci con le utenze domestiche come siamo messi a livello di elettricità. E se servono nuovi cavi, chi li paga? Oppure ipotizziamo che il fornitore ci dia il taglio che ci serve per la Tesla Model 3, e che i cavi reggano. A un certo punto, la notte, nelle città i proprietari di Model 3 ricaricano le vetture. Io temo che si senta booooom: una sorta di implosione elettrica.

Alla fine, chi ha un’azienda è avvantaggiato: serve una bella utenza industriale, per succhiare l’energia senza sentirsi un vampiro da bacchettare. Al limite, l’azienda potrebbe mettere a disposizione dei dipendenti la ricarica per la loro Model 3, ma credo che qui si sconfini nella fantascienza. Perché il fatto è che la Tesla Model 3 è un toro da dissetare, una belva da sfamare: non si tratta più di vetturine elettriche. È una signora automobile, che necessita di elettricità per circolare in santa pace.

Le prenotazioni per la Tesla Model 3 sono partite. Non si sa quanto costerà in Italia né, esattamente, quando arriverà. Per favore però, Italia, non fare la figura del Paese retrogrado agli occhi del mondo. Tutto può cambiare: i tagli per l’utenza domestica, i cavi, la rete elettrica. Nuove infrastrutture, un nuovo mondo, un nuovo futuro. Per farlo, tuttavia, servono politici. Appunto… Una soluzione potrebbero essere i caricatori bidirezionali: stabilizzano la rete, fornendo o assorbendo energia. Sì, qui in Italia dove ancora ci sono pochissime colonnine tradizionali.

Attenti anche a questa bella prospettiva che vi do. Una volta, c’erano soprattutto auto a benzina. Il gasolio costava molto meno. Poi le auto diesel si sono diffuse parecchio, proprio per i costi inferiori di uso. I politici hanno alzato il prezzo del gasolio. Adesso, immaginate che l’auto elettrica prenda piede e che le Tesla Model 3 diano il via alla rivoluzione: il Paese necessita di soldi. Dove prenderli? Idea: tassare l’elettricità come non mai.

Ricordiamoci che i nostri politici ci dicono di lasciare l’auto a casa e di usare i mezzi pubblici. Che andrebbero potenziati e modernizzati, se solo il loro ragionamento fosse coerente. Alzi la mano chi ha mai visto un mezzo pubblico moderno in Italia.

di Ezio Notte @ 01:55


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