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16 luglio 2012

Tutor: la lotta di Romolo Donnini

Misteri Tutor

Ricevo e pubblico una lettera inviatami da Romolo Donnini, l’uomo che da solo lotta contro Autostrade per l’Italia per la vicenda Tutor (questione di brevetti). Se Autostrade per l’Italia ritiene, mi invii pure la replica cui darò spazio sul mio blog: ezio.notte at omniauto.it.

“È uscita la sentenza della corte d’Appello di Roma relativa alla causa per contraffazione del sistema Tutor tra la piccola azienda Craft e Autostrade. I quesiti riguardavano la validità del brevetto della Craft, già riconosciuta in primo grado, e la contraffazione del brevetto da parte di Autostrade, non riconosciuta in primo grado, per  l’uso da parte di Autostrade di un sensore per il rilievo del passaggio dei veicoli, diverso da quello previsto da Craft, spire induttive per Autostrade e elaborazione di immagine (spire virtuali) per Craft.

“Tutta la dottrina e la giurisprudenza affermano che, affinché vi sia contraffazione, è sufficiente che si riproduca la stessa idea inventiva e non è sufficiente il fatto che un componente del sistema sia stato sostituito con un altro noto fra i tecnici del ramo. Su questa base Craft ha presentato appelllo alla Corte di Roma, insistendo sul fatto che  le spire induttive usate da Autostrade non sono altro che un componente secondario del sistema che può essere sostituito con altri tipi di sensori presenti sul mercato e a conoscenza dei tecnici del ramo.

È in questa sede che emergono nuovi e inediti particolari. Infatti, pochi giorni prima della presentazione della memoria di replica da parte di Craft (ottobre 2011), sono stati pubblicati – dal ministero dei Trasporti – Decreti di estensione di omologazione per il sistema Sicve (Tutor), riguardanti la sostituzione delle spire induttive con nuovi sensori per rilevamento del traffico e più precisamente, sensori ottici e radar. Le richieste al ministero da parte di Autostrade risalgono al 2010. Dunque è accaduto questo: dopo che per tutto il giudizio Autostrade ha dichiarato di usare un sensore diverso, improvvisamente si viene a sapere che non è vero, e che anche Autostrade usa lo steso sensore di Craft, o comunque un tipo già richiamato nelle norme UNI del 1999 e negli studi fatti fare da Autostrade stessa, specificamente dichiarato come sostitutivo alle spire induttive.

“Sono documenti che dimostrano come sia possibile sostituire questi componenti, equivalenti secondo la letteratura tecnica, compresa una tesi di laurea finanziata da Autostrade. Ma sebbene Craft abbia allegato questa documentazione alla sua memoria di replica e i suoi difensori ne abbiano discusso lo scorso dicembre di fronte alla corte d’Appello di Roma, questa ha dichiarato in sentenza, oltre alla conferma della validità del brevetto rilasciato a Craft, di non aver esaminato questi documenti essendosi limitata esclusivamente alle ‘conclusioni precisate all’udienza del 20 giugno 2011 e non già quelle contenute nella memoria di replica depositata il 24 ottobre 2011′. Insomma il brevetto è valido, ma valide ancora le differenze (poiché la Corte ha ritenuto di non prendere in esame gli ultimi documenti prodotti da Craft). Non è ancora finita”.

di Ezio Notte @ 00:01


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Non mi stupisce affatto che anche in questa “triste” vicenda ci sia la complicità del Ministero “competente” ovvero di suoi fuonzionari e che il Produttore anche in questo caso sia riuscito a ottenere da questi ciò che voleva e nei termini richiesti. Finché non andranno a prendere “gli intoccabili” gente come Donnini che è a mio avviso più che legittimato a reclamare i propri diritti non potrà mai avere Giustizia!

    Commento by ENRICO I° — 16 luglio 2012 @ 16:13

  2. Questa vicenda la dice lunga sul paese in cui viviamo. La legislazione sui brevetti é chiarissima: non si puó né copiare una parte di un dispositivo né aggiungere o modificarne un’altra, né, paradossalmente, neppure migliorarlo. Poi, da quello che leggo, se dimostri che pure hanno omologato (atto ufficiale dello stato italiano) assieme alla parte supposta diversa, anche la parte esattamente uguale,cosa fanno i grandi giudici italiani? Con bertoldesca sagacia (che tristezza.. é vero) si arrogano il diritto di non esaminare i documenti che dimostrano questo incontrovertibile fatto che dimostra la malafede di una delle parti, che non é Donnini.. Cosí possono allegramente sentenziare, ossia, in altre parole, decidere sulla vita non solo professionale delle persone. C’é qualcosa da dire in piú? I fatti, questa volta, parlano fin troppo chiaro..

    Commento by Giovanni — 17 luglio 2012 @ 08:03

  3. Le scandalose vocende della nostra Italietta sono sotto gli occhi di tutti. Questo schifo non ha colore è trasversale. Non ci resta che andare oltre fronitiera ed aspettare che spolpino definitivamente la nostra Patria. Ci hanno rubbato anche la voglia di continuare.

    Commento by Alessandro — 1 agosto 2012 @ 15:49

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