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22 settembre 2013

Truffe Rc auto, scandalo Assicurazioni: privacy violata

In morte della privacy

Ma come si combattono le truffe Rc auto in Italia? Attenzione: l’ennesimo scandalo italiano perpetrato a danno dei cittadini si sta perpetrando da quando è stata ulteriormente implementata la banca dati sinistri dell’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni che ha sostituito l’Isvap, e che ha sopra il cappello della Banca centrale…) con le due banche dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati”. Qui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone “colpevoli”, per esempio, di aver assistito a un sinistro stradale. Per il solo fatto di aver rilasciato una dichiarazione testimoniale a seguito di un incidente stradale, si può venire schedati senza alcuna preventiva comunicazione. Lo ricorda Giovanni D’Agata (Sportello dei diritti), che affonda il colpo: tale gravissima circostanza è passata nel più totale silenzio mascherata da lamentate e non giustificate esigenze antifrode che però vanno a ledere un diritto fondamentale dei cittadini, quello alla propria riservatezza.

Ed è così che oggi le Compagnie assicurative, di fatto, si ritrovano in possesso dei dati personali di centinaia di migliaia di cittadini senza che sino ad oggi nessuno abbia battuto un colpo. Ma lo Sportello dei diritti è pronto a denunciare al Garante per la privacy tale misfatto.

Vale la pena ricordare, infatti, che la costituzione di una banca dati contenente dati personali di soggetti necessita di una serie di cautele e adempimenti organizzativi finalizzati alla trasparenza, in primis, e alla rigida applicazione di misure di sicurezza. Un principio cardine alla base dell’attuale normativa in materia di corretto trattamento dei dati personali prevede che qualunque trattamento di dati personali (e in questa definizione vi ricade certamente la raccolta, l’archiviazione, la conservazione e la condivisione di dati personali in banche dati gestite da privati quali le Compagnie di assicurazioni) deve essere preceduto da un’attenta politica di trasparenza nei confronti degli interessati.

Ciò vuol dire che è necessario fornire agli interessati una completa informativa contenente tutti gli elementi utili a spiegare le finalità e modalità del trattamento, l’origine del dato raccolto, le misure di sicurezza applicate e i soggetti ai quali rivolgersi per esercitare i diritti di accesso (principio irrinunciabile e costituzionalmente garantito).

Oltre ai principi di necessità, proporzionalità, pertinenza e non eccedenza nella raccolta e nel trattamento del dato che devono essere rispettati, è necessario garantire il principio di correttezza che vuol dire che “il trattamento (e la raccolta) dei dati deve avvenire presso l’interessato in maniera trasparente”. Evidentemente il costituire una banca dati a totale insaputa degli interessati, senza informativa e senza indicazione dei soggetti che a vario titolo potranno accedere a tutte le informazione archiviate dalle Compagnie, pare configurare una condotta assolutamente illegittima: potrebbe portare quantomeno al blocco e all’inutilizzabilità del dato, sino a configurare un vero e proprio illecito penale.

Sì alla guerra ai truffatori Rc auto, ma a spese delle Assicurazioni, non dei cittadini ignari.  Ognuno, infatti, dovrebbe avere la possibilità di verificare l’avvenuto inserimento in banca dati, la presenza o la rimozione dei dati, a tutela della propria dignità e riservatezza in quanto soggetto interessato al trattamento.

Per info e aiuti multe e ricorsi: ezio.notte at omniauto.it

di Ezio Notte @ 21:44


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