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L’archivio che scandaglia ogni strada italiana: cosa contiene

Che cos’è l’archivio nazionale delle strade e come è organizzato

Documenti vuoti riguardanti la sicurezza stradale e la legislazione in un ambiente neutro.

In sintesi

  • L’archivio nazionale delle strade è istituito dall’articolo 226 del Codice della Strada presso il Ministero delle infrastrutture.
  • Registra categorie, stato tecnico e giuridico, traffico, incidenti e percorribilità, inclusa per mezzi d’opera che eccedono massa.
  • Enti proprietari e il Dipartimento per i trasporti terrestri trasmettono dati all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.
  • Si integra con l’archivio nazionale dei veicoli e l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida per gestione coordinata.

L’archivio nazionale delle strade non è una curiosità per addetti ai lavori, ma la base dati che dice, nero su bianco, come sono fatte e come si usano le strade italiane. Dentro ci finiscono categorie, stato tecnico e giuridico, traffico, incidenti e persino la percorribilità per i mezzi d’opera fuori peso. In pratica è la “carta d’identità” digitale della rete viaria, pensata per tenere insieme sicurezza, controlli e pianificazione.

Tutta l’architettura è definita dall’articolo 226 del Codice della Strada, che non si ferma alle strade ma mette nello stesso quadro anche l’archivio nazionale dei veicoli e l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Sapere cosa prevede oggi questo sistema vuol dire capire quali dati devono passare dagli enti proprietari delle infrastrutture al Ministero e come queste informazioni poi “pesano” su circolazione, controlli e responsabilità di chi guida ogni giorno.

Che cos’è l’archivio nazionale delle strade e come è organizzato

L’articolo 226 del Codice della Strada istituisce presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’archivio nazionale delle strade, che deve comprendere tutte le strade distinte per categorie, come definite dall’articolo 2. Per ogni infrastruttura, l’archivio raccoglie dati sullo stato tecnico e giuridico, sul traffico veicolare, sugli incidenti e sulla percorribilità, inclusa quella relativa ai mezzi d’opera che superano i limiti di massa generali ma rientrano nei limiti speciali.

La norma prevede che la raccolta dei dati avvenga tramite gli enti proprietari delle singole strade e tramite il Dipartimento per i trasporti terrestri, che alimentano l’archivio con i dati su traffico e incidentalità registrati nelle rispettive competenze. L’archivio nazionale delle strade si inserisce così in un sistema più ampio di archivi e anagrafi nazionali, completamente informatizzati, che servono a monitorare in modo uniforme la rete viaria e la sicurezza della circolazione. Una panoramica operativa è approfondita anche nelle guide su come funziona l’archivio nazionale delle strade e quali contenuti gestisce.

Quali dati devono fornire gli enti proprietari delle strade

Lo stesso articolo 226 specifica che gli enti proprietari delle strade sono obbligati a trasmettere all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale tutti i dati relativi allo stato tecnico e giuridico delle singole infrastrutture, allo stato di percorribilità per i mezzi d’opera e ai risultati del censimento del traffico veicolare. Questa attività si affianca ai compiti generali su manutenzione, controllo tecnico ed efficienza previsti dall’articolo 14 per gli enti proprietari.

I dati sugli incidenti arrivano invece dal Dipartimento per i trasporti terrestri, che deve trasmettere all’Ispettorato tutte le informazioni registrate nell’anagrafe nazionale di cui allo stesso articolo 226. In questo modo l’archivio nazionale delle strade mette insieme informazioni strutturali, giuridiche e di esercizio, legandole ai flussi di traffico e alla sinistrosità delle diverse tratte. La qualità di questi dati dipende quindi dalla puntualità e dalla completezza dei flussi informativi da parte di enti proprietari, concessionari e amministrazioni coinvolte.

Come l’archivio incide su sicurezza, traffico e mezzi d’opera

L’articolo 226 collega in modo diretto l’archivio nazionale delle strade alla gestione della sicurezza stradale. I dati su traffico e incidenti, incrociati con lo stato tecnico e giuridico delle infrastrutture, permettono di individuare criticità ricorrenti, pianificare interventi di manutenzione e valutare l’efficacia della segnaletica e delle misure di regolazione. I compiti degli enti proprietari in tema di controllo tecnico e manutenzione, già fissati dall’articolo 14, trovano così un supporto informativo strutturato.

Un punto specifico riguarda la circolazione dei mezzi d’opera che eccedono i limiti di massa generali. Fino alla completa attivazione dell’archivio nazionale delle strade, l’articolo 226 prevede che questi veicoli possano circolare solo su strade o tratti non compresi negli elenchi annuali delle strade non percorribili, pubblicati dal Ministero sulla base dei dati forniti da concessionari, ANAS e regioni. La disciplina transitoria mostra come l’archivio sia pensato per sostituire elenchi statici con una base dati dinamica, utile anche per autorizzazioni e controlli mirati.

Rapporto tra archivio strade e altri archivi nazionali dei veicoli

L’articolo 226 inquadra l’archivio nazionale delle strade dentro un sistema coordinato che comprende l’archivio nazionale dei veicoli e l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Nell’archivio veicoli sono registrati, per ogni mezzo, i dati di costruzione e identificazione, l’emissione della carta di circolazione, tutte le successive vicende tecniche e giuridiche e gli incidenti che hanno coinvolto quel veicolo. La norma prevede anche il rilascio di certificazioni, su istanza, per chi abbia un interesse qualificato rispetto ai dati tecnici e agli intestatari di ciclomotori, macchine agricole e operatrici.

L’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, sempre istituita dall’articolo 226, contiene per ogni conducente i dati sul rilascio della patente, sui procedimenti successivi (rinnovo, revisione, sospensione, revoca), sulle violazioni che comportano sanzioni accessorie e sulle infrazioni con decurtazione di punti, oltre alle informazioni sugli incidenti e sulle sanzioni irrogate. Questa anagrafe è il riferimento per norme come l’articolo 218-ter sulla sospensione della patente in relazione al punteggio, che richiama espressamente gli archivi di cui agli articoli 225 e 226. Il coordinamento tra archivio delle strade, archivi veicoli e anagrafe conducenti consente quindi una gestione integrata di infrastrutture, parco circolante e comportamenti di guida.