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20 dicembre 2009

Tutor, le statistiche sugli incidenti esterni cosa raccontano?

tutor numeri

Sempre più Tutor in Italia

Sentite la bella musica, da questo sito. Era il 2004, quando Autostrade per l’Italia (gestore numero uno della rete autostradale italiana) avviò lo sviluppo del progetto sulla base di un’idea condivisa con la Polizia stradale e le associazioni dei consumatori. La Polstrada stessa e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti contribuirono a definire le specifiche di funzionamento del sistema: risultato, il Tutor è il primo strumento in Italia conforme alle nuove norme che consentono il sanzionamento automatico delle violazioni dei limiti di velocità senza la presenza su strada dell’agente di Polizia. Permette di rilevare soprattutto la velocità media dei veicoli.

E ancora: il Tutor è installato lungo quelle tratte che presentano tassi di mortalità superiori alla media. Attualmente il controllo della velocità tramite Tutor è attivo su oltre 2.200 chilometri di carreggiate (pari a circa il 33% della rete di Gruppo Autostrade per l’Italia) e ha permesso di dimezzare la mortalità lì dove controlla l’automobilista.

Finita la bella musica, sentiamo tutti assieme un po’ di note stonate e di urlacci.

a) Le sanzioni sono emesse e incassate direttamente dallo Stato e non vanno, quindi, in nessuna misura, a beneficio di Autostrade per l’Italia. Bene. Di grazia, è lecito sapere quanti soldini incassa lo Stato col Tutor? Quanti denari versa il cittadino birichino e indisciplinato (che corre tanto) al Tutor, cioè allo Stato? Perché vengono forniti i numeri dei morti e non quelli che riguardano i quattrini?

b) I morti calano lì dove opera il Tutor. Motivo: l’automobilista alza il piede dall’acceleratore se sa che il Grande Fratello scruta e picchia. Ma noi di Automobilista.it vorremmo fare un ragionamento di più ampio respiro. Se i morti calano dove c’è il Tutor, nei tratti autostradali non controllati dal Tutor, e nei tratti delle strade statali adiacenti alle autostrade, i morti calano? Perché, se i morti diminuiscono dove c’è il Tutor, è bene che calino anche altrove. Sarebbe il colmo che i decessi fossero di meno in presenza del Tutor, e invece aumentassero in sua assenza. Chissà perché le statistiche dei tratti “non Tutor” non vengono resi noti? Ci sorge un dubbio: sta a vedere che le Assicurazioni non abbassano le tariffe Rc auto perché sono in possesso di statistiche secondo cui i sinistri non calano granché…

di Ezio Notte @ 11:41


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Buongiorno non so se è qui che devo scrivere comunque ci provo ,il 25/08/2009 avevo prestato a un mio amico l’autovettura di mia moglie e mentre percorreva la milano cesena abbiamo ricevuto 5 verbali per la velocità con un totale di 25 punti nel raggio di poco più di un ora esattamente reggio emilia modena bologna ravenna forli la velocità era sempre intorno ai 165 km , volevo sapere se c’è la possibilità di evitare qualche verbale anche perchè 1100€ di multe più 25 punti mi sembra davvero una esagerazione saluti ivan

    Commento by ivanlupo — 22 dicembre 2009 @ 16:57

  2. […] è proprio imbattibile il Tutor? Quando ti multa non hai scampo? Due chiacchiere con Luigi Bechi, grande ricercatore di sentenze su […]

    Pingback by Tutor, c’è chi fa ricorso così | Automobilista.it — 12 febbraio 2010 @ 20:54

  3. […] Che, nonostante quanto ci contano, a nostro giudizio il Tutor abbia diverse falle, ve lo narriamo da tempo. Vedi qui, qui, qui… […]

    Pingback by Cosa sarebbe ’sta storia del Tutor “spinto”? | Automobilista.it — 24 febbraio 2010 @ 23:31

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