L’auto di John Bonham restaurata per 83mila sterline va all’asta
Jensen Interceptor III di John Bonham: cosa sappiamo dell’asta Iconic Auctioneers
In sintesi
- La Jensen Interceptor III del 1972 legata a John Bonham ha avuto oltre £83.000 di lavori di restauro tra 2020 e 2023.
- L’auto è intestata a John Bonham Enterprises Ltd dal 18 marzo 1972, associazione descritta come “ben documentata”.
- Stima d’asta fissata a £40.000-£50.000, inferiore ai soli costi di restauro documentati.
- L’asta si terrà il 25 luglio 2026 alle 11:00 presso Iconic Auctioneers, The Wing, circuito di Silverstone.
- Gli acquirenti italiani devono verificare libretto estero, fatture, numero di telaio e considerare revisione e polizza per storiche.
Se pensi che un’auto d’epoca sia sempre “un investimento sicuro”, guarda i numeri: la Jensen Interceptor III del 1972 legata a John Bonham, batterista dei Led Zeppelin, ha avuto oltre 83.000 sterline di lavori di restauro tra il 2020 e il 2023, ma va all’asta con una stima di 40.000-50.000 sterline. Restauri da capogiro, valutazione più bassa: la matematica dell’auto storica a volte è spietata, anche quando c’è di mezzo una rockstar.
L’auto, con motore Chrysler V8 da 6,3 litri e prima immatricolazione il 18 marzo 1972 a nome di John Bonham Enterprises Ltd, sarà battuta da Iconic Auctioneers il 25 luglio 2026 alle 11.00, al The Wing del circuito di Silverstone. Storia affascinante, certo. Ma per l’automobilista italiano che sogna la propria “storica” il punto è un altro: capire quanto contano davvero pedigree, restauri e aste, rispetto a costi reali, documenti e rischi molto concreti.
Jensen Interceptor III di John Bonham: cosa sappiamo dell’asta
Il caso: una Jensen Interceptor III del 1972, collegata a John Bonham, finisce all’asta presso Iconic Auctioneers. L’auto è stata completamente restaurata tra il 2020 e il 2023, con una spesa documentata superiore a £83,000 per riportarla in condizioni impeccabili. Nonostante questo, la stima di vendita è fissata in un range di £40,000-£50,000, meno di quanto speso solo per i lavori recenti, senza contare acquisto originario, trasporto, tasse e tutto il resto.
L’associazione con Bonham è descritta come “ben documentata”: l’auto risulta intestata alla sua società sin dal 18 marzo 1972 e rientra nella storia personale del batterista, che nel 1977 finì in un fosso proprio con una Jensen Interceptor, rimediando due costole rotte. Il pezzo forte per i collezionisti è quindi il mix tra provenienza celebre e restauro approfondito; ma il prezzo guida non racconta una favola di plusvalenze automatiche, anzi.
Barn find e restauri costosi: la lezione per i collezionisti
Il fatto che un restauro da oltre 83.000 sterline porti a una stima d’asta da 40.000-50.000 insegna una cosa semplice: su molte auto storiche, il restauro non si ripaga. Soprattutto se sei un privato e non un artigiano che lavora “in casa”. Lavori lunghi, ricambi da importare, carrozzeria, interni, impianti: ogni voce si somma, ma il mercato finale guarda a marca, modello, desiderabilità e, solo dopo, alle fatture dei lavori.
Vale anche per chi sogna il “barn find” dietro casa: se compri un rottame pensando di “farlo rimettere a nuovo” spendendo poco, rischi di fare la fine di questa Jensen ma senza la carta jolly della provenienza rock. Prima di comprare serve una stima realistica della spesa: carrozziere, meccanico e tappezziere devono mettere nero su bianco un ordine di grandezza, altrimenti ti ritrovi con un’auto ferma sul ponte e il conto che raddoppia anno dopo anno.
Comprare un’auto d’epoca all’asta: costi, commissioni e rischi
Quando alzi la paletta o fai un’offerta online, il prezzo di aggiudicazione è solo l’inizio. Di solito devi considerare almeno: commissione dell’asta, IVA o imposte dove previste, passaggio di proprietà o importazione, trasporto e prime lavorazioni urgenti. Per farti un’idea concreta dei rischi da privato, aiuta leggere come si possono perdere migliaia di euro con un acquisto impulsivo, anche senza andare in Inghilterra a caccia di Jensen famose.
- Buyer’s premium: commissione d’asta calcolata in percentuale sul prezzo.
- Oneri fiscali: tasse locali, eventuale IVA, da verificare se importi dall’estero.
- Trasporto: bisarca o carro attrezzi, assicurazione viaggio inclusa.
- Lavori immediati: freni, gomme, fluidi, spesso obbligatori per circolare.
- Revisione o collaudo: specie se il mezzo è rimasto fermo anni.
Un errore classico è farsi prendere dal fascino dell’asta e dai video online e dimenticare che per comprare un’auto d’epoca senza rischi servono controlli da auto usata “normale” moltiplicati per due: perizia indipendente, verifica numeri di telaio, storico lavori, ricerca di parti introvabili. Se non puoi vedere e far controllare l’auto prima, il rischio per un non professionista è altissimo.
Tutele e pratiche per gli acquirenti italiani di vetture storiche
Per un acquirente italiano che porta a casa una vettura storica (famosa o meno), la prima parola chiave è documentazione. Servono: libretto estero completo, fattura o atto di vendita dettagliato, certificati di eventuali precedenti proprietari noti, e un fascicolo dei lavori eseguiti. Primo passo pratico: confrontare tutto con le targhe e il numero di telaio, controllando che non ci siano incongruenze. Solo dopo si ragiona su iscrizione ai registri storici e su come usare l’auto su strada.
Per circolare in Italia devi mettere in conto revisione, adeguamento ad alcune norme minime di sicurezza e una polizza assicurativa specifica per auto storiche, con massimali e clausole adeguate all’uso reale. Prima di firmare, conviene leggere come cambia la revisione di un’auto storica rispetto a una moderna e che tipo di manutenzione richiede un mezzo anziano: la guida su manutenzione corretta di un’auto d’epoca e quella sulla manutenzione del motore di un’auto d’epoca aiutano a capire se il sogno è alla tua portata o se è meglio restare a guardare l’asta dal divano.