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13 febbraio 2011

Tutor e Autostrade per l’Italia: Romolo Donnini insiste

Tutor, la battaglia prosegue

Non si placa la polemica fra Autostrade per l’Italia (primo gestore italiano, sui cui c’è il Tutor) e Romolo Donnini (titolare della Craft), che rivendica l’”invenzione” del Tutor.

Signor Donnini, Autostrade dice che la Craft si è limitata a riproporre le stesse argomentazioni già disattese da più giudici del Tribunale di Roma…
“È vero: le argomentazioni presentate in primo grado a sostegno e difesa della validità del brevetto Craft e della contraffazione dello stesso da parte di Autostrade sono state riproposte, e continueremo a farlo in tutti i gradi di giudizio che dovessero esserci, fino a quando troveremo qualcuno disposto ad ascoltarci attentamente, essendo nella convinzione che i ‘giudici non siano solo a Berlino’”.

Ma è una vostra semplice convinzione, allora?
“Non si tratta di una nostra convinzione, ma di una verità dimostrabile con documenti concreti, e questa verità non può essere cambiata. Autostrade afferma che il brevetto Craft sarebbe nullo. Certo per Autostrade questo sarebbe un sollievo non da poco, esimendola dal dover dimostrare in tutti i gradi di giudizio che affronteremo di non essere rea di contraffazione. Ma il Tribunale si è espresso diversamente, riconoscendo la piena validità del brevetto stesso. Citiamo fedelmente: ‘Quanto alla domanda riconvenzionale, di nullità del brevetto C.r.a.f.t., proposta dalla Autostrade per l’Italia s.p.a. in base alle anteriorità assunte dalla stessa come riproduttive delle stesse conoscenze tecniche poste a base del citato brevetto, va rilevato che – essendo anche tale contestazione oggetto di verifica peritale – lo stesso c.t.u. ha escluso la rilevanza delle anteriorità evidenziate dalla convenuta sotto il profilo della novità e livello inventivo del brevetto C.r.a.f.t. Infatti, l’elemento e requisito della novità e livello inventivo di detto brevetto risultano soddisfatti dal sistema – non presente nelle anzidette anteriorità – del rilevamento della parte tergale dei veicoli, quindi della targa posteriore degli stessi, laddove i precedenti brevetti esaminati quali anteriorità tecniche, non consentivano tale rilevamento posteriore dei veicoli, a eccezione dei due brevetti nipponici esaminati che pur consentendo tale possibilità di rilevazione tergale dei veicoli il primo (fuji) presuppone l’uso mobile a bordo di altro veicolo seguente, il secondo (toshihiro) consente il solo rilevamento della densità del traffico, ragione per cui l’accertamento peritale si è risolto in senso favorevole alla sussistenza del requisito in questione’”.

Traduca per noi umani…
“Il brevetto Craft è valido. Questa piccola ditta fiorentina ha brevettato un sistema innovativo per il controllo della velocità media dei veicoli che ha avuto già dalla sua prima applicazione un enorme successo industriale. E riteniamo dunque che la stessa idea inventiva utilizzata da Autostrade per il Tutor, ovvero il controllo della velocità media mediante ripresa tergale dei veicoli, sia stata oggetto di contraffazione. Certo le spire induttive utilizzate da Autostrade, rispetto alle spire virtuali utilizzate da Craft, non possono rappresentare elemento di differenziazione, in quanto trattasi di componenti tecniche già note, e per nulla afferenti all’idea inventiva appena citata e brevettata da Craft, a meno di non voler stravolgere completamente i principi fondamentali di tutela dettati dal codice della proprietà industriale”.

Però Autostrade dice: “In particolare, d’accordo con il consulente tecnico d’ufficio, il Tribunale ha escluso la contraffazione perché: – il Tutor di Autostrade e il brevetto Craft si basano ‘su sistemi realizzativi talmente differenti che neppure possono essere classificati come equivalenti meccanici’; – le differenze ‘integrano invero caratteristiche operative e funzionali assolutamente diversificate’, tali da ‘elidere in radice la sussistenza della contraffazione’”. Cosa risponde?
“Rispondo che le peculiarità dei due sistemi non devono limitarsi alla differenza tra i sensori usati (spire induttive o virtuali) e comunque ben noti insieme a vari altri ai tecnici del settore o al fatto che il Tutor consenta anche ‘la stampa e l’imbustaggio automatico delle multe’, poiché il sistema realizzato e ampiamente utilizzato da Autostrade riproduce esattamente la stessa idea inventiva costituita dalla ripresa tergale della targa identificativa dei veicoli del brevetto Craft. Il sistema Autostrade utilizza gli stessi mezzi con la stessa disposizione ad eccezione di una soluzione alternativa banale basata sull’uso di spire induttive al posto delle spire virtuali (elaborazione di immagine) per rilevare i veicoli in transito.

Comunque, il Ctu dice “Le spire induttive, invece, hanno natura materiale e funzionamento meccanico […]”.
“È un errore madornale. Sia il sistema Craft (spire virtuali) sia Autostrade (spire induttive) non hanno funzionamento meccanico, bensì sfruttano entrambe aspetti dei fenomeni elettromagnetici: la luce osservata con le telecamere è un’onda elettromagnetica e i fenomeni di induzione delle spire sono anch’essi di natura elettromagnetica. Pertanto non si ritiene opportuno confrontare il caso in esame a sentenze presenti in giurisprudenza e relative a brevetti di tipo meccanico. Come si può parlare di equivalenti meccanici, quando di meccanico non c’è niente?

A dire il vero ci sono altre argomentazioni, basate su altre perizie…
“Molte altre argomentazioni sono state sviluppate nelle varie perizie su presunte differenze tra i due sistemi (la rilevazione dei veicoli a cavallo delle corsie, la griglia dei tempi , la stampa e imbustaggio automatico dei verbali …), ma nessuna di queste è da considerarsi rilevante ai fini del procedimento in quanto trattasi di modifiche secondarie di una procedura che in ogni caso prevede la ripresa tergale del veicolo e quindi la contraffazione del brevetto Craft.

Ma il sistema Autostrade è esente da elementi critici?
“No. Le spire induttive non possono essere installate in presenza di masse metalliche, ponti, viadotti, gallerie; hanno difficoltà a rilevare supercar con strutture in carbonio o alluminio (che invece sono spesso quelle che superano i limiti di velocità!); generano errori considerevoli con veicoli marcianti a basse velocità o in fase di accelerazione o decelerazione o veicoli ravvicinati. Non devono essere installate inoltre in prossimità di cavi di alta tensione e sono soggette a deterioramento con traffico elevato. E di questo il CTU è consapevole. Nella sua relazione 10 aprile 2007, nell’ultima pagina, spiega che ‘…per ammissione degli stessi C.T. di entrambe le parti, tanto il sistema Craft quanto gli altri già noti ai tecnici del settore e lo stesso sistema Autostrade, non sono in grado di funzionare nella totalità dei casi’. Ammette quindi che i sensori erano già noti ai tecnici del settore. D’altra parte, anche con il sistema Autostrade, se la telecamera non ‘vede’ il veicolo e quindi la targa, per qualche ragione (atmosferica, occlusione, o altro), a niente serve che le spire induttive ne rilevino il passaggio se non per un mero conteggio del traffico che non è oggetto del ns. contendere. Ci sono svariati documenti di Università di tutto il mondo (già agli atti) ed in particolare la Norma Quadro UNI CEI 70031 del 1999 che affermano che spire induttive e virtuali non sono altro che due, fra i vari tipi di sensori che possono essere usati per il rilievo del traffico e relativa classificazione”. Ancora, nelle strade con limiti fino a 70 Km/h non è necessaria la classificazione perché anche i mezzi pesanti possono raggiungere tale limite e quindi è necessario rilevare solo la velocità del mezzo, sarà poi l’obbligatoria ricerca al PRA a validarne la classe per poter applicare la relativa sanzione. Infine, in autostrada il traffico è rappresentato per circa il 75% da veicoli leggeri che possono sempre raggiungere i limiti massimi di velocità consentiti, per cui anche non classificando, il sistema Autostrade sovrappone totalmente per questa percentuale il brevetto Craft. Naturalmente per le strade con limiti differiti è sempre possibile effettuare la classificazione anche con il brevetto Craft.

E gli errori di classificazione?
“I test del sistema Tutor effettuati su un passaggio di oltre 30000 veicoli danno conto di un errore di classificazione di circa il 15%. (vedi la relazione dell’Ing. Antonino Galatà, Direttore Esercizio Autostrade per l’Italia, “The safety Tutor Project”, pag. 9, documento reperibile all’indirizzo internet: http://www.ibtta.org/files/PDFs/Galata_Antonino.pdf

In ogni caso, Autostrade dice il Tutor è stato da loro ideato, brevettato, industrializzato.
“Sì. È curioso però che la sentenza riporti esplicitamente un passaggio dove dice che Autostrade: ‘Deduceva al riguardo che il sistema di rilevazione dalla stessa installato nei tratti autostradali in sua gestione non corrispondeva, sul piano tecnico, alle descrizioni e rivendicazioni espresse nella domanda di brevetto presentata, né in tal senso sussisteva alcuna prova di parte avversa della corrispondenza tra i sistemi in questione, dunque non ricorreva alcun presupposto tecnico-materiale di sostanza per la contestazione di contraffazione avanzata dall’attrice’. Il sistema Autostrade corrisponde a quanto da loro tentato di brevettare ( è sufficiente leggere la loro domanda di brevetto) e ci sarebbero sicuramente riusciti se non ci fosse stato il brevetto Craft. Ora la domanda sorge spontanea; il brevetto è valido, Autostrade dichiara che il sistema Tutor è stato da lei inventato, brevettato, industrializzato. Chi è che non dice la verità?”.
Autostrade ha ritirato la sua domanda di brevetto il 25 Luglio 2006.

Se qualcuno vuole approfondire la cosa, come contattarla?
“Romolo Donnini, craftar@tin.it”.

di Ezio Notte @ 18:20


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