Un archivio decide dove possono passare i camion: ecco come
Definizione di archivio nazionale delle strade e soggetto gestore

In sintesi
- L’archivio nazionale delle strade è istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, disciplinato dall’articolo 226.
- Per ogni strada si registrano stato tecnico e giuridico, flussi di traffico, sinistrosità e percorribilità per mezzi d’opera.
- Enti proprietari e Dipartimento per i trasporti terrestri trasmettono i dati all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.
- In fase transitoria il Ministero pubblica annualmente in Gazzetta Ufficiale gli elenchi delle strade non percorribili.
- Parte dei finanziamenti ai censimenti e all’aggiornamento deriva dai diritti per le operazioni di motorizzazione, secondo l’articolo 228.
L’archivio nazionale delle strade sembra una struttura lontana dalla vita di tutti i giorni, ma in realtà dietro a quella banca dati passa una parte importante dell’organizzazione del traffico, della sicurezza e persino delle autorizzazioni speciali per i veicoli più pesanti. Quando una strada viene classificata, misurata, monitorata per traffico e incidenti, quei numeri non restano chiusi in un cassetto: finiscono in un sistema preciso, disegnato dal Codice della Strada.
Il Codice dedica a questo tema una norma specifica, l’articolo 226 del Codice della Strada, che definisce che cosa sia l’archivio nazionale delle strade, quali informazioni debbano essere inserite e quali soggetti debbano alimentarlo e aggiornarlo. Capire come funziona questo meccanismo aiuta a leggere con più consapevolezza le scelte su limiti di massa per i mezzi d’opera, divieti di circolazione su certe tratte o interventi di manutenzione programmata, che non nascono dal nulla ma da dati raccolti in modo sistematico.
Definizione di archivio nazionale delle strade e soggetto gestore
L’archivio nazionale delle strade è istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e comprende tutte le strade, distinte per categorie come indicato nell’articolo 2 del Codice. Si tratta quindi di un archivio centralizzato che raccoglie in forma organizzata le informazioni sulla rete viaria nazionale, non limitandosi alle sole autostrade ma includendo tutte le strade classificate. Questo impianto va letto insieme agli obblighi degli enti proprietari di classificare la propria rete e di istituire cartografia e catasto delle strade, previsti dall’articolo 13 sulle norme per la costruzione e la gestione delle strade, perché il lavoro locale confluisce poi in una visione d’insieme.
L’archivio nazionale delle strade fa parte di un sistema più ampio di archivi e anagrafi della circolazione delineato dallo stesso articolo 226, che disciplina anche l’archivio nazionale dei veicoli e l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La scelta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti come soggetto gestore risponde alla necessità di coordinare, a livello centrale, dati che arrivano da più attori: enti proprietari delle strade, Dipartimento per i trasporti terrestri, organi di polizia stradale, con un ruolo specifico affidato all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, chiamato a ricevere ed elaborare le informazioni sulla rete viaria e sulla sinistrosità. Un approfondimento pratico su funzionamento e contenuti si trova in guide dedicate all’archivio nazionale delle strade e al suo funzionamento.
Quali dati devono essere raccolti per ogni strada
Per ogni strada inserita nell’archivio nazionale devono essere indicati i dati relativi allo stato tecnico e giuridico della strada, al traffico veicolare, agli incidenti e allo stato di percorribilità, anche rispetto ai veicoli classificati come mezzi d’opera ai sensi dell’articolo 54, comma 1, lettera n). Lo stato tecnico riguarda le caratteristiche fisiche e strutturali dell’infrastruttura, mentre lo stato giuridico afferisce alla natura della proprietà, alla classificazione e ad eventuali vincoli o servitù che incidono sull’uso della sede stradale. I dati sul traffico derivano dai censimenti che gli enti proprietari sono tenuti a svolgere in base all’articolo 13, comma 7.
Un capitolo specifico riguarda la percorribilità da parte dei mezzi d’opera che superano i limiti di massa dell’articolo 62, ma rientrano nel rispetto dei limiti di massa fissati dall’articolo 10, comma 8. Per questi veicoli, che operano spesso in ambito edilizio e infrastrutturale, è fondamentale sapere quali tratti di strada risultino idonei e quali invece siano esclusi, proprio per evitare sovraccarichi o danni alla pavimentazione e alle opere d’arte. Nella fase precedente all’attivazione completa dell’archivio, il Codice ha previsto addirittura una disciplina transitoria, con pubblicazione annuale degli elenchi delle strade non percorribili in Gazzetta Ufficiale a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base dei dati trasmessi da concessionari autostradali, ANAS, regioni e altri enti competenti.
Ruolo degli enti proprietari e del Dipartimento trasporti
La raccolta dei dati nell’archivio nazionale delle strade avviene principalmente attraverso gli enti proprietari delle strade, che sono tenuti a trasmettere all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale tutte le informazioni sullo stato tecnico e giuridico delle singole strade, oltre a quelle sulla percorribilità per i mezzi d’opera ai sensi dell’articolo 54, comma 1, lettera n), e sui risultati del censimento del traffico. Questo obbligo si affianca a quello, previsto dall’articolo 13, di istituire e aggiornare il catasto delle strade e di effettuare rilevazioni di traffico aventi validità temporale riferita all’anno, creando un flusso costante di informazioni che dal territorio sale al livello centrale.
Accanto agli enti proprietari, il Dipartimento per i trasporti terrestri assume il compito di trasmettere allo stesso Ispettorato tutti i dati relativi agli incidenti registrati nell’anagrafe degli abilitati alla guida, istituita presso il Dipartimento dal medesimo articolo 226. Ne deriva una struttura in cui i dati sulle infrastrutture, sui volumi di traffico e sulla sinistrosità stradale vengono raccolti da soggetti diversi ma confluiscono in un’unica cabina di regia. Ulteriori risorse economiche per la formazione e l’aggiornamento periodico dell’archivio nazionale delle strade, nonché per i censimenti del traffico, sono coperte attraverso la destinazione di parte degli importi dei diritti dovuti per le operazioni tecniche e amministrative di motorizzazione, come specificato dall’articolo 228.
Impatto dell’archivio su sicurezza stradale, traffico e mezzi d’opera
L’archivio nazionale delle strade ha ricadute dirette su sicurezza stradale e gestione del traffico, perché consente al Ministero e agli enti proprietari di basare le proprie decisioni su dati oggettivi relativi a incidenti, flussi veicolari e condizioni tecniche dell’infrastruttura. La presenza nell’archivio dei dati sulla sinistrosità, collegati all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e all’archivio dei veicoli, permette una lettura integrata dei fenomeni: non solo dove si verificano gli incidenti, ma anche con quali categorie di veicoli e con quali caratteristiche di carico o di massa. Ciò si riflette sulle scelte di classificazione, di manutenzione e di regolamentazione della circolazione sui diversi tipi di strada.
Per i mezzi d’opera che eccedono i limiti di massa generali ma rientrano nelle condizioni previste dall’articolo 10, comma 8, l’archivio assume un ruolo specifico nel definire le tratte sulle quali è consentita la circolazione e, in fase transitoria, nel supportare la redazione degli elenchi delle strade non percorribili pubblicati annualmente in Gazzetta Ufficiale. In prospettiva, un archivio nazionale delle strade aggiornato e informatizzato, come richiesto dall’articolo 226 anche per gli altri archivi collegati, costituisce uno strumento essenziale sia per la pianificazione degli interventi infrastrutturali, sia per l’adeguamento delle norme tecniche e regolamentari che disciplinano l’uso quotidiano della rete viaria da parte di tutti i veicoli.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale